ULTIMA - 19/1/19 - SGREVA (BORGOPRIMOMAGGIO): "ORA NON POSSIAMO PIU' SBAGLIARE"

Il Borgoprimomaggio di mister Tiziano Salvagno domenica scorsa è tornato a vincere (1 a 0 a San Massimo con gol di Nicolas Torni) dopo che nelle ultime 8 partite, dopo gli ultimi due 2 pareggi a reti inviolate, aveva incassato 6 sconfitte consecutive precipitando in classifica dal 1° al 10° posto. Il direttore generale Enrico Sgreva, che domani
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30/3/18
LA SCHEDA DI NOCINI: LA PASSIONE … DEI MISTER

Non accenna a fermarsi la strage dei mister dei nostri dilettanti del Veneto Occidentale. In perfetto clima quaresimale, e più precisamente in piena settimana santa, l’abbiamo chiamata la “Passione dei mister”, per non ricorrere a un’aggettivazione ben più cruenta, quella della “strage degli allenatori”. Basti pensare che nel solo girone “A” di Promozione dall’inizio del campionato fino ad oggi, 25ma giornata, sono stati costretti, tra dimissioni e licenziamenti, a lasciare la panca qualcosa come 10 mister, due a Badia Polesine ed altrettanti nella rivale CastelbaldoMasi. Ultimo a ricevere il benservito, domenica scorsa, il ferrarese trainer Giuseppe Conti, classe 1962, subentrato all’ex “leggenda della Spal e del Castel di Sangro”, Luca Albieri, classe 1975,  uno dei fautori del balto delle “tigri bianco-rosse” basso-patavine dalla Prima categoria alla storica Promozione.

Non va meglio la situazione nel girone “A” di Eccellenza, dove si registrano 7 esoneri (2 a Vigasio), di cui 4 nel Veronese, anche perché territorio con club più numerosi rispetto alle scuderie padovane e vicentine. Nel girone “C” di serie D la situazione va decisamente meglio – forse per la maggiore professionalità del Torneo e l’attenzione a spese molto oculate -, con tutte le 3 veronesi non ancora arrivate all’”extrema ratio” dell’”intifada”, della sollevazione della panchina, per usare un termine arabo. Un malcostume, quello dell’allontanamento del proprio “timoniere”, acclamato dalla dirigenza in estate e al quale si riversa sempre la massima stima, di occupare non la panca ma la poltrona di regista dei propri investimenti.

Comunque, una sconfitta societaria, la cacciata dal “Paradiso della panchina”, una sorta di clamorosa – anche se inevitabile, a volte indispensabile – auto-rete, o peggio, harakiri del club, il quale tramite la sua “longa manus”, il “terminale ultimo”nello spogliatoio aveva riposto sogni, fiducia e tante aspettative. In un solo caso consideriamo propedeutico, inevitabile, quasi taumaturgico il licenziamento di colui che in molti casi fa da parafulmine per i risultati che i giocatori non sono riusciti a raggiungere: quello in cui tutta la ciurma remi contro il proprio “condukator”, che, ovviamente, non può essere mandato a casa alla pari di una “rosa” di 22/24 giocatori, e nel qual caso è costretto a pagare per tutti.

Incomunicabilità, pessima gestione dello spogliatoio, mancanza di sintonia tra il capitano di vascello (il coach)  e i suoi mozzi (i giocatori), possono costituire l’insindacabile “casus belli”, la miccia dell’insanabile frattura tra committente – la società – e il destinatario trainer. Ma, quando anche i risultati non sgorgassero subito, bisognerebbe almeno concedere il tempo giusto ai mister di lavorare. Quindi, la salvaguardia del loro posto dovrebbe essere sempre rispettata, sempre garantita nel caso in cui si assiste alla crisi di risultati e non di gioco; ma, di pazienza i dirigenti e i tifosi ne conservano sempre di meno oggigiorno. Fateci caso: in tutte le città d’Italia non hanno ancora eretto una Porta: quella intitolata alla Santa Pazienza. 

Un vizio etico e comportamentale, quindi, quello dell’esonero, che si ripete liturgicamente ogni stagione ai danni di chi – quel povero Cristo di un mister crocefisso ogni volta a pruriginosi, urticanti obbiettivi da raggiungere - ricopre la massima responsabilità tra il campo, lo spogliatoio e la tribuna. E, quando il mare si traduce in burrasca, il “timoniere” di turno teme sempre che da un momento all’altro i fili del burattinaio di turno, del “padrone del vapore”, si muovano in maniera nervosa ed energica, mai per configurare l’ultimo casquè, l’ultimo “tango della panchina”. Perché, facendo èco al famoso proverbio, sopra la panca il mister campa, via o sotto la panca il mister crepa… dalla voglia di fare ancora per un po’ far valere le proprie capacità, il proprio valore aggiunto, il proprio bagaglio di esperienza; quella che non si compra mai al supermercato né della vita tantomeno del “fubal”.

Sorge alla fine una domanda: visto che non si può fare scuola di educazione morale, comportamentale e civica ai dirigenti, tanto meno ai più rumorosi e decisivi tifosi, perché non dovrebbero essere maggiormente selettivi i tanti Corsi indetti dalla FIGC-LND, la quale ogni anno sforna decine e decine di provetti candidati alla panca. Si eviterebbero tante “stragi”, tanti “walzer” di mister? Ricordiamoci che essere esonerati è sempre uno smacco, una dequalificazione del presidente e una profonda delusione professionale a chi gli tocca subirla!
 
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

La scheda dopo la 26^ giornata letta nella trasmissione Anteprima i dilettanti su Prima Free Tv Emittente Televisiva condotta da Elia Faggion con ospite Andrea Nocini. Cliccare sul link qui sotto per vedere il filmato...
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