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Domani si gioca al 26^ giornata dei campionati dilettantistici veronesi dove comincia ad infiammarsi la lotta per il titolo e per non retrocedere. In Seconda categoria quest'anno retrocederanno solo due squadre per girone quindi i play-out vedranno impegnate solo la 14^ e 15^ squadra classificata, da questo scontro uscirà la squadra che sarà
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13/10/18
ALESSANDRO MARCONI, DAL RUGBY AL CALCIO

Spaventosamente grande per passione e voglia di fare ha indossato quest'anno una nuova casacca, quella dell’Academy di Pescantina del presidente Nicolò Rebonato. Stiamo parlando di Alessandro Marconi, 42 anni ma non li dimostra, difensore tutto di un pezzo che quest’anno vuole regalare hai più giovani della squadra di Terza categoria la sua esperienza. E’ sempre il primo ad arrivare al campo di Settimo per l’allenamento e l’ultimo a fare la doccia e tornare a casa. Incita sempre i suoi compagni durante la gara della domenica e cucina il giovedi per tutti. Insomma, el “Pansa”, come è soprannominato a Pescantina, è un concentrato di battute e simpatia da vendere.

Diverse e dai colori sgargianti le maglie da lui indossate in passato: BureCorrubbio, Pescantina, Caselle, Albarè, Valdadige, San Zeno di Montagna e Parona, tutte esperienze che gli sono rimaste nel suo cuore di leone. Quando marca l’avversario non lo molla più. Il calcio gli ha regalato momenti indimenticabili, come lo spareggio con l’Albare contro il Garda che è valso ai giallorossi la promozione in Seconda categoria.

Oggi per lui conta solo l’Academy Pescantina, dove si fa in quattro perché le cose vadano a gonfie vele. “Vorrei presto abbandonare quota zero in classifica, - afferma Marconi -. Domenica scorsa abbiamo giocato un ottimo primo tempo poi ci siamo persi ed abbiamo perso per 5 a 0. Un vero peccato, ma guardiamo avanti senza remore”.

Domani alle ore 15,30, sul campo di casa di Settimo, l’Academy riceve il Quinto, un osso veramente duro. “Una buona squadra che ha 6 punti all’attivo e che ci metterà in difficoltà ma noi dobbiamo tirare fuori gli attributi, che sicuramente abbiamo. Siamo una squadra giovane che deve ancora trovare il bandolo della matassa. Io e Rebonato, che fa anche il presidente, guidiamo la difesa. Dobbiamo imparare a non sprecare le occasioni da gol che ci capitano. Basta fronzoli, da domani dobbiamo inquadrare la porta con più cinismo”.

Intanto in settimana l’Academy ha accettato le dimissioni per motivi legati alla salute di mister Mario Rossi tecnico che ha forgiato da capo la squadra con una banda di ragazzi giovani e per certi versi acerbi. Al suo posto è arrivato Luca Bortoletto che quattro anni fa aveva guidato in seconda il Pescantina in Seconda categoria. Adesso la società si aspetta una pronta reazione della squadra. Gli alibi sono finiti. “Sono stato dispiaciuto per mister Rossi ma la salute della figlia è più importante. Adesso tutti noi vogliamo voltare pagina e percorrere una nuova strada. La responsabilità di noi giocatori è alta e sarà il campo nelle prossime a dimostrare se abbiamo cambiato l’onda”. Il campionato è appena partito e in classifica il Verona International guida la classifica assieme al Rivoli con 9 punti a punteggio pieno.

Alessandro è molto fiducioso ma non tutti sanno però che il nostro Marconi ha un passato fino ai 20 anni maturato nel mondo del rugby. Intriso di amicizia e tanta forza in campo. "Mi è sempre piaciuto il mondo del rugby che è molto diverso dal mondo del calcio. Una volta terminata la partita, che si vinca o che si perda, ti fermi a mangiare un panino ed a bere una birra non solo con i tuoi compagni di squadra ma anche con la squadra avversaria e ti diverti a scambiare battute. Cosa che nel nostro calcio dilettantistico purtroppo non succede".

Il presidente del rugby Valpolicella, che militava in serie C, Sergio Ruzzenente, abitava nella sua stessa via e c’è voluto un attimo per entrare nella squadra. Marconi ha fatto così tutta la trafila nel settore giovanile della squadra di rugby ed è presto finito in Prima squadra. "Tempi bellissimi - ricorda con un filo di emozione Alessandro -. Ho giocato anche contro il Petrarca Padova, squadra di blasone ancora oggi. Ma è stato in terreni molto caldi di allora, come Livorno e Piacenza, dove c’è le hanno date, sportivamente parlando, di santa ragione. Quando tornavo a casa mia mamma non mi chiedeva se avevamo vinto o perso ma solo se mi ero divertito".

Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it












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