ULTIMA - 24/3/19 - LA VIRTUS VERONA TRAVOLGE IL RIMINI ED E' IN ZONA SALVEZZA

Non si ferma più la serie positiva della Virtus Verona di mister Gigi Fresco che travolge 3 a 0 il Rimini allo stadio “Gavagnin-Nocini” ed è ora in zona salvezza diretta. I rossoblu virtussini giocano un ottimo primo tempo e al 4° minuto sono già in vantaggio; Palma perde palla, Giorico serve Casarotto che appoggia per Danti che in diagonale batte
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8/7/18
CHRISTIAN DE MARTIIS (ALBARONCO), LA…FEDEZ NEL CALCIO

Di lui, certo non puoi dire che è un ragazzo che non può passare per inosservato: capelli fonati all’indietro color argento (“Me l’ha consigliato la mia morosa; ma, è troppo impegnativo portarli in questo modo!”), tatuaggi (24) che si sprecano, orologio che pare un elettrodomestico, costellazione di piercing nel corpo, rigorosamente depilato, molto curato e palestrato, collana che sembra un rosario più che un monile, infradito (ma, è piena estate!), camicia mezza aperta, occhi celestiali, sorriso che si spreca ed occhiali alla francese, quelli tra il bianco ghiaccio e il giallo.
 
Christian De Martiis, altezza 177 cm, ambidestro, e la moda sono una cosa sola; così come la sua Carolina, anche lei modella e fotomodella, in piena sintonia con il mondo dell’immagine - “sono fissato per la cura del mio corpo!” - che prima di tutto deve saper colpire. Ma, col calcio, eh, Christian, 22 luglio 1995, non scherza: se quello del fashion è un lavoro, il “fubal” per lui costituisce la sua più grande passione, la sua 25ma rosa tatuata non sulla pelle, bensì nel sangue. “Gioco a pallone da quando ho cominciato a camminare. Per me, è importante come l’ossigeno che respiro. Voglio essere ancora più concreto: quando avevo due anni e mezzo, mentre giocavo con la palla sul divano con mio padre Savino, ho visto il mio genitore, mentre s’inarcava ad evitare che la pallina finisse a far danni nel tinello, dare improvvisamente l’addio alla vita (infarto!). Mi sono sempre promesso di arrivare per farlo felice, dopo tutti quei sacrifici che l’hanno stroncato”.

Già, una bella, brutta storia quella del gioco del pallone per De Martiis: “Ho iniziato in porta nella Pol. San Michele, poi, subito tutta la trafila all’Hellas Verona, fino alla Berretti. Colognola ai Colli, rientrè all’Hellas, 5 provini sostenuti per il Chievo, uno per la Virtus, dove sono arrivato a giocare fino agli Juniores Nazionali”. Ma, anche l’Alba Borgo Roma ha conosciuto “Fedez” Cristian De Martiis: “Sì, ho militato in giallo-rosso, negli Juniores Regionali, per poi passare, a 17 anni, alla Berretti del Bassano, nelle cui file conto una presenza in Coppa Italia”.

L’anno scorso – storia recente – Christian si è alternato tra i pali del San Martino-Speme, in Eccellenza; per ripartire, lancia in resta, è storia di questi giorni, nell’ambiziosa Albaronco del riconfermato trainer Emanuele Pennacchioni: “E’ un club che mi ha subito impressionato per la sua grande voglia di vincere e per la grande organizzazione. Vorrei anch’io trasformare Ronco all’Adige quale mia piattaforma di lancio verso alti lidi, cui ancora sogno di approdare”.

Un libro aperto, come quella camicia a fiori sbottonata; che lascia perfino intravvedere un piercing anche al capezzolo del torace, quello di destra: “Lavoro come modello e fotomodello con la mia compagna Carolina. Le ore le trascorro in palestra, a correre ogni giorno per una buona 50na di minuti, e tra sfilate, shooting e set fotografici, in cui trascorro dalle 4 alle 5 ore di fila, se non tutta una giornata. Sì, faccio anche del nudo erotico a livello fotografico, ma non mi spingo oltre, come qualcuno, prendendomi in giro, banalmente racconta in giro”.

Il suo look esageratamente stravagante ha un suo motivo: “Mi piace essere al centro dell’attenzione, soffro passare per inosservato. Il mio genere di out-fit rispecchia molto il mio carattere perché, crescendo senza papà e come il più piccolo della famiglia, assieme a mia mamma Giuseppina, ho dovuto crescere in fretta, subito, dopo il dramma che mi ha portato via papà Savino”.

Christian ha fatto la comparsa in trasmissioni condotte da personaggi molto noti al pubblico: “Ho iniziato in un film tedesco, ricoprendo una piccola parte. Poi, ho fatto il figurante al programma di Enrico Papi e a quello di Paolo Bonolis e di Luca Laurenti. Se tutto andrà bene, a settembre sarò presente anche a “Ciao Darwin”, rappresentando il prototipo di modello italiano tatuato”.

Già, il tatoo: le rose si fanno largo tra i tanti piercing (due al naso, uno all’orecchio, con ai lobi due orecchini con zirconi su 4): “Ne ho 14 sui 24 tatuaggi e sono in omaggio a mio papà Savino, deceduto in quella maniera per me choccante nel 1998. Un piercing è anche applicato alla narice, uno a forma di crocette all’orecchio destro, un altro è appuntato al capezzolo. Le due rose sul collo? Una è blu, dedicata a mio padre, l’altra è rosa, dedicata a mia mamma Giuseppina”.

Il sogno calcistico di Christian, quello di poter fare strada nel calcio; quello lavorativo, di potersi aprire un bar; l’idolo? “E’ Manuel Neuer, il numero uno del Bayern di Monaco; anche CR7, ma è troppo egoista, gioca per sé; Manuel è più completo e partecipa con la squadra. E, poi, il “guardiano” dei pali bavaresi è capace di giocare anche con i piedi, alla pari del sottoscritto, che, quasi alla pari di tutte le “saracinesche”, ha iniziato come attaccante. L’anno scorso, in Terza categoria, nel Quinto Valpantena, grazie a un mio rinvio, sono riuscito a superare la difesa avversaria e a mettere il mio compagno nelle condizioni di segnare”.

Non solo assist-man, il tecnicamente attrezzato portiere De Martiis: “Contro la Pol. Borgo Trento, sugli sviluppi di un corner, salto di testa e riesco a portare al definitivo 1 a 1 la mia squadra. Ma, ora riparto da Ronco, e ti confido che non vedo l’ora di vivere la mia nuova esperienza con i bianco-verde-granata. Afyf Abderrahim? E’ un asso, lo so benissimo, un gigante tra i pali, ed anche fuori, visto che sa anche trasformarsi in un bomber sotto rete. Ma, a me piacciono le sfide. Mi eccitano, mi stimolano! Sarà una molla in più cercare di superarlo, mi costringerà a dare e a impegnarmi di più! Non parto mai per battuto e, soprattutto, confido nelle mie capacità, nella mia passione e nei miei sacrifici!”.
 
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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