21/2/09 - IL BOVOLONE E' PRONTO PER IL FINALONE!

I ragazzi sono già in campo poco dopo le 19.00.

E' venerdì sera e nell'allenamento di rifinitura – il terzo della settimana – non manca quasi nessuno.

C'è il recupero in quel di Sanguinetto, il cui esito può significare il trampolino di lancio per quest'ultimo spicchio di campionato per i rosso e blù del presidente Mauro Bezzetto, classe 1961.

A vigilare il “Comunale”, il padre del capitano Christian, Giancarlo Pedaci, da poco nonno di un bellissimo fantolino, Diletta.

Gli fa compagnia, il disponibilissimo Ottaviano, per tutti “Otto”, Lanza, uno che non mette in conto il tempo sottratto alla famiglia, tanto ama il gioco del pallone.

E' lui ad accoglierci al nostro blitz notturno compiuto in casa di una società che ha cominciato a fare calcio nel lontano 1918, e che il 21 aprile 1924, sotto la guida di mister Paolo Olfi, il Football Club Bovolone sfidava, con tanto di camicione, nientepopodimeno che l'A.C. Vicenza.

Ma, da allora ne è passata di acqua per quelle praterie della Bassa, che ha vissuto il boom del mobile negli ani 6O, e che ha seguito con gioia e trepidazione la rinascita del calcio bovolonese quando, con mister Maurizio Testi, ha toccato la parabola dell'Eccellenza all'inizio secondo millennio.

In quella formazione, anche un giovanissimo Riccardo Meggiorini, classe 1985, che ora sta facendo gol e faville a Cittadella, in serie B.

Il neo papà Christian, classe 1972, è la “bandiera” e il “senatore” del Bovolone: ha solo tradito la patria pallonara due volte, prima servendo lo Zevio e poi il Raldon.

Ma, al baretto all'interno del “Comunale”, arriva anche, ancora claudicante da un recente infortunio, Andrea Bergantin, il “Mexes della Bassa”, come ama essere definito nell'irriverente paragone tra lui – il più giovane della banda (ottobre 1989) – e il romanista.

Sarà lui, assieme a Francesco “Simon Le” Bon – il cognome rivela le origini francesi di una nonna che vive ancora al di là delle Alpi – il grande assente della maxi sfida in casa del Sanguinetto, in programma domenica 22 febbraio.

Un Bovolone, un po' calato in fase di rendimento nel periodo a cavallo tra Natale e il mese di gennaio:

“Ci siamo allenati poco” spiega mister Pasquale De Lauri “e male a causa del maltempo che è imperversato a lungo sul nostro “Comunale”.
Ma, siamo pronti per il grande rush finale.
Alcune assenze ci hanno fatto saltare alcuni provati automatismi e tatticismi.
La nostra “rosa” è certamente di qualità, ma, non è foltissima; e, quando ci vengono a mancare 3-4 elementi, tutta l'economia ne risente”.

Parola di mister e di maresciallo (nativo di Benevento) in forza alla Base Aeronautica e missilistica di Bovolone.

Un vantaggio sicuramente De Lauri ce l'ha: quello di conoscere molto bene la sua truppa e di allenarla già da un paio di stagioni a questa parte.

“Ho visto molto bene l'Alpo Adige” continua il trainer bovolonese “anche se l'abbiamo battuto.
Ma è l'Isola Rizza la formazione più completa di noi e più competitiva.
Mi ha impressionato, se è per quello, anche il Golosine, e non posso esprimermi sul Sanguinetto, in quanto lo affronteremo per la prima volta domenica 22 febbraio”.

Il Bovolone gode ottima salute:

“A livello fisico, tattico e tecnico stiamo bene; a livello mentale, dobbiamo crescere perché l'età media della squadra è giovane e paghiamo lo scotto dell'ingenuità e della troppa generosità.
Contro il Mozzecane, infatti, siamo riusciti a farci superare da una squadra in 9 uomini, e abbiamo perso punti contro le piccole.
In casa stiamo perdendo da 3 turni di fila.
Un po' troppo per una che vuole salire!”.

Le individualità di alcuni – prendi Alessandro Pasotto (classe 1988), Paolo Magnaguagno (1981), Manuel Segala (1976) e la punta dell'82 Francesco Carmagnani – si sposa con l'esperienza di elementi che hanno giocato anche in Eccellenza (vedi il “motorino” Marco Mirandola, ex Lugagnano).

“Il mio toto-scudetto” aggiunge il “maresciallo” de Lauri “vede al 1° posto l'Alpo Adige o l'Isola Rizza di un formidabile e molto motivato Daniele Guandalini, al 3° noi, al 4° le Golosine e al 5° il Sanguinetto.
Il giocatore che più mi ha sorpreso dei miei è stato Andrea Meggiorini, classe 1986, un grande e umile lavoratore, dal carattere opposto a Matteo Barban (il padre è stato 3° portiere del Verona)”.

La squadra-delusione, per tutti i bovolonesi intervistati, è stata la Scaligera:

“Ha pagato a caro prezzo quella rivoluzione operata in seno alla Prima squadra, affrontata con più fortuna anche da noi”.

Per mister Pasquale De Lauri si trionferà oltre i 65 punti.
Il Bovolone è presente in quasi tutti i tornei giovanili, sotto la responsabilità di Mauro Tosi: e, così nei Piccoli Amici, nella Scuola Calcio, nei Pulcini, negli Esordienti 1996 e 1997, nei Giovanissimi Provinciali e negli sfortunati Allievi regionali guidati da Antonio Pozzato, ex Salizzole e Atletico San Vito.

“I bovolonesi doc” ci indica il dirigente nonché massaggiatore Giancarlo Pedaci, una delle “colonne” insostituibili assieme ad “Otto” Lanza del calcio di Bovolone, “sono il già ricordato stopper Andrea “Mexes” Bergantin, Filippo Taietta (suo coetaneo del 1989), Alessandro “Kakà” Pasotto, Nazareno Segala e Matteo Lunardi, 1987.
Il nostro “cioccolatino”” sorride Pedaci sr “è Remo Chiavegato, mamma keniota e papà di Bovolone.
E' un forte esterno destro datato 1985”.

Una curiosità: il capitano Christian Pedaci ha allenato Marco Mirandola...

Come dire: il calcio, da queste parti, è ancora una tradizione, che si trasmette non solo di padre in figlio, ma, anche di generazione in generazione.

Come il mobile d'arte. Esattamente!

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 21 febbraio 2009