ULTIMA - 22/3/19 - COMPOSTI I GIRONI DEL 26° TORNEO “ELIO MONTRESOR”

Si è svolto allo Stadio “Avanzi” il sorteggio dell'attesissima 26esima edizione del Torneo “Elio Montresor” alla presenza dell’Assessore allo Sport del Comune di Verona Filippo Rando, del Presidente della 5^ Circoscrizione Raimondo Dilara, del Presidente della Commissione Sport Marco Padovani e del Consigliere regionale FIGC Mario Furlan. Il Torneo,
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26/6/17
FUOCHI D’ARTIFICIO E VERA PASSIONE DAL CASTELBALDOMASI

La festa dell’A.C.D. CastelbaldoMasi, per il storico ingresso in Promozione, si  è celebrata ieri  a pranzo, verso mezzogiorno e mezzo, presso la Trattoria-ristorante “Alla Nave” di Masi, primo lenzuolo di terra a Sud Ovest di Padova. Percorsa la transpolesana, lasciato alle spalle il centro Commerciale “Il Faro”, si deve bypassare, scavalcare, attraversare il ponte sull’Adige per raggiungere, dopo un chilometro, Masi. Un Comune di nemmeno 2.000 anime, stordito dalla calura che qui, da queste parti, sfiora anche i 40 gradi di caldo e di opprimente afa. A sinistra, dirimpetto alla chiesa principale, in cui un manifesto dell’Acli riporta lo slogan “Scalfiti dal cielo”, una statua di Giovanni XXIII, il “Papa buono”, con le mani aperte e in pietra erosa dal tempo e dalla nebbia  ti porge il benvenuto.

Qui, i Carreresi eressero nel 1292 i loro confini meridionali dei loro territori, contraltare alle incursioni degli Scaligeri e degli Estensi; qui è nato il matematico del 900 Mario Volpato. Non solo, ma anche il ciclista su strada, classe 1929, Arrigo Padovan, vincitore di 3 tappe del Giro d’Italia e di 2 del Tour de France. Ma, ha trascorso l’infanzia anche il pittore Inos Corradin, classe 1927, volato in Brasile con i suoi quadri molto carichi di colori accesi – come le piume dei pappagalli delle immense foreste dell’America del Sud – e con gli uomini e le donne pingui come i soggetti cari a Botero. Ma, anche Ivan Ferrari, forse per rompere la monotonia di certi pomeriggi estivi troppo assolati o di certi meriggi troppo annebbiati o plumbei di inverno, decise di sorvolare Masi diventando un autentico pionere degli ultraleggeri a motore. Ma, Masi ha dato i natali pure a Fausto Zonaro, ultimo pittore nel 900 alla corte di Costantinopoli, e all’ex arcivescovo che gestì alla grande la ricostruzione del terribile sisma in Friuli del 1976, monsignor Alfredo Battisti.

Masi e Castelbaldo, entrambi facenti parte della provincia patavina, stanno a Michele Ottoboni - l’esuberante “patron” dei bianco-rossi appena balzati a pieno titolo e con 3 settimane di anticipo in Promozione - e a mister Luca Albieri, come Castore sta nei confronti di Polluce. Entrambi malati di calcio, entrambi a bordo dell’auto potente di Ottoboni a seguire al sabato pomeriggio la Spal, ed alla domenica pomeriggio a soffrire le pene di inferno di un campionato che alla fine ha spalancato al club le porte dell’Empireo, dell’Eden del calcio a questo territorio.

Il primo un autentico vulcano in continua eruzione – lo Stromboli a confronto assomiglia a una modesta caffettiera -, l’altro – Albieri, passionale l’ex punta spallina e del Cittadella, alla continua ricerca di quella perfezione nel calcio che non arriverà mai proprio perché il suo bello sta nell’essere esso stesso imponderabile, indefinibile, imprevedibile. Insieme avevano provato, all’inizio del Duemila, ad entrare nella leggenda del calcio dell’estremo Veronese pilotando l’Aries Castagnaro Menà: Ottoboni era il “patron”, Albieri la punta in cerca degli ultimi applausi da calciatore prima di sedersi sulla panca. Addirittura alla squadra diedero un inno (realizzato, l’anno scorso anche per i nuovi bianco-rossi), ma, nella vita sappiamo che ciò che  non ti riesce in un angolo della terra ti capita di viverlo in un altro, magari completamente opposto.

