23/5/17 - SIMONE BORON ATTENDE UNA NUOVA CHIAMATA


E' sempre divertente parlare con mister Simone Boron, ragazzo dal cuore generoso e dallo spirito ottimista, che affronta le difficoltà della vita con pragmatismo. Ora è felicissimo del suo piccolino, da un anno è diventato papà di un bel maschietto e se lo gode tutto. Ogni fine stagione, quando non è accasato in qualche squadra nei nostri dilettanti, si vocifera sempre il suo nome. Simone legge i giornali a volte stupito, ma il pallone gli è entrato da tempo nel sangue come un vortice che gli infiamma le vene. Boron sta sugli attenti e continua ad aggiornarsi con penna e taccuino in mano, sempre pronto a seguire le compagini veronesi.

Simone come stai? Tutto a posto?
"Sono tranquillo e va tutto bene. Adesso che ho la responsabilità di far crescere il mio piccolino, lo seguo con lo sguardo e mi commuovo sempre quando l'abbraccio assieme a mia moglie. É un esperienza fantastica ed irripetibile".

Domanda di rito, dove andrai l'anno prossimo?
"Ti confesso che non ho ancora firmato, è stato avvicinato il mio nome sia al Cerea che alla Belfiorese. Con i primi non c'è stato nulla, il mio capitolo con loro da allenatore si è concluso da tempo. Con la Belfiorese ci siamo parlati e confrontati, ma al momento sono libero e vaglio nuove strade, vediamo cosa succederà per me nei prossimi quindici giorni o anche prima spero".

Hai giocato tenendo in mano il filo del centrocampo, fai la stessa cosa quando alleni? "Direi di no, giocare ed allenare sono due cose ben diverse. L'allenatore fa il suo mestiere e deve guidare bene il gruppo con i suoi insegnamenti. Devi, con attenzione, confrontarti con i ragazzi condividendo vari aspetti. Rispetto per loro e per te, non amicizia ma il dividere assieme le responsabilità in campo, cercando di costruire un valido progetto. Ognuno ha il suo ruolo da vivere fino in fondo. Società, staff tecnico e parco giocatori. Non è per nulla facile allenare, credimi, devi averlo dentro ed assumerti tutte le responsabilità, alzando il tono nello spogliatoio quando è necessario e smorzandolo quando la squadra sta facendo bene. Devi sempre dare le giusti motivazioni o trovandole, quando ti sembra che non c'è siano. Nel calcio nulla è scontato. Devi lavorare sodo per ottenere risultati positivi".

Casaleone una vita, dieci anni impressionanti da giocatore poi la carriera da allenatore iniziata a Cerea prima di fare la storia ad Oppeano, che cosa ti ha lasciato dentro? "Moltissimo. Ogni anno è stato vissuto con tanta adrenalina ed in maniera intensa. Ho conosciuto molti validi compagni ed ho allenato ragazzi meravigliosi con la testa sulle spalle e caratura tecnica in campo. Tanti insegnamenti e vivaci momenti che mi hanno irrobustito prima nella mia carriera da giocatore e poi da tecnico. Meravigliosi i salti di categoria alla guida con il Cerea del presidente Doriano Fazion una persona che vuole un bene dell'anima alla sua società, e con l'Oppeano dalla Promozione fino all'Eccellenza dove tutto è girato come un orologio svizzero dal meccanismo perfetto".

Nell'ultima stagione hai seguito le compagini veronesi?
"Certo, direi che hanno fatto bene. Sono stato dispiaciuto per la retrocessione dall'Eccellenza dell'Oppeano, ma avranno modo di rifarsi. Grandissima la squadra di Tommaso Chiecchi un ottimo allenatore che sa il fatto suo. Vincere l'Eccellenza ed approdare in serie D non era facile, sopratutto per gruppo partito con la voglia di salvarsi. Guardate con una società ben strutturata ed una rosa di giocatori ben amalgamati che sogno si sono ritagliati. Grande rispetto e bravura per il Caldiero, una società modello da tenere da esempio, il Team Santa Lucia Golosine si salva sempre quando ad inizio stagione viene dato per pericolante. Il Bardolino sa sempre come ottenere punti sopratutto nel girone d'andata e Belfiorese e Cerea si sono salvate. Tengo anche a fare i complimenti in Promozione alla Provese, che ha una dirigenza con programmi chiari ed ambiziosi. Il Valgatara di Armando Corazzoli è stato meraviglioso, ha conquistato il Trofeo Veneto regionale di categoria con giocatori bravi e caparbi. Ma tutto sommato il calcio veronese ha regalato emozioni da ricordare".

Come vedi il tuo futuro Simone?
"Difronte a dei programmi seri e che mi intrighino, non vedo l'ora di tornare ad allenare una squadra. Altrimenti pazienza, io sono sempre qui che aspetto con entusiasmo e molta tranquillità".

Come ci lasciano mister?
"Augurando alle società veronesi per la prossima stagioni importanti risultati sportivi e ringraziando te e la redazione di pianeta-calcio, non mollate mai. E' bello e molto interessante leggere ogni giorno on line la vostra testata".

Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it