ULTIMA - 25/3/19 - LA VIRTUS VERONA TRAVOLGE IL RIMINI ED E' IN ZONA SALVEZZA

Non si ferma più la serie positiva della Virtus Verona di mister Gigi Fresco che travolge 3 a 0 il Rimini allo stadio “Gavagnin-Nocini” ed è ora in zona salvezza diretta. I rossoblu virtussini giocano un ottimo primo tempo e al 4° minuto sono già in vantaggio; Palma perde palla, Giorico serve Casarotto che appoggia per Danti che in diagonale batte
...[leggi]

ULTIM'ORA

29/5/17
BUSSOLENGO: GRAZIE E IN BOCCA AL LUPO A MISTER FRANCO TOMMASI

L’ultimo piccolo “miracolo” l’ha fatto conducendo il suo Bussolengo a una difficile salvezza che i più, almeno tra i non tifosi, credevano ormai improbabile. Franco Tommasi, il gentleman del calcio per 14 anni tecnico del Bussolengo, ha dichiarato che la sua lunga e bella avventura con la società rossoverde in riva all’Adige è arrivata al termine. D’altronde anche i più lunghi sodalizi (calcistici) hanno un loro ciclo, destinato prima o poi a concludersi. La decisione, afferma lo stesso Tommasi, non sarebbe legata alle difficoltà di un soffertissimo finale di campionato: «Già da diverso tempo avevo detto al nostro diesse Renzo Bendazzoli che per me non c’erano più i presupposti per continuare». Una decisione rispettata dalla società del presidente Emiliano Montresor, che di comune accordo ha accettato di terminare il lungo rapporto di collaborazione.
 
Uno sportivo d’altri tempi, Tommasi. Da giovane, molto giovane, fece parte nientemeno che dell’Hellas Verona di Osvaldo Bagnoli, anche se ebbe poche occasioni per farsi notare. Recentemente in un’intervista ha ricordato le sue impressioni nel lavorare con il grande Osvaldo: «Una bella persona. Ci potevi parlare, ma in settimana. Nei ritiri pre partita era talmente preso che non ti salutava nemmeno. Era assorto nei suoi pensieri, nessuno doveva disturbarlo. Pensavo non salutasse me perché ero giovane, invece era così con tutti. Cadeva in trance e ne usciva al novantesimo».

Poi Tommasi giocò con l’Alessandria e l’Imperia, in serie C2, fino ad approdare al Chievo, dove fu tra i protagonisti della promozione della squadra in serie C2, nel 1986. Nel Chievo Tommasi ricorda in particolare il forte attaccante compagno di squadra Giovanni Sartori, che poi sarebbe diventato direttore sportivo dei clivensi portandoli fino alla serie A. All’età di 36 anni Tommasi lasciò il campo da giocatore e passò al ruolo di allenatore. Negli anni ’90 venne contattato da Renzo “el Nero” Bendazzoli, diesse del Bussolengo, esperto conoscitore dell’ambiente rossoverde fin dai lontani anni ’60. Lui e il nuovo presidente, un certo Emiliano Montresor, stavano cercando di riaprire un nuovo ciclo nella storia del Bussolengo Calcio dopo il fallimento della precedente società e il precipizio della squadra in Terza Categoria per fallimento. Tommasi accettò. Fu così, senza proclami, che iniziò un lungo sodalizio. Nei primi anni l’obiettivo era farsi valere in Seconda Categoria, poi nel 2008, forse in seguito a un’annata un po’ deludente chiusa a metà classifica, Tommasi si prese una pausa e, pur senza mai interrompere i contatti con Montresor e Bendazzoli, passò per qualche tempo agli acerrimi rivali del confinante San Lorenzo Pescantina (non storcete il naso, non hanno fatto così anche Alberto Malesani e Gigi Delneri con Chievo e Verona?).

La luna di miele col Pescantina comunque durò poco: già nel 2011 Tommasi tornò al Bussolengo, nel frattempo promosso in Prima Categoria dopo una entusiasmante cavalcata testa a testa con il Sant’Anna d’Alfaedo del grande Damiano Tommasi (non ci risulta che sia parente di Franco, almeno che non ci sbagliamo). Ad allenare quel Bussolengo era Walter Padovani, che però dopo la promozione non era disposto ad accettare il programma della società rossoverde, cioè spese contenute e puntare sul settore giovanile per mirare a una tranquilla salvezza in Prima. Così Padovani salutò, e ritornò in rossoverde Franco Tommasi. Il resto è storia recente: il primo anno in Prima Categoria si conclude con una strepitosa qualificazione ai play off. Poi, tre successive stagioni più che dignitose con tranquille salvezze a metà classifica, anni densi di lavoro e di crescita del folto vivaio giovanile. Un progetto, quello di sostituire posti in Prima squadra con giovani leve del vivaio, portato avanti con determinazione dalla società del presidente Montresor e del diesse Bendazzoli, ma che ha portato anche i suoi rischi. Lo si è visto l’anno scorso, quando il Bussolengo è arrivato quintultimo, evitando i play out grazie all’enorme divario in classifica con la penultima.

E lo si è visto soprattutto quest’anno, con una squadra di ragazzi entusiasti ma, ci permettiamo di dire, un po’ rabberciata, composta da ormai pochi “anziani” campioncini (trentenni e oltre) e per il resto da giovanissimi senza precedenti esperienze in Prime squadre. Il Bussolengo è arrivato terzultimo col fiatone, ha agguantato i play out per un soffio e infine li ha vinti grazie al fatto che l’avversario era un Pastrengo spaesato e depresso dopo l’annata peggiore della sua breve storia. Non sappiamo (e non vogliamo sapere) se ci siano anche questi motivi dietro la decisione di mister Tommasi di lasciare, o se si tratti di motivi di natura personale o economici. In ogni caso va dato atto al “tecnico gentiluomo” di aver allenato la squadra con professionalità e quasi da padre putativo per tantissimi ragazzi rossoverdi in questi tanti anni al Bussolengo. Un grazie quindi a Franco Tommasi e un in bocca al lupo per il suo futuro. E poi, è già successo in passato che a un arrivederci è seguito un suo ritorno, quindi... chissà.
 
Marco Mazzi per www.pianeta-calcio.it












Visualizzato(1756)