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Girando i campi per assistere a dei recuperi di Seconda categoria ci siamo accorti che molte squadre non erano al corrente del nuovo regolamento di quest'anno per quanto riguarda i play out di questi campionati che dovranno decidere chi retrocederà al Campionato di Terza categoria 2018-2019. Abbiamo quindi interpellato il delegato della FIGC di Verona
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ULTIM'ORA

27/2/19
GENE GNOCCHI: “VIVIAMO UN CALCIO NOIOSO!”

Ospite di “Lunedì in campo”, rubrica sportiva in diretta ogni lunedì sera (dalle 21.20 alle 22.40) su Primafree tivù (116 digitale terrestre), il popolare comico ha parlato del calcio di ieri, di quello odierno ed anche del nostro calcio dilettantistico. Invitato dal nostro direttore di testata Andrea Nocini a presenziare alla serata via cellulare, Gnocchi si è volentieri sottoposto al fuoco di domande porte dal conduttore Elia Faggion e dallo stesso Nocini.

Gene, attore, comico, scrittore, ma anche calciatore dai trascorsi di una certa vaglia, perché consiglieresti al pubblico che ci sta seguendo di guardare una partita dei dilettanti? “Perché è un calcio diverso, in cui puoi ammirare, scorgere ancora il vero talento, senza essere intossicato dall’atletismo e dal tatticismo esasperato, predominanti in quello professionistico. Che è troppo invasivo e noioso. Oggi il talento viene sacrificato sull’altare della fisicità, e, rispetto a quello che ho vissuto negli anni ’80-90 prevalentemente in serie D, è penalizzante per lo spettacolo e per chi paga il biglietto”.

Come è nata la tua rubrica sulla “Rosea”, il “Rompipallone”?
“Da un’idea dell’allora direttore de “La Gazzetta dello Sport”, Verdelli, oggi direttore responsabile di “Repubblica”: mi disse, visto che a te piace il calcio, che l’hai giocato e vieni da trasmissioni a tema, quali “Mai dire gol”, te la sentiresti di scrivere un appunto quotidiano? Oggi, il “rompipallone” rappresenta un caso di longevità di rubrica, e per chi, come me, ama tanto questo sport, è abilitato a scrivere e a ironizzare su questo mondo”.

Massimo Costa, oggi preparatore dei portieri dell’U.S. Virtus Borgo Venezia, matricola di serie C, te lo ricordi? Aveva militato nella Primavera della Cremonese, ai tempi in cui scalpitava anche Gianluca Vialli… “Certo che me lo ricordo: ha giocato con me a Viadana (Mn), e con lui vincemmo il campionato di Promozione, passando subito in Interregionale, l’equivalente della serie D. Era un portiere di grande levatura, un mantovano che lavorava in banca, quella stagione fece un anno fantastico, indimenticabile non solo per la qualità del gioco, ma anche perché arrivammo primi. In quel gruppo, figuravano Marangon e giocatori di un certo livello. C’era anche un certo Alberti, il quale, per arrotondare lo stipendio, confezionava cassette audio con incise le canzoni che andavano allora per la maggiore; e ce le vendeva a noi compagni di squadra. Fu un anno davvero fantastico, difficile da dimenticare!”

Giocatore fantasista, centrocampista dai piedi buoni e dalla grande testa, di “fede” milanista, amante dell’”abatino” Gianni Rivera, e interprete, tu, Gene, di un calcio-poesia, che certo non tornerà mai, figlio del suo tempo, ricordi un gol importante, una tua “perla”? “Ma, io, a dire il vero, ho cercato di far segnare i compagni d’attacco, anche se i miei 4-5 gol a stagione li ho sempre fatti. Qualcuno di importanti ne ho fatti, ne ricordo uno, di contro balzo e di destro, a Fiorenzuola d’Arda, un altro, invece, l’anno in cui giocavo nel Castiglion delle Stiviere: il veronese Icio Zenorini mi appoggio indietro la palla e io riuscii di esterno destro ad indirizzarla sul sette più lontano dalla portata del portiere. Ma, era un altro calcio, c’erano proprio i ruoli, io ero un trequartista, era un calcio bello da vedere, Zenorini e Mombelli le due punte, io trequartista, Zata e Miglio i terzini che andavano su e giù per la fascia. Quanti ricordi, era un calcio bello da vedere, un altro calcio!”

Un calcio, in cui furoreggiava in attacco un certo Pompini da Colorno (Stefano, classe 1963, ex Fiorenzuola (3 dei 4 anni in C2), Brescello, Reggiolo, Casalese, Colorno, Suzzara, Viadana, ma anche ex Ascoli (C1) e Rimini, club in cui nell’edizione ’98-99 chiuse la carriera)… “Non ho mai giocato assieme a lui, ma contro. E’ stato un pallonatore di un certo livello, che ha oscillato sempre tra l’Interregionale e la serie C. Con un cognome di quel genere, si faceva fatica a passare inosservati. Era, comunque, un buon talento, e registrava sempre un’ottima media realizzativa”.

La redazione formula gli auguri, in anticipo rispetto al 1° di marzo (1955), a Gene Gnocchi… Il quale ringrazia, e, un po’ sorpreso per essere stato, lui trequartista, anticipato dalla conoscenza della sua carta d’identità, risponde: “Grazie per avermelo ricordato, gli auguri non sono difficili da fare, però se mi mandate anche un po’ di vino buono delle vostre parti, mi fate davvero ancora più piacere. Tu, Andrea, il mio indirizzo lo conosci, raccogli un po’ di vino buono e io lo accetto”. Ed ancora: “Un saluto a tutti, e, a Nocini, un abbraccione!”

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it












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