ULTIMA - 26/5/19 - PLAY OUT SERIE C: LA VIRTUS VERONA SI GIOCA LA SALVEZZA A RIMINI

Questa volta sarà davvero la partita che vale una stagione. Oggi pomeriggio con fischio d'inizio alle ore 15.00, allo stadio Romeo Neri (diretta Tv su Sportitalia) Rimini e Virtus Verona si contenderanno l'unico posto disponibile per disputare il campionato di serie C anche il prossimo anno. Si parte dall'1 a 0 dell'andata a favore della
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11/2/18
L'ADDIO AL PROF. BOTTURA, “ENCICLOPEDIA DELLO SPORT”

Il nostro calcio dilettantistico perde una delle “memorie storiche” più preparate ed appassionate: il professor Fabrizio Bottura, spentosi venerdì pomeriggio all’Ospedale “Mater salutis” di Legnago, dove era giunto, grave, da quello di Bovolone. Il 17 aprile avrebbe compiuto 75 anni. Era un amante del calcio giocato, ma la sua conoscenza non aveva confini: lo Sport, in generale, lo aveva contaminato fin da piccolo, e così, dal rugby all’atletica, dal ciclismo al nuoto, dal basket al calcio. Gli piaceva Treviso, “la città dei tanti sport”, ha amato la Nazionale ungherese, nutriva una grande considerazione per gli atleti dell’ex Jugoslavia: per “el Profe”, i rappresentanti dell’ex dittatore Tito erano i più portati a vincere e a cimentarsi nelle varie discipline agonistiche. Ho avuto modo di conoscerlo nell’ambito di una delle tante feste che ha organizzato, assieme alla cara sorella Anna, insegnante pure lei, nella sua villa Stopazzola, in località Remedello, a Cerea: le prime volte, in quella riservata al Villafranca di mister Roberto Mazzi, del diesse Gianni Recchi, in cui impazzava a suon di reti il nipote Filippo Perbellini, oggi apprezzato ingegnere. Mi ha fatto scoprire la “leggenda” del più grande rugbista di Rovigo e d’Italia, Mario “Maciste” Battaglini: il quale insegnò i segreti della palla ovale anche in Francia, a Tolone e a Viene, ed al quale è stato intitolato lo Stadio di rugby rodigino.
 
Amava il ciclismo, i suoi grandi, epici assi: un innevato 2 di gennaio del 2010 – in occasione del 50mo della morte di Fausto Coppi, scomparso per malaria contratta in Africa – mi chiese di accompagnarlo a Castellania, sua città natale, nell’Alessandrino, dove ho avuto anche modo di conoscere di persona, occasionalmente, la prima “firma” del Tour e del Giro d’Italia de “La Rosea”, nonché il biografo di “Maciste” Battaglini, Marco Pastonesi.
“Facci caso, Andrea” mi disse “el profe” “Alessandria è la patria dei geni, da Coppi a Umberto Eco, dal Ministro Goria all’ex Pds, l’on. Achille Occhetto, a Gianni Rivera…” Ho avuto la fortuna di ospitare in un mio libro - “Fino all’ultimo stadio” - il lavoro di minuziosa ricerca sulle più importanti denominazioni di stadi d’Italia svolta tra una lezione e l’altra di Diritto all’”Itis” di Legnago, Sezione Geometri: un’indagine che gli costò 35 anni di sudore, impegno, pazienza e curiosità.
 
Nella sua villa, quella volta, lavorammo tutti i sabati per quasi un anno, fino a dare luce a quel capolavoro che nessuno mai nel Veronese gli ha giornalisticamente riconosciuto il grande, memorabile, unico ed originale merito. Ma, non era un tipo da prendersela, “El Profe”, introdotto nella dirigenza del Sanguinetto – di cui era presidente da un paio di stagioni a questa parte – da Nicola Vighini (e il fratello Andrea), il “padre nobile”, assieme ad Andrea Ceresoli, della Venera, entrambi amici, questi ultimi, e “figli del ciclismo”. Insieme abbiamo visitato Fratta, la “Venezia del Polesine”,ci siamo recati sulla tomba di Giacomo Matteotti, il socialista assassinato dai fascisti. In cambio, gli ho fatto conoscere Faenza di Ravenna, la cittadina romagnola che ha dato i natali a mio padre, la “patria della ceramica del lustro metallico”: nel tragitto, ore ed ore a parlare di calcio, di avvenimenti epici, ma, anche di Letteratura (amava Carlo Emilio Gadda, Petrarca, Pascoli, Carducci, Salvatore Satta, Beppe Fenoglio, gli scrittori delle langhe), di poesia, di città d’arte. Stimava i grandi giornalisti della “sua” Bassa, Giulio Nascimbeni da Sanguinetto e lo zio Bruno Roghi, grandi Direttori, adorava Orio Vergani, il sublime inviato del Tour e del Giro d’Italia, il quale, appresa la morte di Fausto Coppi, mentre era in teatro, fece titolare il suo pezzo d’addio sul “CorSera” “Il grande airone ha chiuso le ali”.

Quelli stessi aironi – bianchi e cenerini - che non ho avuto più occasione di vedere librarsi in volo dalla sua Villa verso la pianura avvolta, imbevuta dai primi vapori acquei autunnali, una volta elaborata la sua ricerca sugli impianti sportivi da Bressanone a Gela. Ma, anche il poeta Guido Gozzano era nelle sue corde: “La signora vestita di nulla”, come il poeta scherniva il peggiore dei mali, la morte, è venuta a prenderci, a sottrarci “El profe”. Lui, “El profe”, ogni volta ci scherzava su, ma, lei, invece, come sempre, ha fatto sul serio. I funerali del prof. Fabrizio Bottura si terranno lunedì 12 febbraio a Cerea, alle ore 15.00, partendo dall’Ospedale di Legnago.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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