ULTIMA - 19/1/19 - LA VIRTUS VERONA RIABBRACCIA MASSIMO GOH N'CEDE

L'attaccante scuola Juventus classe 1999, dopo essere stato uno dei protagonisti lo scorso anno della promozione in serie C dei rossoblu di mister Gigi Fresco con 7 reti realizzate in 30 partite disputate, nella giornata di ieri ha firmato un nuovo contratto con il sodalizio rossoblu che lo legherà ai virtussini fino al 30 giugno 2020. Goh, che
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14/4/18
LA SCHEDA DI NOCINI: LA SUPERSTIZIONE NEL CALCIO

Se c’è un fattore, abbastanza significativo, che nel mondo del calcio di sicuro non tramonterà mai, ebbene, questo si chiama superstizione. Il “distretto della scaramanzia” è ricco, vario e in continuo aggiornamento. Quando non si riesce a scaricare la colpa sul povero mister o sull’arbitro di turno o sull’assenza di questo o di quest’altro giocatore importante, allora, si ordina al cervello di trasformarsi in un agente investigativo, lanciato alla ricerca e all’individuazione del fattore porta-sfortuna.

L’antologia del “fubal” del nostro Veneto occidentale è ricca di aneddoti alquanto significativi: l’A.C. Tregnago era preda di liturgie scaramantiche, di riti di sapore quasi esoterico, sconfitti i quali molti dei tifosi e dirigenti, alla fine degli anni 80, si convinsero che i giallo e blu alto-valligiani proseguissero diretti alla conquista della loro prima volta in Interregionale. Addirittura, fu convocato un mago della provincia di Mantova a togliere un sospetto malocchio che sembrava bloccasse, ipnotizzasse le formidabili punte dell’allora A.C. Tregnago. Per non parlare del terrore alla vista di grole (specie di uccelli appartenenti ai corvidi) porta-sfortuna che, solcando i cieli del vecchio “Comunale” – allora con i pali delle porte ancora ben quadrati - qualche ora prima della gara, era opinione diffusa per gli abitanti e tifosi di quella valle che annunciassero sconfitte sicure, tanto che si sarebbe dovuto risvegliare dalle loro polverose urne gli antichi e infallibili àuguri latini (antichi sacerdoti con il dono della profezia), interpreti del destino dei popolo di Roma “caput mundi”, al lavoro alla vigilia di ogni guerra e capaci di prevedere dalle parabole disegnate in cielo dai pennuti - le cornacchie in testa - soli o in gruppo, o dal tipo di vèrsi che i volatili stessi emettevano il destino dei soldati dell’Impero romano.

Salendo più in alto,  nei professionisti, tutti ricordano lo spargimento del sale prima della gara e dietro la porta da parte dell’allora presidente del Pisa, Romeo Anconetani, il “signor 2%”, così paladino delle sorti dei toscani, che alla sua morte la città cointestò lo stadio “Arena Garibaldi” a suo nome. Il compianto mister e professor Diego Fanìn, ex calciatore dell’Hellas Verona, soleva andare in panchina, dopo un filotto di vittorie consecutive,  indossando sempre lo stesso soprabito alla tenente Sheridan color ghiaccio, per toglierselo quando la sorte gli mostrava il ghigno satanico. Altri riti noti - oltre alla più comune toccatina dei “gioielli di famiglia”, alla dotazione di corna, cornetti ed amuleti scaccia-mala sorte, o a quella, ben  più sacrale, della “benedizione” impartita alla squadra continuamente perseguitata dalla jella ordinata al più consenziente sacerdote del paese o del rione, alla boccetta di acqua santa nascosta sotto gli indumenti (vedi il caso del diesse del Povegliano Flavio Dal Santo, acqua fornita dalla sorella suora! La quale ricorda tanto il Trap dei Mondiali di Corea) - sono quelli del posto da occupare in tribuna o a tavola - pena la fucilazione immediata sul posto! - oppure l’abbigliamento, degli abiti da indossare alla domenica.

Rito di sapore medioevale, questo, della vestizione, da ripetere rigorosamente a mo’ di liturgia festiva ogni qual volta questi abiti (ma non è vero che l’abito non fa il monaco?) portano bene, tuttavia, l’antologia del calcio annovera che vittima della superstizione più pura era il “patron” del Legnago Salus, l’avvocato di origini salernitane, France Salvatore. Si dice che durante la settimana la vista casuale di suore recasse sciagurate batoste ai suoi “biancazzurri del Bussè”; ben altra cosa  era invece incrociare frati con tanto di barba e veste consumata. Debolezze dell’uomo sportivo, dell’essere umano, anche perché un antico adagio raccomanda che bisogna scherzare con i fanti, ma mai con i santi. Anche noi giornalisti, durante i tanti blitz che spontaneamente effettuiamo in settimana durante gli allenamenti di questa o di quest’altra squadra, non sfuggiamo alla gogna di chi ci crocifigge se la domenica perde, o veniamo innalzati sull’altare dei beati “portatori di buona sorte”, ricevendo inviti del tipo “Dai, tornate a trovarci!”.

Solo deboli trincee, quelle erette in ossequio alla superstizione più ortodossa, castelli di sabbia costruiti sull’acqua, pronti ad infrangersi come teneri grissini nell’arena del campo calcistico e nel palcoscenico della vita. Perché lo sport, il “fubal” in particolare, è sempre metafora, parodia della vita e specchio fedele dell’essere umano! Retaggi di un’Italia Comunale, quella feudale e delle Signorie, impasto di numerose dominazioni con altri popoli, intrecci di culture, usanze, riti scaramantici,  influenze straniere e religioni diverse. Che ci portiamo dietro da secoli e di cui, purtroppo, non possiamo fare a meno! Perché, chi più chi meno, se lo ritrova nel proprio DNA, in quanto figli del nostro Belpaese. Certamente, il più fantastico al mondo!

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

La scheda letta nella trasmissione Anteprima i dilettanti su Prima Free Tv Emittente Televisiva condotta da Elia Faggion con ospite Andrea Nocini. Cliccare sul link qui sotto per vedere il filmato...
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