ULTIMA - 18/5/19 - FINALI PER IL TITOLO REGIONALE. DOMANI 3 VERONESI IN CAMPO

Domani, domenica 19 maggio si giocheranno anche le semifinali per il titolo regionale del Campionato di 1^ Categoria 2018-19. In gara secca ad eliminazione diretta il Calcio Marcon affonterà il Bassano 1903 mentre lo Scardovari ospiterà il Montorio al campo di Scardovari di Porto Tolle (Ro) in viale Repubblica. Il Montorio di mister Marco Burato nei quarti
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1/6/18
UN TRIO DAVVERO DA PELLE D’OCA ...

Nel circo dei dilettanti della Bassa veronese, giostra un tris di assi marocchini, davvero di ottime speranze. Parliamo di Jouseph El Qorichy, classe 11 febbraio 1997, esterno offensivo fino a dicembre in forza al Legnago Salus, in serie D, e poi, al servizio, in Eccellenza, dell’U.S. Provese. Non è da meno il fratello più piccolo di età – classe 1998 (14 settembre) –, l’ex ceretano Othmane, punto di forza del centrocampo dell’A.C. Isola Rizza dell’attuale presidente Franco Brunelli. Non male, anzi, promessa sicura del nostro calcio, il cugino El Alami Afyf, trequartista molto insidioso, della classe 1996 (è un 22 dicembre). Già, El Alami: è il fratellino del più noto portiere e goleador in forza ora all’Albaronco, Abderrahim, classe 1991 (16 dicembre), anche quest’anno in rete e calciatore che potrebbe benissimo, data la sua immensa tecnica di base, interpretare il ruolo di attaccante, suo vezzo sfoderato nei Tornei estivi della Bassa veronese. E il sogno di questi fratelli e cugini è quello un giorno di giocare tutti assieme in un unico club.

Ma, tornando nel caso specifico a Joseph, il difensore o esterno di fascia – in queste ultime ore in cerca, alla pari di tutti i suoi ex compagni della Provese, di una collocazione, viste le intenzioni di “patron” Franco Chilese di rinunciare all’Eccellenza – ebbene, “l’infaticabile pulcino al tritolo” marocchino (ha segnato un gol all’andata alla vice-regina Campodarsego in Serie D) è cresciuto nel vivaio della Bonarubiana (abita a San Pietro di Morubio), e nell’A.C. Isola Rizza e poi per 6 anni nel Cerea: “Non amo giocare nel modulo 3-5-2; ecco perché ho lasciato Legnago a dicembre. Il mio compito-desiderio? Quello di fornire assist ai compagni di squadra, da buon esterno alto. La mia caratteristica principale? Sono nato per correre e le praterie della Bassa veronese in questo mi hanno svezzato”.

Tifa Milan, il suo idolo è Kakà: “Il mio soprannome è “yo-yò”: Devo ringraziare tanti mister, in primis Roberto Maschi (ma, ottimi anche Pennacchioni e Paolo Beggio), il quale mi ha lanciato in Eccellenza, a soli 16 anni, contro il Montecchio Maggiore. E’ una gara che non solo la ricorderò io bene per tutta la vita, ma anche Luca Moretto, perché nel 2 a 2 finale il bomber di Villafontana ha raggiunto i suoi primi 100 gol”.

Quali sono i giocatori più forti con cui hai giocato, Joseph?
“Stefano Garzon, che mi ha aiutato da buona chioccia ceretana a crescere; Luca Moretto, bomber fortissimo e ragazzo umilissimo, idem i brasiliani Augusto De Freitas, Michel Pedrozo, Cesar Whesley De Silveira, lo stesso i “punteros” veronesi Franco Ballarini e Niccolò Zanetti. Tengo molto a sottolineare che per due stagioni di fila ho fatto parte della Rappresentativa Veneta di categoria, arrivando in finalissima entrambe le volte, prima con i nati nel 1996, poi, con i miei coetanei del 1997”.

Cosa ti aspetti dal calcio? “Ora penso al presente, sono carichissimo, ho una voglia matta di riscattarmi, visto che le ultime settimane sono stato bloccato da un fastidio muscolare che sto curando. Sono carico come una molla!”

Anche El Alami è reduce da un infortunio, che l’ha tenuto fermo per alcuni mesi: da tutti, tenendo presente il fratello maggiore Abderrahim, al quale ha fatto gol nell’unica partita fratricida (tiro a giro, con esultanza sotto la tribuna di Isola Rizza); ma, il fortissimo trequartista – da tutti gli addetti ai lavori e dagli stessi avversari considerato un “fenomeno” – ha una voglia matta di tornare a dire la sua nell’A.C. Isola Rizza del mister che tanto stima, ossia Stefano Sacchetto. “Da piccolo ho interpretato tutti ruoli, partendo dall’Isola Rizza, quando ho toccato il primo pallone ufficiale a 7 anni. Da Allievo fino alla Prima squadra isolarizzana mi ha cresciuto mister Andrea Calzolari, oggi artefice del miracolo Aurora Marchesino, e a 16 anni già il debutto in Prima, contro il Real Monteforte. In cui, stranamente, beccai il doppio giallo, tanto ho pagato l’emozione e il mio perfezionismo ed attaccamento al calcio. Con mister Salvatore Di Paola, sono diventato trequartista”.

Milanista anche El Alami: “Il mio idolo è però Leo Messi. L’altr’anno ho segnato 16 reti, più 3 in Coppa Veneto, sbagliando anche 3 rigori, mannaggia! Rientro dall’infortunio al legamento crociato subito in Coppa contro il Casaleone più carico di prima, statene certi! Sono già quasi pronto, ma il 20 di agosto riprenderò con gli allenamenti della preparazione e questa volta realizzerò non 16, ma 20 reti! Mi hanno cercato un paio di club di Promozione e di Eccellenza, ma io resto a Isola Rizza. Infatti, devo anche conciliare il ruolo di mister di una squadretta - i nati nel 2010 - dell’Albaronco, in cui anche mio cugino Joseph mi ha dato una mano quest’inverno finché ero in ospedale a Noventa Vicentina. Da cui, mi preme sottolineare, mi sono ripreso alla grande, dopo il tagliando del rodaggio”.

Quali sono finora i compagni e i mister più forti con cui hai avuto a che fare fino ad ora? “Luca Andriani, un grande giocatore sotto ogni profilo, dei mister dico Di Paola, Sacchetto e Campagnari: da loro ho appreso qualcosa di prezioso”.

Infine, Othmane: “Sono destinato centrocampista fin da piccolo, cresciuto tra i vivai della Bonarubiana, Cerea e Legnago Salus, dove qui sono arrivato da Juniores Nazionale. Campionato, quest’ultimo, che ho vinto con la maglia del Cerea. Tifo anch’io Milan, ma il mio giocatore preferito è il nazionale spagnolo Andrès Iniesta”. Centrocampista con il fiuto del gol, Otmane. “Quest’anno ho firmato 6 reti, sono in possesso di un buon calcio, così come mi piace il bel calcio. Amo la circolazione di palla, mi piace vedere esultare i miei compagni dopo essere stati da me imbeccati verso la via del gol. Sì, l’avete capito: non sono egoista come tutti i bomber, amo offrire, servire assist altruistici ai compagni d’attacco”.

Il tuo sogno calcistico? “Di salire più categorie; e un giorno di giocare tutti e quattro noi parenti assieme in una stessa squadra, alla pari di quando ci ricompattiamo durante i Tornei estivi”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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