ULTIMA - 26/3/19 - PERDE LA VITA IN MOTO IL CAPITANO DEL MERLARA CANEVAROLO

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14/12/17
IL RITORNO ALLA VITA DI JOHN PROMISE (CROZ ZAI)

Dopo un viaggio di tremila chilometri nell’inferno del deserto del Sahara è riuscito ad arrivare in Libia, dove contrariamente a quanto gli era stato promesso, è stato venduto all’asta come schiavo e utilizzato nei lavori agricoli. Quattro anni di privazioni, dal 2012 al 2015, alla mercé di spietate organizzazioni l’hanno spinto a una disperata fuga culminata, grazie all’aiuto di alcuni connazionali, con l’arrivo nel porto di Messina. Un’attraversata del Mediterraneo di due giorni tra la vita e la morte che, dopo i dolori e le sofferenze libiche, il nigeriano John Promise, difensore classe’ 99 del Croz Zai, ricorda come una liberazione. Dopo il periodo di accoglienza-controllo e il successivo arrivo a Verona una parvenza di normalità sembra pian piano ricomparire nella vita del giovane africano.

“Son qui da due anni e ormai mi sono ambientato bene. Ho frequentato le scuole medie, ho ricevuto un alloggio dove vivere e quindi ho potuto ricominciare a giocare a calcio: prima nell’Edera Veronetta, poi nel Lessinia e adesso nel Croz Zai del nuovo mister Doriano Pigatto in Promozione – racconta John con molta gratitudine verso il nostro paese –. Un mio sogno sarebbe quello di frequentare la scuola superiore e andare all’università, ma attualmente la mia situazione non me lo permette: non ho un lavoro e a breve dovrò lasciare l’abitazione in cui sono ospitato”. Il difensore nigeriano, che oltre ad aver partecipato a un corso come aiuto cuoco, ha fatto diversi lavori come istallatore-manutentore di condizionatori, piastrellista e magazziniere, vorrebbe trovare un’occupazione che gli permetta di vivere dignitosamente e costruirsi un futuro.

“Anche in Nigeria il calcio è molto popolare, là giocavo in una squadra chiamata «Mighty Eagles». Nonostante l’organizzazione e la bellezza dei campi non sia paragonabile a quella italiana è comunque molto bello giocare a calcio in Africa. Sono lontano da casa da sei anni e, anche se ogni tanto sento i miei familiari telefonicamente, mi mancano molto. Un giorno non troppo lontano spero di poterli riabbracciare e vivere ancora insieme a loro” spiega Promise, super tifoso del Manchester United.

Le terribili disavventure vissute dal ragazzo di Abuja, come ci conferma lui stesso, non potranno mai essere cancellate: “Il terrore e le angosce che ho vissuto rimarranno sempre con me, ma grazie alle esperienze negative ho imparato a dare più valore alle cose semplici e a essere felice per quello che ho. Il calcio, sicuramente, mi sta aiutando a lenire il dolore e a concentrarmi sugli aspetti positivi della vita”.

Promise, che stravede per l’ex giocatore Ronaldinho e il pluri Pallone d’oro Cristiano Ronaldo, concludendo ci rivela come sta vivendo la sua esperienza al Croz Zai: “Mi trovo molto bene, tutti sono gentili e disponibili. Siamo un buon gruppo con tanti giovani, dobbiamo solamente essere più concreti e sicuri delle nostre potenzialità. Sono sicuro che ci salveremo”. La storia del giovane John sottolinea il coraggio di un ragazzo che nonostante le avversità continua a sorridere alla vita.

Sebastiano Perbellini per www.pianeta-calcio.it












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