Masi e Castelbaldo insieme vivono di  “fubal” e parrocchia dalla notte dei tempi: insieme, a braccetto, ora hanno tagliato un traguardo storico, impensabile almeno fino a qualche anno fa. Un trionfo pianificato, costruito da tempo, fortissimamente voluto e cercato, invece, per il diesse bianco-rosso, Franco Gobbi da Merlara, vecchia conoscenza del Cerea che è scomparso in queste ultime settimane, portandosi nella tomba qualcosa come 105 anni di gloria, sudore, gioia, luci ed ombre. “Quand’è che ho creduto di vincere il campionato?” risponde al nostro interrogativo Gobbi “Lo scorso 20 agosto, il giorno della presentazione ufficiale tenutasi a Castelbaldo: avevo messo insieme una “rosa” di giocatori davvero invincibile, che non poteva  fallire il massimo obiettivo” risponde sicuro di sé Gobbi.

Un campionato, la Prima categoria, vinto dall’ACD CastelbaldoMasi, terribile, con tutti ostacoli da superare al limite del possibile perché le avversarie erano tutte di ottimo lignaggio. Ex nobili decadute dell’angolo a Nord Est del Veneto, quali il Monselice (ex C2), la Solesinese, il Porto Tolle, i “pescatori del Delta” dello Scardovari. “Abbiamo sofferto” racconta “il capitano”, Luca Vallese, classe 1983, fisico asciutto ed invidiabile per le 34 primavere,  l’autunno a causa di infortuni e per trovare l’amalgama giusta. Poi, i ritocchi dicembrini ci hanno fatto trovare l’assetto giusto ed abbiamo aperto le ali,  mantenendo primato e rotta fino al traguardo. Io ed alcuni “senatori” abbiamo fatto da chioccia ai più giovani, non c’è un solo giocatore da copertina voglio dire”.

Ben 23 i piattelli polverizzati da Alessio Fratti, ex Altopolesine: “E 25 gli assist che ho pennellato ai miei compagni d’attacco. Guarda, sai che ti dico? Che è più bello fare il “fattorino” che il goleador, ti entusiasma di più! Abbiamo preso coscienza dei nostri grandi mezzi e della possibilità di vincere il Torneo quando abbiamo vinto 3 a 1 a Monselice, davanti a 200 loro caldi tifosi. E’ stato la che improvvisamente è scatatata la molla giusta”.

La Trattoria “Alla nave” – ci svela il primo cittadino di Masi, Cosimo Galassini, è un’eccellenza del territorio: “Qui si dà da mangiare da più di 100 anni, qui assaggi il miglior risotto alla Veneziana del Padovano (ottimo anche il cosciotto di guanciale glassato al forno, accompagnato da patate scottate al forno, e i ravioli di burrata con pomodoro e basilico. Vino? Bianco Soave Villa Cornaro 2016 e Rosso Cabernet Toser. I due piatti sono stati preceduti dagli antipasti a base di prosciutto crudo di Montagnana e melone, da un crostone al rosmarino con salame sopressa di casa, e quenelle di baccalà con patate e prezzemolo. Quindi, la torta con campo verde da calcio ha chiuso, assieme al caffè corretto con grappa, la sfilata culinaria).

La vittoria dell’ACD CastelbaldoMasi” ha commentato Galassini “è motivo di orgoglio civile e soddisfazione sportiva per tutto il paese. Dimostra che l’unione tra i due paesi confinanti può produrre qualcosa di bello e, soprattutto, di storico per le nostre comunità. Ma, io tengo molto al settore giovanile perché molti giovani possano socializzare e grazie al calcio abbiano la possibilità di imparare a vincere, ma anche a perdere; rispettino meglio se stessi, gli avversari, le regole che innervano questa meravigliosa disciplina sportiva”.

