ULTIMA - 23/1/19 - LA VIRTUS VERONA CEDE CONTRO LA CAPOLISTA PORDENONE (1-2)

Per l'ennesima volta la Virtus Verona di mister Gigi Fresco viene beffata nei minuti finale della partita dopo essersi battuta alla pari contro la capolista incontrastata del girone B di serie C, il Pordenone di mister Attilio Tesser. A decidere la sfida a favore dei neroverdi friulani è stata una rete del 38enne Emanuele Berrettoni, ex Hellas Verona,
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12/1/18
OBIETTIVO SUI PRESIDENTI: LUIGI FRESCO (VIRTUS VECOMP)

Classe 1961, Luigi Fresco e il calcio sono un tutt’uno fin dall’adolescenza, pardòn, fino dall’infanzia. Maturità di Ragioneria conseguita col massimo dei voti, idem la laurea in Pedagogia presso il  Magistero di Verona, poi, tanto e tanto calcio, diciamo fin quasi allo sfinimento, all’esaurimento delle sue energie. Contemporaneamente gioca ed allena, facendo incetta di titoli di Tornei giovanili prima a livello Provinciale poi a livello Regionale, fino ad arrivare a coronare il sogno della sua vita, quello di guidare la Prima squadra del suo popoloso rione, quella Borgo Venezia che 3 estati fa gli ha eretto un monumento per averla lui stesso in panca guidata fino al clamoroso e storico traguardo della Lega Pro.

Non è stato un asso di terzino, ma sicuramente della sua breve storia di calciatore praticante, solo dilettante, ha guadagnato la Virtus Borgo Venezia tutta, della quale nel 1982 diventa presidente (allora il più giovane in Italia), subentrando all’èra di colui che ha sempre pubblicamente considerato non un suo successore ma un suo vero secondo papà, il passionale e romagnolo dottor Sinibaldo Nocini, ex calciatore di Faenza del Ravenna e “promessa” del Modena, prima di abbandonare il calcio per dedicarsi alla professione di cardiologo e di  Medico dello Sport a livello Nazionale. Personaggio anche politicamente impegnato, il Gigi virtussino: vince le elezioni che lo proclameranno Presidente della Circoscrizione che in tutta la estesa periferia di Verona conta più abitanti (quasi 40 mila!)  ed elettori, borgo Venezia, appunto.

Amante del rivoluzionario “Che Guevara”, “benedetto” dal grande filosofo veneziano Massimo Cacciari, Fresco per primo,  non diciamo in Italia, ma sicuramente in tutto il facoltoso Settentrione, assicura 20 anni fa un impianto hifi dell’ultima generazione all’interno di uno spogliatoio che è sempre risultato la sua arma vincente. Tutti i suoi giocatori lo amano, alla stessa stregua lui protegge come una chioccia con le ali di cristallo la sua pattuglia, i suoi “veri figli adottivi”, visto che è ancora uno scapolo impenitente (ama le storie complicate come lui) . E’ fiero di aver lanciato nel proscenio della serie C il talentuoso Andrea Nalini, classe 1990, oggi in forza al Crotone, dove gode di un bel triennale: lo ha prelevato dal Villafranca, allora neo-promosso in D, ottenendo in cambio la doppietta realizzata dal “Raul di Pradelle” al neutro di Foligno, avversaria la Casertana di Mimmo Caso –, quella che valse il pass d’ingresso alla Lega Pro. Lui, Gigi Fresco, “El Nallo”, l’avrebbe riconfermato a vita e mai lasciato andare a Salerno.

