ULTIMA - 18/5/19 - FINALI PER IL TITOLO REGIONALE. DOMANI 3 VERONESI IN CAMPO

Domani, domenica 19 maggio si giocheranno anche le semifinali per il titolo regionale del Campionato di 1^ Categoria 2018-19. In gara secca ad eliminazione diretta il Calcio Marcon affonterà il Bassano 1903 mentre lo Scardovari ospiterà il Montorio al campo di Scardovari di Porto Tolle (Ro) in viale Repubblica. Il Montorio di mister Marco Burato nei quarti
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ULTIM'ORA

1/9/17
NALINI E MONTAGNANI A CACCIA DELLA CONSACRAZIONE

Oltre all’età – Andrea Nalini è del ’90, Alex Montagnani del ’91 -, oltre a ricoprire lo stesso ruolo di attaccante, ora, i due basso-veronesi condividono  pure l’abitazione in centro a Crotone. Storia bella la loro, che fa sognare sicuramente tutti i nostri giovani calciatori, veronesi e non, una di quelle di cui non vedi l’ora di  viverla, di assaporarla fino in fondo. Accomunati i due giovani pianuresi veronesi anche dalla voglia di consacrarsi nella strada che hanno già imboccato: il “Raul di Pradelle”, “El Nallo”, Andrea Nalini già apostrofato, lo scorso maggio a furor di popolo, “Bronzo di Crotone” all’indomani della doppietta rifilata alla Lazio, e che ha permesso agli “squali” rosso e blu di mister Nicola la salvezza matematica in serie A; e il più spavaldo Alex Montagnani, che nutre tanta nostalgia per quella Primavera del Siena che pareva davvero catapultarlo nella massima ribalta. E, poi, la C2 a San Bonifacio, i tanti anni maturati in D e in quotata Eccellenza, compresa quella D che ha appena intrapreso a Isola di Capo Rizzuto, a due passi da Kroton, a due bracciate dall’incantevole Ionio, che ispirò i più grandi poeti e gli scultori più abili della Magna Grecia.

Entrambi che scalpitano come puledri ansimanti. Nalini, che ha perduto 0 a 3 allo “Scida” contro la squadra del suo cuore, il più quotato Milan, e che non ha potuto giocare contro l’altra metà del suo “ventricolo calcistico”, ossia l’Hellas Verona, perché  lasciato a riposo in maniera precauzionale da un mister che si è tanto ricreduto in lui, soprattutto quella notte della crepitante doppietta che ha spennato le “aquile capitoline” e che baluginava come  picareschi fuochi d’artificio sullo Ionio color blu cobalto. “Mi sarebbe piaciuto eccome giocare quella partita!” si rammarica Andrea “ma, ha fatto bene il mister a tenermi lontano dall’arena, così, ho 15 giorni per recuperare, visto che c’è anche da osservare la pausa per l’appuntamento che gli azzurri devono sostenere. Sì, da piccolo sono andato con i miei amici in Curva a sostenere, ad incitare i beniamini giallo e blu, ma, mi consolo pensando che esiste un ritorno, al “Bentegodi”, e che il campionato è ancora lungo. Ho sempre tifato Hellas: prima la guardavo, l’Hellas,  dagli spalti, ora potrò, al ritorno, vederla l’Hellas da vicino, sarò in mezzo alla pugna, dentro l’arena”.

“Però, voglio essere sincero, mi sarebbe piaciuto fare gol, dare un piccolo dispiacere alla mia Hellas, o solamente dettare l’assist, ma, tutto sommato,  è meglio che la gara sia terminata in parità (0 a 0). Il Milan? Bè, non puoi mica pretendere la luna contro una squadra più in palla di noi e più avanti come condizione fisica. Aveva una marcia in più, visto che ha dovuto partire prima per affrontare i preliminari di Europa League. Mi ha dato la maglia il turco  Hakan Calhanoglu; ora si è aggiunta nel mio armadio dei cimeli a quelle di Riccardo Montolivo e a quella di Mattia De Sciglio donatemi l’anno scorso al termine delle gare di andata e ritorno che noi del Crotone abbiamo affrontato contro il Diavolo. Ma, conservo gelosamente anche quella di Mandzukic, donatami a Torino, dopo il 3 a 0 a favore della Juventus”.

