ULTIMA - 20/1/19 - LE 8 QUALIFICATE AI QUARTI DELLA COPPA VERONA 2018-19

Si sono giocate oggi le partite della terza ed ultima giornata del 1° turno della Coppa Verona 2018-19 riservata alla formazioni di Terza categoria, denominata “Memorial Gianni Segalla”, che hanno consegnato il pass per il passaggio ai quarti di finale in programma domenica prossima. Nel Girone 1 il Lessinia vince 1 a 0 la sfida decisiva contro il Borgo San
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ULTIM'ORA

2/8/17
A TU PER TU CON MISTER MATTEO MENEGHETTI (AUDACE)

“IL CALCIO E’ SEMPRE CALCIO QUALUNQUE SIA LA CATEGORIA“

Così sintetizza Matteo Meneghetti, nuovo allenatore della Prima squadra della SSD Audace calcio che parteciperà al campionato di 2^ categoria dopo la retrocessione della stagione scorsa. Abbiamo fatto alcune domande al nuovo mister rossonero nel post-presentazione della squadra avvenuta al circolo Audace, presso lo stadio Tiberghien di San Michele Extra.

Qual è il curriculum di Matteo Meneghetti?
"Pur essendo un classe '80 ho una carriera di allenatore direi non breve. Ho iniziato ad allenare la Juniores del Borgoprimomaggio quando avevo 27 anni ed ancora giocavo; poi sono passato al Croz Zai inizialmente allenando la Juniores per poi passare alla Prima squadra che ho allenato per 5 anni. Nella stagione 2010-11 ho sfiorato i play-off dopo un ottimo finale per poi, nell’anno successivo, stabilizzare la squadra con un buon 7° posto. Nella stagione 2012-13 abbiamo vinto il campionato e siamo saliti in 1^ categoria e poi l’anno scorso abbiamo raggiunto la Promozione con una cavalcata in crescendo che mi ha gratificato sotto tutti gli aspetti".

Questo come allenatore e come giocatore?
"Ho iniziato nelle giovanili del Team S.Lucia che è la sociatà del mio quartiere, poi sono passato al Domegliara nella Juniores regionale ma ho subito un infortunio e sono rientrato giocando al Parona per poi passare al Croz Zai e al Borgoprimomaggio disputanto diversi campionati di 1^ e 2^ categoria. Poi, a 30 anni, mi sono rotto i crociati anteriori e così ho deciso di smettere di giocare, non perchè non potessi guarire ma bensì perchè erano gia 3 anni che allenavo la Juniores e contemporaneamente giocavo in 1^ squadra, quindi avevo già annusato che mi piaceva e che avrei avuto la mia maniera di stare nell’ambito del calcio che vi assicuro è per me come una malattia".

Ed ora questa nuova avventura con l’Audace calcio?
"E’ una sfida che ho intrapreso con grandissimo entusiasmo e lo dico senza false modestie; è evidente che sono sceso di due categorie ma vi dico che non mi sta pesando affatto. Da quando sono qui, ormai da un mese e mezzo, nello storico Tiberghien, se mi chiedi che categoria facciamo ti rispondo che non lo so! Il calcio e sempre calcio! Bisogna allenarsi, impegnarsi, sacrificarsi; si puo’ perdere, vincere o  pareggiare ma il calcio e sempre il calcio, qualunque sia la categoria. Ho trovato un ambiente giovane e motivato con un grande blasone. Una struttura diversa da quellla da cui provengo dove si era concentrati solamente sulla 1^ squadra. L’entusiasmo che ho trovato nella dirigenza e tutto l’ambiente rossonero mi ha veramente motivato e, visto che già sono carico di mio, quest’anno lo sono ancora di piu’."

Hai qualche modello d'allenamento o mister a cui ti aspiri?
"Non lo so.  Se vi dicessi nessuno sembrererei arrogante, tuttavia spero e penso in tutti questi anni di essermi fatto una idea mia del calcio. Penso che per fare l’allenatore bisogna essere in continua evoluzione ed aggiornarsi e non per niente quest’anno ho conseguito il patentino di Uefa B e sono sicuro così di avere incrementato ancora di piu’ la mia conoscenza. Vedo un calcio anche senza palla, aggressivo che tende attaccare la profondità pero’ non mi ritengo un integralista: nessun modulo, nessuna idea di gioco; per dire quest’anno abbiamo vinto il campionato facendo tantissimo possesso palla. L’allenatore bravo e quello che ottimizza le risorse umane che ha a disposizione, sia dal punto di vista tecnico che umano, permettendo a tutti i giocatori di essere nelle condizioni ideali, anche personali, di dare il meglio sia tecnicamente che tatticamente. Normalmente le mie squadre tendono a fare piu punti nel girone di ritorno che nell’andata, cosa che mi gratifica perche è un segnale che si sta lavorando bene".

Ti sei portato anche un fedele collaboratore, Corrado Frinzi...
"L’ho incontrato al Croz Zai in modo casuale perche in realtà era arrivato per allenare gli Juniores dopo essere stato per anni il secondo in squadre di ottimo livello. Ci siamo conosciuti bene ed abbiamo trovato un certo feeling così sono ormai tre anni che viviamo un ottimo rapporto, non solo calcistico ma anche con le nostre rispettive famiglie. E’ qualificato anche lui con patentino di allenatore dilettante. Non è di certo uno che viene a piantare paletti o spostare cinesini ma per avere un ruolo di collaborazione attivo, anche se le scelte finali spetteranno a me".

Hai avuto la possibilità di conoscere la nuova “rosa“ dei giocatori rossoneri, anche alla luce dei nuovi arrivati quest'anno? "Prima di tutto debbo ringraziare la società perche ho accettato ancora prima della campagna acquisti. Mi hanno assicurato che mi avrebbero costruito una squadra competitiva e la cosa che si è puntualmente verificata. Tuttavia, come ho avuto modo di dire nella presentazione, ho sentito parlare di squadra forte, competitiva e tant’altro; ognuno metta l’aggettivo che vuole ma spetta a me farla diventare una squadra, poi sarà solo il campo e i risultati che gli affideranno l’aggettivo giusto."

Valerio Giordani per www.pianeta-calcio.it












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