ULTIMA - 23/5/19 - MISTER ANDREA CATURANO LASCIA IL GIOVANE POVEGLIANO

Dopo sei anni di stretta collaborazione, le strade del Giovane Povegliano e di Andrea Caturano, prima diesse e poi mister, si dividono, come lui stesso ci conferma: "Ci siamo lasciati con una bella stretta di mano amichevole, con decisione unanime. Ho voglia di intraprendere nuovi progetti e nuove ambizioni. Faccio un grosso in bocca al lupo
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ULTIM'ORA

16/1/18
IN RICORDO DELL’AMICO GIUSEPPE ROSSETTO

La prima volta che ho conosciuto Giuseppe Rossetto è stato nel lontano 1991: lui era sponsor del Mantova, io, invece, addetto stampa dei virgiliani, che allora militavano in serie C2. Ci siamo confrontati sia allo stadio “Danilo Martelli”, perché l’allora presidente, il veronese e vulcanico Paolo Grigolo, mi incaricò assieme alla tifoseria bianco-rossa di appendere uno striscione che abbracciasse con le sue “R” tutta la Curva Sud. Poi, siamo stati assieme in Sardegna, a Tempio Pausania, una delle trasferte più lontane ed ostiche del Mantova di allora, guidato in quella stagione 1991-92 da Claudio Tobia (a più riprese), e con dentro giocatori di grosso calibro, quali la punta Cozzella (ex Napoli), gli ex ternani Ivano Martini, Bertini, l’ex Juventus Franco Vignola, l’ex viola Stefano Rebonato, l’ex Ascoli Marco Gori, l’ex atalantino e Lazio Gabriele Savino. E tanti altri pezzi da novanta ancora!
 
Ci siamo raccontati, in patica, la vita, le nostre attese, e lui – già potente – mi aveva colpito per la sua grande umiltà, serenità con cui stava – assieme ai fratelli – completando la sua bella “favola economica”. E’ sempre stato presente alle sfide con incasso pro beneficienza, nelle amichevoli organizzate contro il Chievo e l’Hellas Verona organizzate dalla rivista mensile “Calcio dilettante”, di cui ero allora direttore responsabile. Ogni volta, al termine di questi 90 e più minuti di solidarietà, lui, Beppe, affondava la mano nella tasca dei pantaloni e inseriva nella busta che raccoglieva l’incasso una cospicua generosità, solidarietà, ora a favore di questa associazione ora ad indirizzo di un’altra.
 
Ha sempre creduto – fin dall’inizio, fin da quando gli esponemmo nella sua azienda il nostro progetto di passare, a raccontare le storie, le gesta del nostro calcio dilettantistico, dal cartaceo ad internet -, appoggiandoci subito e facendoci coraggio con un sorriso che sapeva già – da affermato imprenditore – dirci che avremmo intrapreso la strada giusta. Quel sorriso, quel suo “andate avanti, sempre!”, mancherà molto alla nostra redazione, al nostro editore Giuliano Paolini, ai nostri collaboratori, al sottoscritto, cui compete l’ingrato compito di stenderne un modesto, ma speriamo significativo, ricordo, a tutti coloro che l’hanno conosciuto ed apprezzato. Perché siamo sicuri che Giuseppe, alla pari dei suoi fratelli e dei suoi preziosi collaboratori, si è sicuramente fatto voler bene, perché autentico “self-made-man”, uomo fattosi da solo, con le proprie mani e con i propri rischi e sacrifici.
 
Se ne è andato un uomo di altri tempi, di un tempo che, purtroppo, non torna più. Uomini fatti tutti di un pezzo, veri “campioni della vita”, certamente vincenti a livello lavorativo; così come nel calcio di casa nostra si sono sempre distinti i suoi due figli Federico e Francesco, e il nipote Luca. Anche lui bomber, alla pari dei suoi cugini. Al gruppo Rossetto e alla sua famiglia giungano le nostre più sentite condoglianze!

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it






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