ULTIMA - 24/5/19 - FABIO BRUTTI (CALDIERO): "LA ROSA NON SARA' STRAVOLTA"

Per il giovane direttore generale del Calcio Caldiero Terme, l'ex portiere Fabio Brutti, al suo 7° anno consecutivo nel direttivo team giallo-verde termale, la società del presidente Filippo Berti è in continua crescita di gioco e risultati: "Sono contentissimo" ci confida Brutti "di come abbiamo giocato quest'anno, facendo
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21/2/19
DAVID PAPADHOPULLI, LO SKUHRAVY EX GRANCONA E TREGNAGO

Non sono in molti a ricordare David Papadhopulli, il gigante albanese, classe 1965, giunto nei primi anni Novanta del secolo scorso in Italia a giocare nella vicentina Grancona. Club, oggi precipitato in Terza categoria, ma, allora scoppiettante realtà del football berico. Oggi, 54enne (è nato nel 1965), David ricopre il ruolo di Responsabile del Settore Giovanile della ligure Don Bosco Spezia Calcio, è padre di due figli - una femmina e un maschio - e insegna Educazione Fisica alla scuopla Media "Sacra Famiglia", la cui casa madre è a Castelnuovo del Garda.
 
Lo "Skuhravy" albanese - forte la sua somiglianza con la punta ceca, un tempo al servizio del Genoa - era giunto nel nostro Paese dopo aver militato per 6 stagioni nel 17 novembre di Tirana, una sorta di Juve del Regno delle aquile, in grande rivalità con le altre due scuderie Partizan (dove due stagioni fa era diggì Luciano Moggi) e Dinamo, queste ultime composte prevalentemente da atleti del Corpo Militare del Paese dei Balcani. "Come posso dimenticare il mio arrivo in Italia, a Grancona: conoscevo soltanto poche parole, ho militato con i nero-verdi allora guidati da mister Sandro Cherobin, un trainer animato dalla passione sfrenata per il calcio e dalla grande conoscenza, dal quale ho imparato molti segreti, che tutt'oggi io stesso trasmetto alle mie giovani leve. Cherobin era un gran motivatore, con Dario Bertani formava una coppia fantastica nella conduzione di un gruppo che salì subito in Promozione".
 
Poi, su indicazione dello stesso coach, ex bomber virtussino ed ex mister anche del Caldiero, il trasferimento all'A.C. Tregnago del mediano di centrocampo albanese, trasformato in Veneto in un esterno alto del pacchetto centrale: "Dell'anno in giallo e blu, conservo tanti ricordi, dalla carica e dall'entusiasmo che ci infondeva il presidente Toni Perlato - a proposito, auguri per i suoi imminenti 90 anni! - ai compagni di squadra, la punta matura Alberto (aveva una ditta che asfaltava le strade), Diego, Luca. Era una società, il Tregnago, molto esigente perché qualche anno prima era stato in Interregionale e in quel contesto si era agghindata di pezzi da novanta. Soffriva la nostalgia dei fasti di serie D".
 
Il destino spalanca al medianone le porte del Corsico e dell'Opera (Eccellenze lombarde) e quella del Rozzano (dalla Prima categoria alla serie D): "Nel frattempo - siamo nel 1998 - partecipo al Corso indetto dal Centro Federale di Coverciano per conseguire il patentino di allenatore Professionista di 2^ categoria (conduzione tecnica fino alla serie B), studiando con Tassotti, Pruzzo, Baresi e Cerezo. Nel 2005, sempre a Coverciano, conseguo il Master e l'Albania mi offre panchine da serie A che rifiuto perché ormai con una famiglia e il lavoro sicuro in Italia".
 
Poi, è la Ligura, più precisamente La Spezia ad avvalersi degli insegnamenti dello "Zeman albanese", David Papadhopulli: "Mi sono dedicato alla cura dei vivai, prima operando nello spezzino Canaletto, poi, prestando opera nella Virtus Entella ed ora al Don Bosco Spezia Calcio". Tra i talenti in erba seguiti da David, Luca Ranieri, 19nne difensore del Foggia, ed ex Primavera della Fiorentina, la mezza punta Giovannoni, Allievo del Genoa, Patrizio Masini, centrale 2001 della Primavera dei "grifoni" liguri, l'esterno sinistro Capazzo dell'Entella di Chiavari: "L'Entella dispone di uno staff dirigenziale e tecnico davvero formidabile e competitivo. E' stato lì che ho allenato Niccolò Zaniolo, l'astro nascente romano. Aveva 9 anni quando l'ho allenato, prima che andasse al Genoa, alla Fiorentina, all'Entella e poi alla Roma: beh, si vedeva subito che era una promessa: fisico possente, forte personalità, grande carisma, tecnica e dribbling, oltre al tiro potente ed alla continua, spasmodica ricerca del gol. Altezza e peso giusto, bel giocatore. Ottimo il feeling con i suoi genitori, in particolare col padre Igor, ex calciatore pure lui".
 
Con l'azzurro Zaniolo, originario di Massa, Papadhopulli ha vinto un Torneo memorabile: "Sì, il Torneo "Padre Dionisio", una sorta di mini-campionato tra i rioni di La Spezia. In quel campetto piccolo, Nicolò non potevi non vederlo, giganteggiava già col suo fisico, seminando avversari in dribbling e scuotendo le reti. Caparbio, non mollava mai, un combattente di ragazza, che sapeva subito dove voleva arrivare. Abbiamo alzato la Coppa grazie anche alla sua spinta, oltre a quella di tutti i suoi compagni".
 
Dell'Italia, David ha conservato tutto quello che gli è stato insegnato di calcio: "Ancora adesso, quando devo scuotere un ragazzo, gli sferro leggermente un pugno sul petto, sì, ripropongo il gesto che mi fece mister Sandro Cherobin nello spogliatoiuo prima della partita o durante un intervallo. Le mie armi le ho prese dal magazzino del mio ex trainer del Grancona: se a un ragazzo piace portare i capelli lunghi, io gli insegno come raccoglierli: dallo stesso Cherobin ricevetti l'insegnamento di come legarli, con una fascetta, affinchè non mi scendessero sugli occhi e mi ostruissero la vista. "Fai così", mi rimbrottava il mister di borgo Venezia, altrimenti tu, caro David, oggi non giochi, capito?". Insegnamenti pratici, che non hanno un bel nulla a vedere con la teoria, ma molto significativi, efficaci. Del resto, sono un convinto assertore che dove non ti porta il fisico, i muscoli, ti accompagna la mente". 

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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