18/3/08 - INCONTRI RAVVICINATI : LUIGI DE CANIO...

LUIGI DE CANIO: “IL CALCIO E’ UN LINGUAGGIO UNIVERSALE”


L’ospite radiofonico del direttore di www.pianeta-calcio.it Andrea Nocini è stavolta mister Luigi De Canio, intervistato ai microfoni di Radio Universal domenica 16 marzo in diretta da Londra.

Nato a Matera il 26 settembre 1957, De Canio ha giocato da terzino soprattutto in serie C2 e in serie B, con il Matera e con il Chieti, prima di diventare allenatore del Pisticci (serie D) nel 1989.

L’arrivo al professionismo risale al 1993 quando, nel giro di due stagioni, porta il Savoia alla promozione in C1.

De Canio siede poi sulle panchine di Siena e Carpi (C1) e di Lucchese e Pescara (B), prima di esordire in serie A nel ’99 su quella dell’Udinese.

Dopo aver guidato il Napoli nella B del 2002, conduce alla salvezza la Reggina in serie A e guida il Genoa in B, dove viene però clamorosamente esonerato a pochi giorni dall’inizio della stagione successiva per far posto a Serse Cosmi.

Dal gennaio 2005 allena il Siena in A e centra due salvezze consecutive.

Dal 29 ottobre 2007 è il mister del Queens Park Rangers, formazione del quartiere londinese di Hammersmith (lo stesso di Chelsea e Fulham) nata nel 1882 e militante nella Football League Championship, ovvero la ex seconda divisione.

I QPR sono attualmente di proprietà del manager di Formula Uno Flavio Briatore e del patron Bernie Ecclestone, e hanno visto vestire negli anni la casacca biancoblu giocatori come Ray Wilkins, David Seaman, Trevor Sinclair e Peter Crouch.
Gustatevi l’interessante chiacchierata tra il nostro allenatore e il nuovo tecnico dei QPR e…good appetite!

Nocini: Buonasera mister! Allora, come va lì a Londra con i tuoi Queens Park Rangers?

De Canio: Direi bene. Sono molto soddisfatto di quello che stiamo facendo.
E’ una bella esperienza.

Nocini: Sei gloria italiana che esporta il calcio nella terra dove il calcio è nato.
Quattro squadre inglesi negli ottavi di finale di Champions: come mai questa marcia in più delle squadre di club britanniche, mentre la nazionale inglese, da poco affidata a Fabio Capello, sta andando così male da non essersi nemmeno qualificata agli Europei?

De Canio: Le squadre di club sono composte da calciatori di diversa nazionalità, e la nazionale inglese è in un momento particolare.
Ma è un problema uguale a quello di altre nazioni, cioè tutte quelle che hanno aperto le frontiere a giocatori di altri stati, e che magari raggiungono grandi risultati a livello di club ma non di rappresentativa.
Credo sia la tendenza del periodo, insomma.

Nocini: Sei andato in Inghilterra più per curiosità o per necessità, nel senso di non star fermo e buttarti nella mischia?

De Canio: No, non per necessità, ero già stato fermo un anno e avrei potuto farlo ancora per un po’.
Sono venuto per provare una nuova esperienza, un calcio, una terra e una mentalità diversi, e per confrontare le mie esperienze con quelle altrui.

Nocini: La prima sensazione o emozione che hai provato al tuo primo allenamento dei QPR?

De Canio: Più che emozionato ero teso, perché dovevo concentrarmi e parlare una lingua nuova che non conoscevo, e che non conosco ancora bene.
Dovevo esprimere subito dei concetti, quindi la situazione era abbastanza difficile, dovevo stare attento a quello che dicevo per cercare di farmi capire.

Nocini: Dialoghi di più con Bernie Ecclestone oppure con Flavio Briatore?

De Canio: Della squadra si interessa molto di più Flavio, Bernie viene solo alle partite mentre Flavio è abbastanza presente anche durante la settimana, telefonicamente voglio dire.

Nocini: Hai preso in mano una squadra che in Seconda Divisione non stava andando molto bene, l’hai risollevata con una vera e propria cura-De Canio…

De Canio: Sì, stiamo facendo bene, quindi sono molto contento.
Poi vediamo che prospettive si aprono per il futuro.

Nocini: I più e i meno di Gigi De Canio: qual è stata la soddisfazione o l’emozione più grande come giocatore? E come allenatore?

De Canio: L’emozione più grande, forse, è stata il fatto di esser diventato allenatore e di aver poi incontrato Trapattoni alla mia prima esperienza in serie A.
Quello che per me era un mito, me lo ritrovavo come avversario.
Un’emozione incredibile.
Da calciatore lasciamo perdere, perché purtroppo mi sono fermato alla serie C, quindi non sono stato bravo!

