ULTIMA - 23/1/19 - LA VIRTUS VERONA CEDE CONTRO LA CAPOLISTA PORDENONE (1-2)

Per l'ennesima volta la Virtus Verona di mister Gigi Fresco viene beffata nei minuti finale della partita dopo essersi battuta alla pari contro la capolista incontrastata del girone B di serie C, il Pordenone di mister Attilio Tesser. A decidere la sfida a favore dei neroverdi friulani è stata una rete del 38enne Emanuele Berrettoni, ex Hellas Verona,
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ULTIM'ORA

24/8/18
LUCIANO MOGGI: "SARA' UN TESTA A TESTA TRA JUVE E INTER!"

Giovedì sera 16 agosto “pianeta-calcio.it” è stato invitato a cena a casa di Luciano Moggi: a Monticiano di Siena, a Nord della Maremma Toscana, a sud della “città del palio”, consumatosi da pochissime ore in Piazza del Campo, e che ha visto trionfare la lupa. Anche quest’estate, noi della redazione di www.pianeta-calcio.it, siamo stati gli unici (evento mai successo nella sua lunga vita di dirigente sportivo) – così ci ha confidato ancora lo scorso Ferragosto l’ex dirigente bianconero – ad entrare, ad essere ospiti in casa Moggi, nell’elegante villa dell’ex non capo stazione di Civitavecchia, ma, dell’ex capo della gestione delle FFSS, come ha avuto occasione lo stesso Moggi di rimarcare a scena aperta mercoledì sera 22 agosto in una gremita piazza Vittorio Emanuele II, nel cuore di Rovigo (ospite dell’Amministrazione rodigina, nell’ambito della settimana titolata “Rovigo Sport Festival”).

Un vero vanto, per tutta la veronesità sportiva dilettantistica veronese oltre che per la nostra redazione sportiva, perché di Moggi, come hanno avuto modo di dire a Rovigo tutti i colleghi della stampa sportiva della città polesana, di Luciano Moggi, a distanza di ben 12 anni da Calciopoli, se ne parla ancora, anzi, di più di quando era alla guida della Vecchia Signora dell’Avvocato Gianni Agnelli. Oltre tutto, Moggi è giornalista dal 2015, e, questo, oltre al suo indiscusso fiuto e all’enorme esperienza professionale, non solo a livello italiano, ma anche europeo e mondiale (fu lui a portare Diego Armando Maradona al Napoli; che ripagò la scelta con due scudetti, Coppe Italia e Coppe Europee), lo pone ora sul nostro stesso parallelo, ma indiscutibilmente il suo è quello di privilegiato osservatore delle dinamiche calcistiche italiane.
 
Nazionale, che, mai dopo la clamorosa esclusione dai Mondiali di Russia 2018, ha davvero toccato, ha raschiato il fondo del barile. Con la speranza, ci auguriamo, di ripartire subito, con il cittì marchigiano Roberto Mancini, il prima possibile per un rilancio in grande stile del calcio in un Paese, il nostro, dove ci si nutre di calcio e di milioni - e più o meno - improvvisati Commissari Tecnici.
 
Ancora Juventus, direttore, quest’anno?
“Sicuramente, sarà un campionato molto interessante perché l’Inter si è notevolmente rinforzata e, una volta su tutte, direi abbastanza bene. Sarà un bel duello tra Inter e Juve”.

Ma, con distacco da parte dei bianco-neri?
“Il distacco, lo danno quelli che fanno le previsioni del tempo. Io dico che il campionato è tra due squadre: una è l’Inter, l’altra è la Juventus. L’Inter, come squadra, come complesso, credo che sia più forte oggi della Juventus, come individualità, probabilmente, è meglio la Juve”.

Cosa manca ancora alla Juve per essere fortissima, invincibile, imbattibile anche quest’anno 2018-19? ”Se ha vinto 7 campionati di fila gli manca poco per essere come la definisci tu. Poi, bisogna distinguere tra l’Italia e il resto del mondo; allora, in Italia domina, nel resto del mondo sta facendo bene perché ha disputato due finali di Coppa dei Campioni, quindi, dire cosa le manchi è un po’ problematico perché, secondo me, le manca poco o niente. Poi, qualche giocatore dell’ultimissimo momento farebbe solo confusione perché la Juve ne ha così tanti che bisognerebbe allestire due panchine per i bianco-neri”.

Il ritorno del 31enne Leonardo Bonucci: una minestra riscaldata o il giusto metronomo della retroguardia? “Bonucci, praticamente, sta a testimoniare che la Juve cerca personalità, esperienza per andare a conquistare la Coppa dei Campioni. E, dando al Milan Caldara e, prendendo Bonucci, ne è la prima riprova, il suo principale significato”.

CR7, 33 anni e mezzo per il 5 volte “pallone d’oro” portoghese… Mister Allegri dovrà ricostruire e costruire la squadra per farlo esprimere al meglio, o no? “Con Ronaldo ci sarà un cambiamento di gioco. Mentre prima con Gonzalo Higuaìn si era arrivato al punto di farlo diventare il trequartista per farlo collaborare con la squadra, ora bisogna che la squadra collabori con CR7. Il che vuol significare un gioco totalmente diverso”.

Si sono appena spenti i riflettori sui Mondiali di Russia 2018: sarà l’anno di quale giocatore? Mondiali, in cui si sono viste premiate le Nazionali infarcite da giocatori di buona volontà e dedite ai sacrifici, a differenza di quelle con grandi assi (vedi Germania, Spagna, Portogallo, altre), che hanno dovuto subito cedere il passo? “Questo discorso, però, lascia il tempo che trova: i Mondiali di Russia hanno dimostrato di vedere in finale le Nazionali che hanno meritato di andare. Che, poi, dopo sia finita in una certa maniera, è un’altra cosa: la Francia ha dimostrato tutto quello che doveva dimostrare, e io ho parlato con Didier Deschamps prima dell’inizio dei Mondiali e lui mi ha fatto un discorso chiaro, che poi si è rivelato in campo. Mi ha detto siccome noi abbiamo dei contropiedisti, io farò una squadra forte a centrocampo e in difesa per ripartire velocemente in contropiede; e così con Kylian Mbappè la Francia ha vinto tutto quello che doveva vincere”.

