10/9/12 - IL CAMPO DI CORIANO VERONESE ORA HA UN NOME: ERALDO BOTTACINI

In tempi più che rapidi l'Amministrazione Comunale di Albaredo d'Adige ha approvato l'intitolazione degli impianti sportivi di Coriano Veronese ad Eraldo Bottacini. “E, tra non molto” ci ha personalmente confidato il primo cittadino albaretano, Paolo Silvio Menegazzi, tra un piattino di risotto al tastasal e un secondo a base di profumati ed ottimi affettati (innaffiati da un bianco mosso dei Colli Euganei e da un raboso rosè di zigoniano gusto!) “riporteremo a casa propria, cioè a Coriano, la Madonna con il bambino in braccio, alla quale l'inondazione dell'Adige ha spezzato le braccia e cancellato l'intera frazione stessa”.

Il nome dello sfortunato attaccante corianese Eraldo Bottacini, da ieri mattina verso mezzogiorno, campeggia all'ingresso degli impianti sportivi del sodalizio granata, guidati da anni dal papà Arnaldo, visibilmente commosso, ma, che la storia gli ha riconsegnato quell'onore che il genitore, sconvolto dalla tragedia per l'incredibile scomparsa del figlio, aveva nettamente rifiutato all'indomani di qualche mese la scomparsa del figlio. Il tempo ha fatto il suo corso, la ferita non potrà mai essere rimarginata, ma, questa volta, il presidente Arnaldo non se l'è sentita di negare l'intitolazione del campo – come aveva recisamente respinto nell'autunno del 1976 – a memoria del proprio Eraldo.

E, mai tanta gente ha fatto da contorno alla cerimonia di commemorazione, seguita alla Santa Messa concelebrata sul campo da calcio da don Luca e da don Marco Isolan, 33enne fratello dell'attuale centrocampista corianese Andrea ed ex stopper bloccato dalla Chiamata di Dio. Non potevano mancare le autorità politiche del luogo, il sindaco e 53enne Paolo Silvio Menegazzi in testa con tanto di fascia tricolore, “scortato” da tutti i suoi Assessori, in primis, quel Devis Marin, che per primo ci aveva comunicato via sms a tarda sera di fine giugno che era passata in maniera plebiscitaria l'ordinanza, in merito alla quale, la Giunta di Albaredo d'Adige aveva espresso parere favorevole alla immediata intitolazione, preceduta, tale decisione, di un solo mese dal “Memorial Eraldo Bottacini” disputato a Coriano Veronese a livello giovanile, e vinto a fine maggio dai ragazzi della Polisportiva Virtus Borgo Venezia del presidente Vittorio De Paolis.

Virtus, fatalità, che ieri mattina si è aggiudicata il mini triangolare seguito alla cerimonia dello spoglio della targa dedicata ad Eraldo, battendo i coetanei Giovanissimi del Cerea (una mista di ragazzi ceretani e di giocatori della Bonarubiana) e quelli del Colà Villa dei Cedri. Ma, Eraldo, classe 1958, perito in un tragico, incredibile incidente motociclistico il 19 luglio 1976, non ancora quindi 18enne, era una promessa del calcio dell'Hellas Verona, allora guidato da Aldo Gaiga, e nella cui formazione giallo e blu allora figuravano Beniamino Vignola (classe 1959, poi, passato all'Avellino, e da qui alla Juventus) , tanti altri e Tiziano Quarella, la punta che, via dalla Primavera del Verona, passò al Pisa del diesse Romeo Anconetani, per regalare il gol dell'ingresso in serie B dei toscani contro la Paganese, all'”Arena Garibaldi”, ora “Arena Garibaldi-Romeo Anconetani”. E, per poi chiudere la sua brevissima carriera – stroncata da un grave infortunio – nella squadra del suo paese, l'A.C. Pescantina, appunto, dell'allora presidente Natale Pasquali.

“Sono felice” è stata letta una breve ma intensa e-mail inviata dall'ex pisano ed ex compagno di squadra Quarella “che Eraldo riviva per sempre nel cuore di tanti sportivi che passeranno per Coriano. Tra noi correva una sorta di complicità e di mini-scommesse su chi il nostro mister Aldo Gaiga avesse schierato come centravanti al sabato pomeriggio, in campionato. Circa un mese fa, nella mia Pescantina ho incontrato un suo compaesano di Coriano e ricordandolo, ho avuta la conferma che Eraldo fosse un ragazzo speciale non solo nel calcio, ma anche nella vita di tutti i giorni”.

Anche Beniamino Franco Vignola, impossibilitato ad intervenire pure lui per impegni già concordati con la sua famiglia, ha voluto esprimere, al telefono e alla nostra redazione pregandoci di trasmetterla al padre Arnaldo e ai numerosi presenti, la sua gioia per l'avvenimento, ma anche il suo rammarico per la tragica scomparsa di un ragazzo “per bene”. A distanza, dunque, di ben 36 anni, Eraldo Bottacini non è stato dimenticato, ma, addirittura, come ha avuto modo di dire il suo ex compagno di Liceo Classico al “Cotta” di Legnago, il dottor Marco Bottoni – ora medico generico a Castelmassa (Ro) e specialista in Medicina Sportiva e Neurologo (allievo del prof. Leonardo Vecchiet, medico della Nazionale del cittì Enzo Bearzot) - “è semplicemente un mito, che non ha confronto con la realtà, ma, alimenta la genesi di altri miti, e mai come oggi” ha continuato il professionista rodigino “c'è bisogno di miti. Ed Eraldo lo invidiavo, perché era bravissimo a scuola e un campione a calcio; sicuramente migliore del sottoscritto, allenato allora dal qui presente Mario Furlan (prima di mister, ex difensore del Padova)”.

Una giunta rapida nel prendere provvedimenti, quella di Albaredo d'Adige, ha ricordato il giovane vice-sindaco Devis Marin: “Abbiamo agito in tempi celeri anche col nostro più illustre concittadino, di Coriano, il grande poeta e scrittore Dino Coltro. A lui abbiamo intitolato l'ex Municipio, il Palazzo della Cultura”. Ci ha colpito quanto ha detto il primo cittadino Paolo Silvio Menegazzi: “Papà Arnaldo non è mai rimasto orfano, perché non si è mai stancato un giorno di prendersi cura dei tanti giovani sportivi che sono passati da questo campo da quando ha perduto il suo caro Eraldo. E, questo è il miracolo più bello che ha fatto Eraldo da Lassù!”

Presente alla cerimonia anche il capo-delegazione della Figc-Lnd di Verona, Carlo Franchi, classe 1955: “Mi fa piacere che stamattina attorno a papà Arnaldo si è stretta una grande parte della comunità di Coriano e di Albaredo d'Adige, perché questo significa che il calcio serve per far crescere i nostri giovani attraverso valori che non si ossidano nel tempo, quali il rispetto verso se' stessi, i propri compagni e gli avversari, la solidarietà, l'aiutarsi l'uno con l'altro in campo e fuori, l'amicizia, la fatica che porta gioia, soddisfazione e divertimento prima ancora del risultato”.

“La scomparsa di Eraldo” ancora il primo cittadino albaretano “gettò nello sconforto e provocò sgomento in tutto il Comune di Albaredo d'Adige e negli altri paesi vicini; ora, invece, siamo tutti qui a dire che lui, Eraldo, è ancora vivo nei nostri cuori e nella nostra memoria. E lo sarà anche, con questa targa, per tutti quelli che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo, ma, che potranno almeno chiedere che grande atleta fosse in campo e fuori”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it