ULTIMA - 15/1/19 - LA VIRTUS VERONA INGAGGIA LA PUNTA ANGELO RAFFAELE NOLÉ

Prosegue la campagna di rafforzamento della Virtus Verona. Nella giornata di ieri è stato perfezionato l'ingaggio dell'attaccante Angelo Raffaele Nolé, classe 1984 nei giorni scorsi svincolato dalla Pro Piacenza. Nolé, che ieri ha sostenuto il primo allenamento agli ordini di mister Gigi Fresco, vestirà la casacca rossoblu numero 31 e sarà
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5/7/17
IL RUOLO PIÙ BELLO E’ IL PORTIERE, PAROLA DI MARIO SORBARA

Mario Sorbara, classe 1972, è uno di quei personaggi che nel calcio lavorano sempre nell'ombra; il suo ruolo di Preparatori dei portieri, mai svolto sotto la luce dei riflettori, è però importantissimo nell'economia dei risultati calcistici di una società sportiva. Personalmente ho avuto modo di costatare come un buon portiere, e potrei citarne dei nomi, quando hanno cambiato Preparatore, hanno invertito, in meglio o in peggio, a seconda dei casi, il loro rendimento. Ci sarà pure un motivo?

Mario Sorbara, da ben 12 anni svolge questo importante compito, come egli stesso racconta: "Sono stato innanzitutto un portiere - tiene a precisare -, iniziando a giocare nella squadra del quartiere dove abito, l'allora U.S. Primomaggio, per poi passare al Verona, nella squadra dell'Alba, a quel tempo assorbita dall'Hellas; li ho fatto tutte le giovanili, sempre in campionati Regionali, ma anche un anno nella Rappresentativa Veronese, allora guidata dal duo Larini-Lizziero".

Un bel po' di esperienze dunque: "Ho giocato contro squadre di ottimo livello, sia nazionale che internazionale, con e contro compagni che poi hanno fatto il grande salto. Sono stato compagno di squadra di Matteo Fattori, Mauro Paganini e qualche volta anche Matteo Guardalben si è aggregato con noi, saltando la categoria, lui che è più giovane; poi ho giocato contro Carlo Cudicini, tanto per citare i primi che mi vengono in mente". Tante soddisfazioni immagino: "Ma sì, le solite Coppe come miglior portiere, qualche rigore parato nelle finali di qualche Torneo importante, ma soprattutto la soddisfazione di giocare nel vecchio ruolo di portiere, che mi piaceva davvero tanto".

Ora è un ruolo molto diverso: "Con le nuove regole è totalmente cambiato, tanto che risulta improponibile un confronto; noi vecchi portieri avevamo un ruolo a parte. Dovevamo parare tutto ciò che passava da casa nostra, che era l'area piccola; oggi invece il portiere è un giocatore aggiunto. Una specie di libero vecchio stampo, con la differenza di poter usare le mani. Oggi si gioca spesso anche fuori area con i piedi, prendendo parte attiva alla manovra della squadra. Una volta poter raccogliere un retropassaggio con le mani era una bella ancora di salvezza, oggi si dovrebbe condividere la responsabilità di un gol subito, ma purtroppo si tende sempre a colpevolizzare il portiere".

Mario Sorbara è figlio d'arte, il papà Domenico è stato anch'egli portiere: "Un portiere con la P maiuscola direi; sono tanti i trucchi che mi ha insegnato, alcuni li riporto ancora negli allenamenti". Tanti bei ricordi... "Come quella volta che facemmo un Torneo col Verona a Grugliasco, in provincia di Torino; tre partite: Pescara, Grugliasco e in finale contro la Juventus. Zero gol subiti, due rigori parati, uno in finale con la Juve; vincemmo meritatamente quel Torneo che il Verona non riusciva a vincere da 9 edizioni, se ricordo bene".

A diciotto anni hai debuttato in categoria: "Qualche apparizione nello Zevio, dove mi dividevo tra l'Under 18 Regionale e la Prima squadra; ricordo Diego Mori, Davide Turazza e Nicola Saorin, giocatori molto forti, come Andrea Moretto, e Paganin, il più forte attaccante che io ricordi". Poi cos'è successo? "Ero giovane e qualche incomprensione mi ha spinto a smettere".

Ed è iniziata una nuova avventura: "Non subito; dopo qualche anno ho iniziato ad allenare i "portierini" nel Settore giovanile di un paio di società sportive veronesi, ancora fermo e, 12 anni fa ho iniziato in Terza categoria con il Borgo Primomaggio, poi sette anni con la Primavera, due stagioni a Negrar ed ora la riconferma con l'Alba Borgo Roma per il secondo anno consecutivo, una bella soddisfazione".

Ed in questo nuovo ruolo, quali le maggiori soddisfazioni?
"Beh, quando si instaura un amicizia che dura nel tempo, come il sodalizio con Stefano Melchiori, allenato per ben sei anni, con un record d'imbattibilità di 940 minuti, un amicizia che dura tutt'ora, come quella con Francesco Compri (giovanili dell'Atalanta), un portiere che mi ha seguito ogni volta che l'ho chiamato dove c'era bisogno; un portiere nella mentalità, sempre disponibile anche se tutto rotto. Non nascondo che la riconferma all'Alba Borgo Roma, assieme all'amico Antonio Russo, grande persona, con cui ho condiviso gli ultimi cinque anni e che mi ha insegnato davvero molto, mi ha dato grande soddisfazione".

Quindi sei carico per affrontare la prossima stagione: "Un altra sfida con me stesso! Cercando di far star bene in campo i miei portieri, Michele Santin e Alessandro Aldà, tra l'altro molto seri, sperando che possano fare un ottima stagione anche nel prossimo campionato di Promozione, il 14° consecutivo per i giallorossi".

Mario Sorbara ha due figli di 13 e 8 anni; il primo portiere per diletto, il secondo promettente portiere dell'Alba; come dire, il DNA non mente! Per concludere Mario ci dice: "Sono convinto che il ruolo di portiere sia ancora il più bello; pochi si prendono questa responsabilità, una responsabilità che ti porti anche fuori dal campo. Un ruolo che t'insegna davvero a vivere!".

Antonio Dal Molin per www.pianeta-calcio.it












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