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7/12/17
EMANUELE PESARIN (EX SAMPIETRINA), DAL CALCIO AL TRIATHLON

Non capita spesso, anzi, credo sia la prima volta che un calciatore lasci lo sport più amato e praticato, il calcio, per uno sport “minore”, il Triathlon, di cui non si parla mai abbastanza. “Tutto è iniziato nella primavera di tre anni fa”, racconta Emanuele Pesarin, “Giocavo a calcio nella Sampietrina (squadra iscritta quest’anno al campionato di Terza categoria), e, a fine allenamento, stavo parlando con un mio compagno di squadra, il quale pratica anche pallanuoto. Mi disse che voleva provare con il Triathlon, ed io, che non sapevo neanche che sport era, da quel giorno ho iniziato a vedere sul web, tutto ciò inerente a questo sport, che prevede gare di nuoto, corsa podistica e ciclismo. A quel tempo, visto che non avevo la patente, mi muovevo spesso in bicicletta e covavo il desiderio di possederne una da corsa; forse questa era l’occasione giusta”.

Nato il primo luglio 1998, Emanuele Pesarin si sta facendo notare in questo sport che non ha molta visibilità, eppure agli inizi: “I miei genitori erano dubbiosi, trattandosi di uno sport costoso, però in qualche modo, riuscii a comprarmi una bicicletta usata in alluminio, superando lo scoglio più grande. Rimaneva il nuoto, che per me era una novità, nel senso che non sapevo nuotare. Appresi i primi rudimenti nella piscina del mio paese, poi iniziai il corso di nuoto nel Triathlon. Cominciai ad andare sempre più forte, ed intanto mi allenavo a correre in solitaria, a piedi per le vie del paese e lungo l’argine dell’Adige, in bici, con i compagni di squadra”.

Finalmente arriva il grande giorno, il 23 maggio 2015 a Manerba del Garda: “Una giornata memorabile! L’acqua era gelida, tanto da farmi venire il mal di testa; poi la gara in bici. All’11esimo chilometro cado rovinosamente, ma riprendo e termino la gara. Il brutto arriva dopo con la corsa podistica, che affronto tutto ammaccato e sanguinante. Feci metà dei 5 chilometri camminando ma, chi mi superava, mi invitava a non mollare; è stata una sensazione bellissima, cosa mai provata con il calcio. Arrivai al traguardo e decisi che il Triathlon sarebbe stato il mio sport”.

Iscritto alla 3K TEAM del Presidente Alberto Casalini, squadra che annovera 34 iscritti, Emanuele Pesarin è allenato da Manuel Andriolo: “mi segue principalmente nel nuoto, ma ci fornisce le tabelle di allenamento giornaliere, a volte anche in combinata, ad esempio bici più corsa o nuoto più corsa”. Emanuele va sempre più forte ed il suo rank si abbassa; gareggia nello Sprint: 750 mt nuoto, 20 km bici, 5 km corsa. Ma è nel secondo anno che arrivano le prime soddisfazioni: “Venduta la prima bici in alluminio, ne comprai una in carbonio; mi sembrava di volare. La prima parte di stagione non fu esaltante ma ad agosto iniziai ad allenarmi tre volte al giorno. Mi sentivo benissimo e a Chioggia salii per la prima volta sul podio, nella seconda posizione, sotto gli occhi emozionati di mamma Lucia (mio padre Ezio lavorava in un supermercato). Quel podio mi ripagava di tanti sacrifici, ma doveva essere la spinta per puntare più in alto. Nella terza stagione non ho fatto i conti con l’esame di maturità, che mi ha sottratto tanto tempo; sono comunque riuscito a conquistare la seconda posizione in categoria a Novellara (RE), mentre a Caorle sono salito sul gradino più alto”.

Quest’anno il giovane atleta legnaghese, ha gareggiato nella categoria Junior, ma dalla prossima farà parte della Senior 1: “Sono riuscito a completare il mio primo Triathlon olimpico (distanza raddoppiata: nuoto 1500 metri, bici 40 km, corsa 10 km)”. Ma non finisce qui; Emanuele ci racconta della sua ultima fatica al Lido delle Nazioni (FE) su distanza sprint: “Nella gara di nuoto, mi trovo in testa a tirare il gruppo; esco dall’acqua e succede un fatto divertente. Non riesco a sfilarmi la muta (obbligatoria per la temperatura dell’acqua inferiore a 21° centigradi), e ho dovuto farmi aiutare da uno spettatore per la zip incastrata. Poi la gara in bici: durissima per la forza del vento contro. Mi sento bene ed inizio la frazione podistica, riuscendo a completare la distanza di 5 chilometri in 18 minuti e 25 secondi, che mi valgono il gradino più alto del podio di Categoria”.

Qual è lo sport che ti dà maggiori soddisfazioni? “Adoro allenarmi in bicicletta in montagna. Mi rilassa guardare il panorama che mi circonda, anche in una dura salita. In gara invece, cerco con la bici di arrivare prima nella zona cambio (dove si cambia sport), per evitare la bagarre del gruppo”. Diplomato Perito meccanico ed iscritto all’Università di Ferrara in Scienze motorie, Emanuele Pesarin non ha rimpianti per aver lasciato il calcio: “Ho trovato tantissimi valori nel Triathlon, a partire dalla squadra. In gara ogni spettatore t’incoraggia, mentre nel calcio non succede. Devo ringraziare i miei genitori per non avermi ostacolato e per i sacrifici fatti anche solo per poter assistere alle mie gare. Ora il mio obiettivo e poter fare dei buoni tempi sull’olimpico, ma un giorno farò l’IRON MAN, la distanza più lunga del Triatholn, 3,8 km nel nuoto, 180 km in bici e 42 km in corsa”.

Antonio Dal Molin per www.pianeta-calcio.it












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