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Si sono chiusi tutti i campionati dilettantistici della nostra provincia dall’Eccellenza alla 3^ categoria che hanno laureato i nuovi capo-cannonieri dei vari gironi e la nuova scarpa d’oro 2018-19, queste tutte le classifiche finali. In Eccellenza, dove si sono giocate 32 partite, chiudono appaiati in vetta a 16 reti Mariano Mangieri del Pozzonovo ed
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20/11/18
INTERESSANTE SERATA WELF CARE CON DAMIANO TOMMASI

Lo sport deve sempre di più essere visto e vissuto come palestra di civiltà. Partendo da questo principio si è sviluppato l’incontro pubblico “Il valore educativo dello sport – testimonianze di vita”, tenutosi nella serata di venerdì 16 novembre presso la sala polifunzionale del Saval e organizzato dal progetto WelfCare, progetto proposto dal Consorzio Sol.Co. Verona finanziato dalla Fondazione CariVerona e portato avanti nel quartiere Saval dalla Cooperativa Sociale Centro di Lavoro San Giovanni Calabria. All’incontro hanno partecipato il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi, l’ex allenatore ed opinionista televisivo Romano Mattè e il presidente dell’U.S. Saval Maddalena Flavio Massaro, con la moderazione di Matteo Dani.

La serata è iniziata con i saluti e il benvenuto di Michela Garofalo, Welfcare Community Manager del polo del Saval, che ha illustrato gli obiettivi del progetto WelfCare e le iniziative che sta organizzando e portando avanti all’interno del quartiere e a favore della sua comunità. I drammatici fatti saliti alla ribalta delle cronache nei giorni scorsi, con l’aggressione ad un arbitro nel Lazio e una squalifica di 4 anni per una vicenda analoga nella terza categoria veronese, sono stati lo spunto iniziale per dare il via ad una riflessione sul valore educativo dello sport.

Il primo ad intervenire è stato Romano Mattè che, dopo aver ricordato come le vicende sopra riportate siano solo la punta dell’iceberg, visto che decine di simili vengono troppo spesso ignorate dagli organi di informazione, ha fortemente sottolineato che “il problema principale che ci troviamo davanti è relativo all’educazione. Siamo tutti d’accordo che lo sport, e il calcio in questo caso, possa svolgere una funzione educativa per i nostri ragazzi, ma è in grado di farlo solamente all’interno di un ambiente sano. E l’ambiente sano non si può costruire solo all’interno di uno spogliatoio o dei cancelli di una società sportiva, è necessario iniziare a costruirlo in famiglia, nella scuola e nella società in generale. Dobbiamo valorizzare sempre più la cultura del rispetto delle regole, rendendoci conto che forse dobbiamo tornare ad insegnare ai nostri ragazzi l’importanza dei nostri doveri come membri di una comunità, non solamente dei diritti”.

E’ stata poi la volta di Damiano Tommasi che, partendo da un aneddoto personale legato al calcio giovanile, ha commentato il fatto che “troppo spesso una famiglia iscrive suo figlio a calcio perché vede quest’esperienza come un’opportunità. Vede la speranza che il proprio figlio o figlia possano sfondare. Non lo iscrivono per il semplice fatto di dargli la possibilità di divertirsi, di imparare una disciplina e di fare le prime esperienze di socialità, come invece accade con altri sport. Ecco, credo che una delle sfide che attendono il movimento calcistico nel futuro sia proprio quella di provare a cambiare questo tipo di mentalità. Negli incontri che durante l’anno facciamo in tutta Italia porto un dato: normalmente di tutti i ragazzi, tra i 15 e 21 anni, che sono tesserati presso una società professionistica, solo il 7% poi nella vita riesce a fare il calciatore professionista. Se poi al conto aggiungiamo tutte le centinaia di migliaia di ragazzi tesserati presso società dilettantistiche, è chiaro che a percentuale si riduce ancor più drasticamente. Dobbiamo perciò educare i ragazzi a vivere il calcio come una delle tante esperienze della propria vita, non l’unica sulla quale scommettere il proprio futuro”.

Dopo un intervento di Matteo Dani, che ha riflettuto sul ruolo che l’informazione e la comunicazione sportiva hanno avuto nel dar vita ad una narrazione del calcio e della figura del calciatore a volte totalmente distopica rispetto alla realtà, a prendere la parola è stato Flavio Massaro. Il presidente ha raccontato il lavoro  e i principi che ogni giorno l’U.S. Saval Maddalena cerca di portare avanti, sia nell’attività giovanile che con la prima squadra. “Ci rendiamo conto di svolgere un ruolo importante all’interno della comunità: essere una vera e propria palestra di civiltà per i nostri ragazzi. Su questo puntiamo. E quando sentiamo notizie drammatiche come quelle relative alle aggressioni agli arbitri capiamo di dover mettere ancora più impegno per formare i più giovani e, al tempo stesso, essere valido esempio e supporto anche per le famiglie”.

E’ proprio su questo che vuole puntare il progetto WelfCare: sostenere le realtà del territorio in tutti quegli aspetti che vanno ad incidere sul benessere e su una crescita positiva della popolazione che quel territorio lo vive. La serata si è poi conclusa con un breve dibattito tra i relatori e il pubblico e con il saluto del delegato provinciale della FIGC Claudio Prando.

Matteo Dani per www.pianeta-calcio.it












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