Gigi ha lanciato anche Rachid Arma, futuro Pisa, l’estate scorsa David Mensah, ora alla Triestina, ed altri atleti talentuosi. Oggi come oggi sta rivalorizzando quel Michael De Marchi (ex Cerea) appena un anno fa con 9 presenze all’andata negli emiliani  in serie B con il Carpi,  ed ora felicemente approdato al suo “feudo”, anche se si rimprovera al Gigi di non ha creduto in Kevin Lasagna (ex Governolese mantovana ed ex Cerea in prova alla Virtus), ora bomber indiscusso dell’Udinese e sicuro prossimo azzurro. Grande è la nostalgia del “multiplo”, combattivo, testardo, tenace, del prismatico Gigi Fresco – politicamente progressista, ma appetito di recente anche dalla destra più populista; grande è la nostalgia verso quella  della vecchia serie C, che in estate ha cercato di rendere di nuovo realtà, ottenendo nel frattempo in cambio la promessa di un buon ammodernamento del Centro Polisportivo “Gavagnin-Nocini”.

Quest’anno,  i rosso e blu  borgo-veneziani sono partiti col piede giusto,  e lo scudetto non potrebbe essere un miraggio, con un “timoniere”, Gigi Fresco,  che qualche anno fa – assieme a Roby Baggio e a Tonino Cerezo – è stato uno dei pochi in Italia a conseguire il  Master di Allenatore di serie B ed A presso il “Centro Tecnico di Coverciano”, la prestigiosa Università del calcio fondata dall’impareggiabile talentscout, il commendator Italo Allodi (nato ad Asiago di Vicenza, e non a Mantova, come abbiamo avuto modo di correggere chi ne sbagliava  l’origine e si proclamava “suo allievo ed erede legittimo”,  proprio presso la Facoltà di “Scienze Motorie”, a Verona, pochissimi giorni prima che scoppiasse il famoso scandolo che lo travolse, ossia, stiamo parlando dell’ex diesse della Juventus,  Luciano Moggi da Monticiano di Siena.

Gigi Fresco è uno che crede ciecamente in quello che fa, il problema di tutti, ma non suo, è di farlo applicare il suo credo ai suoi giocatori. Cerca di convincerti fino allo sfinimento, finché non molli l’osso, e, quel che più conta, è dotato di una grossa dote di arrivismo, che, in questi ambiti pedatori – come nella politica - non guasta mai, perché è considerato un pregio e non un difetto. E’ già pronto, anche se non lo confesserà mai, nemmeno sotto tortura, a festeggiare il grande evento: le bottiglie di Prosecco, non consumate sotto le feste natalizie, hanno già trovato ostello in frigoriferi di grande marca. E, al grido “Se non voti Gigi, stai Fresco!”, lui l’impresa è condannato a bissarla.

Memorabile un’intervista  apparsa sulla Prima pagina del “Corriere Sport Stadio” 3 autunni fa, a firma della giovane e prestigiosa “penna” veneziana Furio Zara  che definì il 56enne trainer l’”Alex Ferguson dei dilettanti nazionali”: è la miglior pagina calcistica della sua vita, racconto che  lui  vuole rinverdire, visto che nella duplice veste di  presidente-allenatore si è avvalso e si avvarrà nei decenni a venire “dell’immunità dell’esonero”. Ed anche mister Cesare Albè, il 68enne, febbraio 1950,  trainer di longeva panchina (23 anni consecutivi al Gorgonzola,  contro i 35 di freschiana memoria)  con il suo Giana Erminio,  attuale e splendida  realtà in Lega Pro dell’Hinterland  milanese, lo sta aspettando, e per sfidarlo, e per stringergli poderosamente e cavallerescamente la mano. Ma, Gigi Fresco una volta si renderà conto di essere diventato allenatore solo quando verrà esonerato: ipotesi impossibile a materializzarsi  proprio perché allora, in quell’”estrema ratio”, potrà avvalersi  di quell’”immunità  pallonara” che abbiamo ricordato sopra. 
 
la redazione di www.pianeta-calcio.it

Gigi Fresco è stato l'ospite telefonico della trasmissione Anteprima i dilettanti su Prima Free Tv Emittente Televisiva condotta da Elia Faggion con ospite Andrea Nocini. Cliccare sul link qui sotto per vedere il video

https://www.facebook.com/prima.free/videos/1388419234617357/












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