ULTIMA - 20/5/19 - ANDATA PLAY-OUT DI SERIE C: LA VIRTUS VERONA BATTE IL RIMINI (1-0)

Buona la prima per la Virtus Verona di mister Gigi Fresco oggi al "Gavagnin-Nocini" contro i biancorossi del Rimini di mister Petrone. I rossoblu si sono imposti 1 a 0 ed ora sono i veronesi a contare sul doppio risultato nel match di ritorno a Rimini dove potranno vincere o pareggiare per rimanere in serie C anche nella prossima stagione.
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28/4/18
LA SCHEDA: GLI EX PROFESSIONISTI AL SERVIZIO DEI DILETTANTI

Il viaggio andata-ritorno dei calciatori del nostro Veneto occidentale dalla piattaforma dei dilettanti alla sfavillante ribalta dei professionisti ha annoverato in questa stagione che sta per consegnarsi ai polverosi archivi una buona dozzina di persone. In serie D, ha fatto rientro da dove era partito – Cerea e Team S.Lucia Golosine – la punta 1994 Michael De Marchi, 9 presenze in B col Carpi, prima di trasferirsi al Prato, in C, alla Correggese (in D) e a dicembre alla Virtus Vecomp. La nostra passerella rischia di saltarne alcuni, per cui ricordiamo i primi che ci vengono in mente, quali Marco Zamboni, ex difensore di Chievo, Juve e Spal, passato la scorsa estate all’Ambrosiana di mister Tommaso Chiecchi (ex giocatore di Chievo e Spal) e in inverno al Sona, assieme all’ex Helladino di serie C1, Sandro Peretti e a Franco Caraccio, punta delle “pampas”, classe ’87, vincitore di una Coppa Sudamericana. Ex a lungo Hellas Verona (serie B), anche il difensore Dario Biasi (1979), pure di Cesena, Frosinone e Pavia, autentica base di rilancio della matricola di Eccellenza, l’F.C. Valgatara, autore di 4 reti nelle ultime 5 gare con il “Barça della Valpolicella”. All’elenco non può sfuggire l’ex genoano Emanuele Volpara, ex anche del Pozzonovo, ed ora al servizio della Belfiorese, detentrice della Coppa Italia Dilettanti Veneta.

Un bacino, il più vasto del Veneto, quello veronese, che ha dato il la agli attuali professionisti Andrea Nalini, ex Villafranca e Virtus, prima di Salerno e Crotone), a Kevin Lasagna, ora all’Udinese, ma prima alla Governolese, Cerea ed Este, e scartato in estate dalla Virtus gigi-freschiana. Ma, è pingue anche la lista dei mister – ex professionisti - che allenano i club del nostro Veneto occidentale, a partire dall’ex Verona e Toro, Alessandro Sgrigna – ora al timone del Longare Castegnero -, all’ex Verona, Chievo, Genoa e Siena Stefano Ghirardello, oggi sulla panca dell’A.C. Oppeano, ad Andrea Sirio Manganotti, una presenza in B con gli scaligeri al “Marc’Antonio Bentegodi”, in Verona-Lecce terminata sullo 0 a 0, al coach del Bardolino 1946 Matteo Fattori, ex Verona di Osvaldo Bagnoli, con alcune presenze in Coppa Uefa, all’ex trainer del CastelbaldoMasi, Luca Albieri, leggenda spallina ed ex Castel di Sangro e Cittadella, al coach della Marosticense, l’ex Palermo, Venezia, Cosenza e Bassano, Ezio Glerean, a quello dei friulani del Cjarlins Muzane, il “Kondor” un tempo di Napoli, Udinese ed Atalanta Stefano De Agostini, a quello del veronese Luca Cortellazzi, ex Brescello e Triestina, al coach albaronchesano, l’ex Mantova Emanuele Pennacchioni, all’ex Pergocrema di C2, il poveglianese Marco Pedròn, all’ex prolifico bomber di Portogruaro, Pordenone e Mestre, ora in panca del Caldiero, Cristian Soave. 

Ma, anche due presidenti vantano gloriosi trascorsi professionistici: sono il massimo dirigente dell’A.C. Garda Vittorino Zampini, attaccante di club di serie A e B svizzere, il collega del Valdagno Vicenza – il dr Roberto Maria Coda -, addirittura ex vice-cittì della Nazionale cubana. Nel Legnago Salus, si può trovare di tutto un po’, dal mister Manuel Spinale, ex Mantova di serie B a bomber Nicolò Zanetti, ex punta di Renate, Mantova e prima A.C. Sambonifacese - dove non aveva trovato fortuna Jorginho del Napoli (zero gare sotto mister Claudio Valigi) - oltre all’asso uruguagio, il 33enne Danilo Peinado. Insomma, a tener ancora banco circa il destino dei nostri professionisti è sempre il “fubàl” di periferia, soprattutto, quello del Sud e del Veneto, da decenni secondo maggior polmone del nostro Belpaese. Avesse maggior considerazione il nostro calcio di base, il nostro florido vivaio, si investirebbe di meno in atleti stranieri - molti dei quali sopravalutati e abili a far lievitare gli abbonamenti ogni vigilia di campionato -, e si avrebbero quei ruoli specifici nella Nazionale, la quale appunto per questa carenza per la prima volta dal 1958 ha pagato caro con la non qualificazione ai Mondiali di Russia il suo cammino, il suo destino. Ma, da che mondo è mondo, l’erba del vicino è sempre migliore di quella del nostro orto. 

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it
La scheda letta nella trasmissione Anteprima i dilettanti su Prima Free Tv Emittente Televisiva condotta da Elia Faggion con ospite Andrea Nocini. Cliccare sul link qui sotto per vedere il filmato...

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