La serie C sembra essere arrivata negli ultimi anni ai titoli di coda…
“La conosco poco, anche perché ci sono squadre che non si iscrivono al campionato, altre sono fallite. Ma, non è un solo male della C, eh:, ma anche della B: purtroppo, è una devastazione del calcio in Italia fatta da chi, ordinando ed architettando Calciopoli, ha messo le mani sulla Juventus per evitare che la Juventus continuasse a vincere. Ricordo che l’anno in cui abbiamo trionfato ai Mondiali di Germania 2006 io avevo la mia Juve più forte e che tra gli azzurri c’erano 5 bianco-neri, mentre dall’altra parte, nella Francia, militavano 4 juventini. La Juventus, nonostante il massacro di Calciopoli, ha dimostrato che si è rifatta la faccia e ha vinto tutto e più di prima”.

Roberto Mancini: sarà lui il cittì a riportare in auge la nostra Nazionale o bisognerà ancora attendere tempo? “Mancini, sinceramente, è un buon allenatore: gli hanno dato la pistola in mano, ma bisogna vedere se gli danno anche le munizioni: se non ci sono buoni giocatori, è inutile che ci sia un buon mister”.

La nominiamo, in questa serata afosa senese, cittì azzurro: che Nazionale stilerebbe? “Beh, non suggerisco proprio niente anche perché la Nazionale non è fatta di un solo giocatore, ma è fatta di tanti calciatori, quindi, ci vuole un complesso di qualità per poter emergere come abbiamo fatto nel 2006. Attualmente, questo non c’è”.

Mattia Caldara, neo acquisto milanista, è già da Nazionale?
“Quelli del Milan sicuramente sono giocatori da Nazionale: Alessio Romagnoli, Mattia Caldara sono giocatori importanti da cui la nostra Nazionale potrebbe attingere. Importante è che facciano bene, mantengano le grandi aspettative che derivano dalle loro buone qualità”.

Ma, è vero che CR7 è stato il frutto di una colossale operazione commerciale? “E’ un pettegolezzo, e io i pettegolezzi li lascio agli altri. Io so che l’ha comprato la Juventus e il direttore generale della Juventus è Giuseppe Marotta”.

Però, resiste ancora l’affare del secolo firmato Luciano Moggi, ovvero la sensazionale cessione di Zidane al Real Madrid , operazione che fruttò alla Vecchia Signora una cifra iperbolica, mai prima avverata… “Sì, vabbé, ma sono cose passate; adesso il presente dice che la Juventus è alla ricerca di vincere la Coppa dei Campioni e a rischiato anche di prendere un giocatore di 33 anni e mezzo per tentare di vincerla, e di Ronaldo si può solo dire che è un campione. La Juventus, prendendo lui, e riprendendosi Bonucci, ha detto chiaramente a tutti quanti che punta alla Champion”.

Può bastare Marcelo come ultimissimo colpo di questo calcio mercato estivo bollente? “No, Marcelo resta al Real Madrid”.

Lei di giocatori, non solo alla Juventus, ne ha avuti tanti, in primis Maradona al Napoli, da lei ritenuto più forte di Pelè, e il più grande di tutti i tempi: ebbene, avere un giocatore così forte, un talento straordinario del genere, un atleta così prestigioso come CR7, può rappresentare un ingombro o il più grande degli aiuti? “Può essere un ingombro se questo non rende; ma, siccome, io penso che la qualità c’è nel giocatore. Intanto, cominciamo col dire che questo, anche se non è all’altezza dei giorni migliori, creerà pressioni sulle difese avversarie. Quindi, il carisma e la qualità di Cristiano Ronaldo sono stati presi e saranno le armi per creare molta pressione nelle difese avversarie. Sotto quel profilo, dunque, è un giocatore prezioso, dopo il rendimento? Bisogna vedere se si adatta al campionato italiano, bisogna vedere se la Juventus è disponibile come qualità, e qui non si discute, ma se è disponibile a giocare per Ronaldo. Sono tutti interrogativi, ai quali il campo risponderà”.

E’ vero che CR7 alzerà il livello qualitativo del campionato italiano?
“Un giocatore che da solo ha elevato la qualità del calcio italiano è stato Maradona; Maradona quand’era giovane. Adesso Ronaldo dovrà soffrire perché i 33 anni e mezzo non glieli abbona, non glieli toglie nessuno, e, quindi, per fare le cose nel modo migliore dovrà darsi da fare parecchio. Ma, visto che è un professionista molto serio, io credo che possa dare sicuramente ancora per un anno un rendimento abbastanza buono”.

Non è che getti un po’ di ombra su un altro grande asso qual è Dybala? “No, perché io penso che la Juventus non giocherà adesso con una punta, ma giocherà con tutte mezze punte, compreso Ronaldo. Quindi, non darà riferimenti agli avversari e la qualità dei singoli è quella che è e potrebbe la Juve mettere in difficoltà chiunque avversaria”.

Esisterà nel nostro calcio un’altra Verona del famoso scudetto 1985, un altro britannico Leicester City? “No, credo proprio di no. Il Verona quell’anno aveva una buona squadra e che ricordo che quella volta il Toro arrivò dietro al Verona di Bagnoli di 3-4 punti e io ero diesse dei granata”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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