Nocini: Un certo Mittal il 20 dicembre scorso ha rilevato il 20% della quota di Briatore.
E’ il quinto uomo più ricco del mondo nel 2007…

De Canio: Il quarto, adesso è diventato il quarto!

Nocini: Scusa per la differenza!
Non ti fa paura avere tutti questi signoroni cui render conto, per cui raggiungere sicuramente il risultato?

De Canio: No, non devo aver né ho paura.
Non è che questi signori i soldi che hanno li mettono nel calcio e per cui si può fare qualsiasi cosa.
Anche questa è un’azienda, che va amministrata, che ha un dare e un avere.
Per cui i soldi che si ricavano dalla gestione del club poi possono essere investiti.
Se si riesce a ricavar tanto come merchandising e come amministrazione c’è qualcosa in più da spendere, altrimenti si spende solo quello che si ricava.
Indipendentemente dai soldi che uno ha.

Nocini: Che cosa vorresti poter dire di aver imparato all’estero, una volta tornato?
Cosa importerai?

De Canio: Intanto sto facendo esperienza, non so cosa importerò.
Certamente ne sarò arricchito, e allo stesso modo io porto il contributo della ia esperienza, di quella della scuola-allenatori italiana.
Sono in buona compagnia perché ci sono anche Capello e Trapattoni, anche se il Trap sta ancora finendo la sua esperienza in Austria.
Per ora sto osservando e prendendo appunti.

Nocini: Stai guidando praticamente una multinazionale, una squadra con tante etnie diverse: Giamaica, Israele, Algeria, Australia, Repubblica Dominicana, Danimarca, Ungheria…
Come fai a farti rispettare e a farti capire?

De Canio: Il calcio è un linguaggio universale, con cui ci si capisce abbastanza facilmente.
E poi ho avuto una buona esperienza a Udine, quindi sono abbastanza preparato per questo!

Nocini: Ti manca l’Italia? Di’ la verità…

De Canio: Come diceva Toto Cutugno, io sono un italiano!
Come fa a non mancarmi l’Italia?

Nocini: Abbiamo visto i tuoi più, ora i meno: qual è stato l’esonero più cocente, l’autogol professionale di un allenatore giovanissimo come te?

De Canio: L’esonero più cocente credo sia stato quello di Genova, perché non era ancora iniziato il campionato.
Ma quando si viene esonerati è sempre un momento brutto, difficile misurarne l’intensità della delusione.
Mi è capitato a Udine e a Genova, e forse quest’ultima è stat più dura da digerire.

Alessandro Gonzato: Buonasera mister.
Ora che si è calato i questo clima, in questa mentalità inglese, può spiegare a noi italiani come mai una squadra di quella che noi chiameremmo serie B riesce ad eliminare formazioni come il Liverpool e il Chelsea?
Sto parlando della coppa nazionale ovviamente.
Cos’hanno in più le squadre di serie B inglese rispetto a quelle di serie A?
Non siamo nuovi di fronte a questo genere di notizie, ovvero squadre di divisioni minori che vanno a vincere contro gli squadroni…

De Canio: C’è grande interesse per questa manifestazione, ritenuta molto importante e seguita forse ancora di più del campionato.
Le squadre minori ci tengono, e quando incontrano squadre di categoria superiore c’è maggiore impegno, maggiore attenzione.
E queste grandi, impegnate in più manifestazioni, a volte steccano.

Nocini: Che cosa ti ha insegnato l’Inghilterra in questi mesi?

De Canio: Da un punto di vista calcistico niente di particolare, niente che almeno non sapessi come uomo di calcio.
Ogni nazione ha la sua civiltà, la sua esperienza, il suo modo di vedere le cose.
Qui ci sono delle caratteristiche diverse da quelle italiane, alcune sono belle, altre meno, ma comunque diverse.

Nocini: Quali sono i giocatori della Seconda Divisione inglese che tu consigli in questo momento?

De Canio: No, non è questo il mio lavoro, io faccio solo il tecnico.
Ci sono gli osservatori, i selezionatori, i procuratori che sanno scegliere e valutare.
Sinceramente non mi sento di fare dei nomi, almeno per ora.

Nocini: C’è un giocatore che ricorda De Canio da giovane?

De Canio: No, sono tutti più bravi di quanto lo fossi io allora?

Nocini: Auguriamo Buona Pasqua a te e a tutto il tuo club e la tua società, ti ringrazio e ti saluto all’inglese con un grande “Good luck and see you later”!

De Canio: See you later! Grazie e arrivederci!

A cura di Luca Corradi, 18.03.2008