ULTIMA - 23/1/19 - LA VIRTUS VERONA CEDE CONTRO LA CAPOLISTA PORDENONE (1-2)

Per l'ennesima volta la Virtus Verona di mister Gigi Fresco viene beffata nei minuti finale della partita dopo essersi battuta alla pari contro la capolista incontrastata del girone B di serie C, il Pordenone di mister Attilio Tesser. A decidere la sfida a favore dei neroverdi friulani è stata una rete del 38enne Emanuele Berrettoni, ex Hellas Verona,
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19/12/17
LOCATELLI VUOLE RILANCIARE L'OLIMPICA DOSSOBUONO

Anche le storie più belle a volte finiscono: dopo quattro anni e mezzo, dopo un’emozionante promozione e diverse importanti salvezze le strade di Giacomo “Jacky” Locatelli, centrocampista classe 1988, e dell’A.C. Cadidavid si sono divise. Nel mercato invernale infatti, dopo un periodo "complicato" con i bianco-blu, l’architetto di Forette di Vigasio ha deciso di sposare il progetto dell’Olimpica Dossobuono dove ritrova il suo ex tecnico Armando Corazzoli.

Come mai hai deciso di cambiare squadra “Jacky”?
"Per crescere: umanamente e professionalmente. Un centrocampista si esprime al meglio quando è sul campo e non in panchina. Fino a fine ottobre avevo giocato solo una partita per tutti i 90 minuti, tutti gli altri erano spezzoni. Infine, perché parlando con il direttore sportivo Carlo Fantoni e il presidente Rinaldo Campostrini dell’Olimpica Dossobuono mi hanno confermato che gli obiettivi di inizio stagione non erano, nonostante la classifica attuale dica altro, per nulla tramontati; anzi, nessuna rassegnazione, ma una grossa carica per riprendersi i punti persi".

A livello emozionale come hai vissuto gli ultimi mesi a Cadidavid?
"Fino all’ultimo allenamento e partita (vinta con il Povegliano) mi sono sempre impegnato: allenamento come se fosse il primo, partita come se fosse quella decisiva, dando il mio contributo alla squadra".

Cosa ti ha amareggiato di più nel rapporto con mister Fabrizio Sona?
"Nulla, ci siamo parlati e spiegati. Ognuno fa le proprie scelte: lui le sue, ed io le mie.

Se tornassi indietro gestiresti diversamente la situazione col Cadidavid?
"Tutti hanno compreso la mia scelta e mi hanno augurato ogni bene. Non ho nulla da rimproverarmi, semplicemente avevo voglia di giocare".

Dopo l’esperienza che hai vissuto che consigli daresti a chi si trova nella situazione in cui ti sei trovato tu? "La passione per giocare a calcio e correre dietro al pallone ha scelto per me, se non fosse stata così forte probabilmente sarei rimasto dov’ero accontentandomi di qualche spezzone di partita ogni tanto".

Cosa ti mancherà di più della famiglia Cadidavid?
"La vivacità e la serenità dello spogliatoio, il tè del Livio, le cene della Roby e Annamaria, gli amari del Vanni. È una bella famiglia unita in cui tutti hanno un ruolo semplice, ma ben preciso".

Più triste per aver lasciato Cadidavid o più felice di essere arrivato a Dossobuono? "Da Cadidavid non sarei mai andato via se non fosse stato per quella panchina vista troppo spesso. A Dossobuono ci sono tante aspettative e ambizioni, forse anche qualche pressione in più rispetto a Cadidavid. Ad ogni modo può essere un aspetto stimolante sapere che la società punta in alto e che tanta gente si aspetta molto ed è un peccato deluderla".

Quali sono le sensazioni dopo la prima partita con i nuovi colori?
"Positive, nonostante il primo duro match con il Concordia la squadra ha dimostrato carattere e tanta voglia di risalire. Ci sono ancora diversi aspetti da migliorare ma la volontà di recuperare i punti persi è tanta. Basta poco per creare una ventata di entusiasmo e disputare un girone di ritorno ad alti livelli".

Che gruppo hai lasciato e che gruppo hai trovato?
"Le molte vere amicizie instaurate in quasi cinque anni insieme ai bianco-blu spero di mantenerle anche fuori dall’aspetto puramente calcistico. Al Cadidavid è il gruppo la vera forza della squadra che va oltre l’aspetto tecnico e tattico e questo è sicuramente merito del lavoro del diesse Adelino Biondani, che non acquista solo un giocatore di talento calcistico, ma anche con caratteristiche umane che ben si inserisca nell’ambiente. È un’intesa che si crea negli anni, senza rivoluzioni ma solo con piccoli innesti. Non è un caso che parecchi titolari di adesso: Matteo Cestaro, Nicola Gelio, Nicolò Dolci, Federico Taioli, Davide Falavigna, Gianmarco Danese, Riccardo Gianelli e Paolo Pianezzola sono gli stessi della promozione dalla Prima Categoria e delle prime salvezze in Promozione. A Dossobuono il gruppo c’è ed è unito, c’è un buon mix tra giovani ed esperti. Sono presenti personalità importanti, però, sempre al servizio della squadra. La volontà di tutti è migliorare la classifica e la base è avere uno spogliatoio unito".

Al Dossobuono ritrovi mister Armando Corazzoli, quanto ha influito la sua presenza sulla tua scelta? "Moltissimo. Mi conosce bene e non mi ha mai regalato nulla, ma ho sempre percepito fiducia da parte sua. Vede e cerca di fare un calcio che personalmente mi piace; inoltre, è un ottimo comunicatore. A Cadidavid con mister Armando Corazzoli abbiamo vinto il campionato di Prima Categoria e nonostante la volata finale e lo spareggio col Povegliano grazie alle sue parole negli spogliatoi non ho mai avuto troppa pressione".

Quali sono gli obiettivi personali che vuoi raggiungere con la tua nuova squadra? "La squadra deve assolutamente giocare ogni domenica come fosse l’ultima, la classifica la guardiamo tra qualche mese, poi vediamo dove siamo riusciti ad arrivare. Se ogni domenica sera iniziamo a fare calcoli rischiamo di perdere fiducia e lasciar andare un campionato che si può ancora migliorare".

È iniziata un’altra avvincente sfida per il “Jacky”: quella di riportare, insieme ai suoi nuovi compagni, il Dossobuono a volare in alto. Un’impresa che da oggi, anche grazie ai colpi di talento del fantasista di Forette, sembra meno ardua.

Sebastiano Perbellini per www.pianeta-calcio.it












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