“El Nallo” sta recuperando appieno la forma dopo la distorsione alla caviglia riportata a metà agosto in un’amichevole contro il Cagliari: “Contro il Milan avrei giocato anche con una gamba, ma è stato meglio così, visto che il mister mi ha lanciato al 55° minuto. E’ stata una gara iniziata in salita per il rosso comminato a Ceccherini. Noi abbamo fatto solo la fase difensiva perché loro ci schiacciavano. In area  e con un uomo in più da parte loro, aumentavano il ritmo, l’intensità. Ma, ripeto, non sono queste le partite da vincere, quelle contro le big del campionato, ma altre, quelle contro chi lotta per la permanenza in A alla pari nostra. Mi piace un sacco, del Milan, Suso ed anche Bonaventura, due grandissimi  giocatori!”

Lì vicino, a consumare la colazione mattutina ringhia, schiuma come una locomotiva – meglio in tal caso dire come una caffettiera, o no? -  Alex Montagnani, il “puffo al tritolo  di Boschi Sant’Anna”: “Il Sud e la serie D con l’Isola di Capo Rizzuto” spiega Alex “per me significa essermi riportato su un trampolino di lancio. Sognavo da tanto provare un campionato in Meridione, perché qui si è malati di calcio, si vive di pane, lavoro, famiglia e di calcio. Le tifoserie sono belle calde, vedi Nocerina e Messina, gli impianti da serie A. E’ un banco di prova, quello che mi sta attendendo, che mette a nudo le mie vere qualità, il Torneo del Sud, molto duro fisicamente, dove non te le risparmiano certe carezze, certi ruvidi contrasti”.

Cosa ti ha consigliato Andrea?
“Di non mollare, di crederci sempre nel sogno che culli, che cerchi di coronare, di inseguire. Io al Nord avevo richieste di tanti club di categorie inferiori alla D, mi avrebbero riempito le tasche di quattrini, ma, io voglio che quello in corso sia per me l’anno-zero. Da cui ripartire, perché fisicamente mi sento al top, almeno da 2-3 anni a questa parte. E’ che mi sento di dare ancora molto al calcio. Anche se ho già 26 anni, Nalini mi esorta nel continuare a crederci fino all’ultimo. Il solo fatto di abitare  con lui - anche se sono poche le ore che ci frequentiamo tra allenamenti, ritiri, amichevoli, trasferte e gare di campionato -  mi trasmette comunque una carica assurda perché lui mi è da esempio: è arrivato con tanti sacrifici e tanta umiltà. E’ come un fratello per me oggi, Andrea”.

Ed ancora Alex: “Per me deve essere l’anno della mia vera consacrazione calcistica; idem per Andrea. Ora ho acquisito maggiore consapevolezza nei miei mezzi, maggiore convinzione nei mie qualità, e posso disputare, intraprendere una stagione da protagonista. Anche per Andrea sono certo che sarà l’anno della consacrazione in serie A”. I due “squali”, i due giovani “Ulisse pitagorici” spasimano  di cacciare la loro preda, lontani mille miglia dalla loro Itaca. E, lo Ionio dal sacro sale, intanto, è pronto a rivivere altri miti, a cibarsi di altre storie, di altre leggende. Perché laggiù, in quell’angolo del Sud,  dove tutto è sospeso, ma non dimenticato, dicono che respirano ancora gli Dei. Tutto incarna una catarsi di luce fortemente emotiva,  tutto è sospeso nel tempo, dove Dee bellissime volteggiano nell’azzurro perenne del mare. Unico al mondo.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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