“Né cani né leoni”: così leggi sulla maglietta celebrativa la giornata del matematico balzo in Promozione dei bianco-rossi “castellani”: dietro alla t-shirt  rigorosamente bianca e rossa, alcune “pillole” laiche del Vangelo II Luca… (Albieri, il mister, s'intende!). Eccovene alcune: lacrime, sudore, sacrificio, gruppo, ecc… Insomma, una tavola dei dieci comandamenti, che ricorda  tanto i fogli che il grande “mago” Helenio Herrera appendeva nello spogliatoio per la sua grande Internazionale: sì, quella di Sarti, Burgnich, Facchetti…, quella che conquistava in Italia, in Eupropa e nel mondo tutto quello che c’era da vincere. 10 i comandamenti pallonari scritti dal “profeta” Albieri: 8 i pony, 8 i gatti, 8 i cani, 4 le tartarughe, che vivacizzano la corte che l’ex punta spallina gestisce nel suo feudo  nel Ferrarese.

Già, Michele Ottoboni da Menà, ultimo lembo della provincia veronese, e Luca “Tortuga” Albieri, ferrarese come il sangue bollente che gli scorre tra le vene. Difficile assistere nel calcio – nel lavoro collaborano alla meraviglia; ma, gli affari  sono tutta un’altra cosa! - ad una coppia di persone caratterialmente simili, emotivamente carichi di passione: autentici cerini che si consiglia di tenere lontano dalla più vicina fonte di calore, altrimenti si incendiano, non prima di averti però incendiato, contagiato con la loro grande passione per “el fubal”. 

Entrambi  hanno conseguito il patentino di Allenatori Uefa “B”, Luca Albieri gran pilota (fino quasi all’esaurimento nervoso, tanto è meticoloso!) di gruppi pedatori, Michele Ottoboni autentico asso del volante quando pilota le sue auto super truccate: “Io non competo mai per il 2° posto: l’anno scorso mi sono recato fino in Cecoslovacchia per acquistare la macchina che ha vinto gli Europei, non quella che si è piazzata al secondo posto”.

Intanto, riecheggiano nella Trattoria “Alla nave” le più note canzoni di Vasco Rossi – eseguite al microfono con intenso trasporto da “Mickey Rourke” Ottoboni - , il “Non sarà un’avventura” intonata apposta per indicare la serietà calcistica dell’A.C.D. CastelbaldoMasi nel raggiungimento dei suoi traguardi - dell’inclonabile Lucio Battisti. E, con le note che fanno da sottofondo, quelle suonate dal duo Sandro & Steve (ferraresi doc, il primo ex Sanremo Autori nel ’93-’94, il secondo allievo della scuola di Mogol: entrambi vantano anche esibizioni di duetti con i Matia Bazar, Marco Masini ed Andrea Mingardi, e restano un punto fisso a Radio Bruno), di Renato Zero, “io voglio salire sempre “Più su”…Sono uno che non si accontenta, io vado in campo sempre per vincere” tuona Ottoboni a pieni polmoni “perché ogni estate mi assicuro il miglior parco di giocatori che esiste nel triangolo Rovigo, Padova e Ferrara”.

Non possono mancare i saluti del neo vice-presidente della LND, il padovano cav. Florio Zanon e del neo Delegato Regionale, Maurizio De Tomi. Poi, prende la parola anche il giovane sindaco di Castelbaldo, Riccardo Bernardinello: “E’ stato coronato un sogno che per questi due territori amici rappresenta un qualcosa di storico e di vero orgoglio. Castelbaldo è una bella realtà, di cui c’è da andarne fieri. Ringrazio tutti, dai giocatori ai dirigenti, ai numerosi volontari, veri artefici di questo miracolo calcistico. L’anno prossimo ci aspetterà un Torneo regionale ancora più tosto, ma certamente più prestigioso. La grande voglia di arrivare è stata la molla vincente di questo gruppo di calciatori, grazie ai quali abbiamo potuto festeggiare i 30 anni di vita della nostra società, sorta appunto nel 1987”.

Don Primo Mazzolari, il parroco di Bozzolo, uno dei preti scomodi - assieme al priore di Barbiana, don Lorenzo Milani - rivalutati proprio in questi giorni dalla visita da Papa Francesco nei luoghi tanto cari a i due sacerdoti innovatori e precursori del Concilio Vaticano II, diceva: “I destini del momdo si maturano in periferia”. Niente di più vero! 
   
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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