ULTIMA - 20/1/19 - LE 8 QUALIFICATE AI QUARTI DELLA COPPA VERONA 2018-19

Si sono giocate oggi le partite della terza ed ultima giornata del 1° turno della Coppa Verona 2018-19 riservata alla formazioni di Terza categoria, denominata “Memorial Gianni Segalla”, che hanno consegnato il pass per il passaggio ai quarti di finale in programma domenica prossima. Nel Girone 1 il Lessinia vince 1 a 0 la sfida decisiva contro il Borgo San
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18/1/18
EMANUELE VOLPARA (BELFIORESE), “IL ROBBEN DEI POVERI”

Nel Veneto, più precisamente a Fontaniva (Pd), Emanuele Volpara, il trequartista quest’anno in forza alla Belfiorese, classe 1987, proveniente da 2 stagioni nel Pozzonovo ha messo su famiglia (ha una bambina di soli 3 tre mesi, Margherita). Non tutti sanno che lui proviene dalla Liguria, dove papà Marcos, argentino emigrato in Italia alla ricerca del lavoro, e la mamma piemontese, hanno generato quello che era da tutti gli addetti ai lavori considerato una promessa del calcio: il Genoa. “Sono nato a Genova” racconta “prima di abitare per 13 anni in Piemonte, ad Ovada, nell’Alessandrino. Il calcio l’ho ereditato da mio zio, Mauro, anche lui sicura promessa del Toro, dove ha militato come difensore centrale fino alla Primavera granata”.

Il debutto con i “grifoni”, in B, al “Nereo Rocco” di Trieste: “Ho esordito al posto di Minetti, nei liguri allenati prima da Serse Cosmi e poi da Vincenzo Torrente. Ma, ricordo che ho giocato anche una stagione negli Esordienti del Toro”. Emanuele ha anche sfiorato di vincere un “Viareggio”, torneo riservato alle giovani speranze del nostro calcio: “In quel Genoa il portiere Renzetti, poi, al Padova e alla Cremonese, Russo. Perdemmo contro la Juventus di Giovinco, Marchisio, Criscito”.

Cinque le stagioni consumate in Lega Pro, fino all’età di 24 anni: “Due di queste le ho trascorse alla Lucchese dell’allora diesse Gigi Simoni; solo un paio i gettoni di presenza perché mi sono sottoposto per tre volte ad interventi chirurgici alla caviglia. Dopo Lucca, sono andato a Carrara, in C2 e 15 presenze, quindi, ad Alessandria, dove siamo balzati in C1. Stop di 6 mesi, poi, altre 15 presenze in C1 con i “lupi grigi””.

Conservi qualche rammarico?
“Sì, il fatto di essere sceso dalla Lega Pro per guadagnare molti soldi: tornassi indietro, non lo rifarei, perché poi fai fatica a risalire la china una volta che sei giù dal palco professionistico. Ho scelto il guadagno sicuro e la serie D – il Chiavari – poi, sono “emigrato” nel Veneto, militando nel Montebelluna, dove ho avuto la fortuna di conoscere mia moglie. Quindi, il Marano, poi, AltoVicentino, del presidente Dalle Rive, giocando assieme a Ferretti e a De Freitas. Di nuovo in D, nel Verbania, l’Eccellenza ligure (nel Genova Calcio), quindi, il ritorno nel Veneto – a Castelfranco, nel Giorgione -, infine, i due Tornei – sempre in Eccellenza, nei padovani del Pozzonovo assieme a quel Mattia De Cao, con cui gioco oggi a Belfiore d’Adige”.

Che idea ti sei fatto del girone “A” di Eccellenza veneta?
“E’ un campionato talmente equilibrato, che è difficile sbilanciarsi in pronostici: ora in testa c’è il Villafranca, la compagine più costante quanto a rendimento, ma può ancora succedere di tutto. Tra le papabili, metto il Caldiero, costruito per un campionato di vertice”.

I giocatori più forti del vostro girone?
“Il nostro Franco Ballarini, Nicolò Pangrazio della Provese, il villafranchese Pape Faye, ma, ce ne sono tanti altri altri di forti”.

Hai girato tanto; a Belfiore cosa hai trovato?
“La Belfiorese è una società dove respiri un clima molto familiare, un team che può crescere ancora molto sotto tutti i punti di vista. Noi? Possiamo giocarci un posto nei play off”.

La squadra del cuore?
“Direi Milan, ma dopo 5 anni di giovanili in rosso e blu, dico Genoa”.

Prova a descriverti, che caratteristiche hai?
“Sono alto 176 centimetri, sono un rapido, uno che predilige gli spazi brevi e cui piace saltare l’uomo. Non solo, ma mi esalta proporre assist, ancor di più fare gol”.

Emanuele oggi lavora come educatore in una struttura di sostegno per autistici, giovani ed adulti affetti dalla sindrome di Asperger; che in Italia e nel mondo è in continuo aumento.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it






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