7/3/17 - SI E' SPENTO ARNALDO BOTTACINI, IL PADRE FONDATORE DEL CORIANO

Se n’è andato ieri in punta di piedi, in tarda mattinata. Il “grande vecchio”, l’unico vero padre fondatore del calcio a Coriano ha finito di soffrire, ha perduto l’ultima battaglia con i giganti di un male che non lascia scampo nemmeno ai più forti degli esseri terrestri. Si era ritirato, in buon ordine, avvisandoci in piena estate: “Caro,  Nocini, sono costretto a lasciare il Coriano, una creatura che ho nutrito con lo stesso amore con cui ho accudito i miei figli. Non ho neanche la forza di raggiungere gli impianti sportivi nella breve distanza che li separa da casa mia, mi auguro che i ragazzi difendano a denti stretti quella Seconda categoria che hanno raggiunto questa primavera”.

La prima volta che avevamo conosciuto al telefono Arnaldo, più di una ventina di anni fa, ci ha raccontato che si portava dietro, in fondo al cuore, pesante come un macigno la scomparsa - in seguito a incidente stradale - del figlio Eraldo, 18enne promessa dell’Hellas Verona (Primavera) e bravo studente al Liceo Classico: “Le confesso, direttore, che non mi sono mai ripreso da quello choc, da quella caduta in motocicletta in un giorno afoso d’estate. E’ come se in cielo si fosse fulminata la lampadina più luminosa, quella del sole”.

Aveva costruito, dissodando con le proprie mani e quelle dei suoi fratelli, il campo a sette di Volon di Zevio che apparteneva alla parrocchia: da qui, l’idea – avveratasi - un giorno di permettersene uno di regolare, a 11 giocatori, a Coriano veronese, frazione di Albaredo d’Adige: “Anche quella volta, io ed alcuni dirigenti ci siamo tirati su le maniche e abbiamo bonificato un campo adibito a vigneto”.

Nel settembre del 2012, quel terreno è stato intitolato dalla Giunta presieduta dall’allora primo cittadino Menegazzi al figlio Eraldo: e si sono viste scendere sulle sue gote lacrime di soddisfazione più che di gioia. Fisico da granatiere di Sardegna, aveva fatto atletica e aveva anche vinto nella corsa e nel salto in lungo: “Mi avevano prospettato una carriera sicura, ma, la passione per il fubal ha avuto il sopravvento su di me”.

Le prime grosse soddisfazioni nel calcio Csi gliele ha date proprio la nascente ASD Coriano, iscrittasi al Torneo Figc di Terza categoria nemmeno una decina di anni fa, e trai suoi personaggi primi ad accorrere il presidente pro tempore dei “granata mulinari” Clemente Visentin. Il quale si era staccato dall’Albaredo Calcio per sposare, come si dice oggi, il progetto-Coriano; seguito un passo dopo dagli “scudieri” di Arnaldo, i fratelli Leonardo e Corrado Sarti.

L’apprendistato in Terza, poi, ecco il balzo  - l’anno scorso - in Seconda categoria, primi nei play off, ma con tanti punti di vantaggio da non far disputare ai ragazzi di mister Manuel Cuccu la fase finale. Come nubi minacciose, inspiegabili, invaiolano il cielo della Seconda categoria le voci che la nuova Amministrazione comunale vuole far chiudere i battenti all’”Eraldo Bottacini” (la questione, la querelle si è per fortuna risolta a fine giugno 2016, in pieno calcio-mercato, quando il calcio da lì a poche settimane si prepara a ripartire): una pugnalata vibrata dritta al cuore di un uomo già provato, già minato, già marcato stretto dalla malattia del secolo.

Ma, Arnaldo Bottacini, 84 primavere il prossimo  13 maggio (è, pardon, ci tocca riportare era della  classe 1933), resiste, alla maniera di un pugile raggiunto da una gragnuola di pugni, barcollando sul tappeto del ring: l’Amministrazione albaretana ci ripensa, trova un’altra soluzione, e fa quel passo indietro che non si sarebbe mai dovuto nemmeno sognare di fare davanti a un uomo tutto d’un pezzo, che per il calcio ha donato la vita, tutto il meglio di sé. Che dell’ASD Coriano ha fatto proprio una questione di vita, è stato il primo e quotidiano dei suoi pensieri.

Di lui, di Arnaldo, vogliamo ricordare l’abbraccio delle più giovani leve che hanno onorato ogni fine maggio il Torneo intitolato alla memoria dello sfortunato figlio Eraldo: li abbiamo visti noi, con i nostri occhi, questi Allievi, stringersi come tanti nipoti attorno a lui, col Trofeo lasciato a terra, ancora pregno di sudore, e soffocarlo di abbracci ed hurrà, come si usa fare quando un caro amico non lo si vede da tempo e sei felicissimo di reincontrarlo.  

E, della gioia per la storica promozione in Seconda categoria, che dire? Tutti i “granata mulinari” a chiamarlo nello spogliatoio, ad innaffiarlo di incessante ed innocente doccia, fino a fargli uscire lacrime diverse da quelle versate troppo presto per la scomparsa di Eraldo. Il calcio a Coriano china la testa, ma non flette la guardia, così come voleva un granatiere come Arnaldo. Salito in cielo ad abbracciare l’amato figlio e la moglie, per godersi magari dalla più confortevole delle poltronissime le gesta dei suoi prodi guerrieri color granata; che tanto hanno preso da lui quanto a carattere, grinta e furore agonistico. “Quando il cuore piange” qualcuno ha scritto “l’anima sorride per ciò che ha trovato”: verissimo!

Ed Arnaldo Bottacini, che  ci mancherà molto  ogni volta che metteremo piede nel suo ”Eraldo Bottacini”: merita la pace e l’armonia, miglior ricompensa per gli uomini giusti, per le persone perbene come lui. Ora, il “gran patriarca” corianese riposa in quel silenzio infinito, con cui ama scendere sempre la neve, bianca come la sua anima e pulita come la sua coscienza; senza far rumore, il manto candido, quello che ha accompagnato i suoi ultimi passi terreni prima di spiccare il volo, una tarda mattina di acerba primavera.

Domenica, i suoi “granata mulinari” lo hanno onorato, battendo fuori casa la prima della classe: ma, lui, assopito, forse, aveva previsto e pregustato l’impresa degna dei suoi prodi guerrieri.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it