Archivio: BREVINE

24/1/19
IL SOGNO DI GIGI LUPOLI E' FORGIARE “SARACINESCHE”

Nella vita assicuratore, Luigi, "Gigi" per tutti, Lupoli, classe 1982, dopo una vita corsa tra i pali (esordio a 17 anni nella Gabetti Valeggio, poi, Salionze, Ponti sul Mincio, Pescantina, Avesa HSM, Pol. Quaderni, San Marco B.M., Seregno B.Trento, Real San Massimo e Olimpia Ponte Crencano), oggi, preparatore dei portieri del BorgoPrimamaggio e coordinatore dei portieri dell’A.C. San Zeno Vr, rincorre il sogno di forgiare le “saracinesche” del futuro: “Seguo con grande passione tutti i Corsi di aggiornamento e seguo Michele De Bernardin, preparatore dei giovani portieri del Parma. Mi dispongo mentalmente a cercare di conseguire il patentino Uefa B specifico per i preparatori dei portieri”. Così da arrivare in serie A, alla pari del tuo pro-cugino, il più illustre Arturo (ex Arsenal, Fiorentina, Pisa ed oggi alla Fermana)… “A proposito, quando è venuto al “Gavagnin-Nocini”, a sfidare la Virtus Verona di Gigi Fresco, ho colto l’occasione per andare a salutarlo. Di sicuro, non è un sogno proibito, in quanto è più facile questo tipo di strada anziché quello di allenatore di calcio professionistico; ma, non perdo la speranza. Un grande esempio me lo dà Mattia Facci, grande preparatore dei portieri virtussino insieme all’ex Primavera della Cremonese “Kojak” Massimo Costa”. Quali sono i tuoi miti di ieri e di oggi? “Gianluigi Buffon, anche se gioca ancora nel Paris Saint-Germain, poi, i moderni Alex Meret del Napoli e Gianluigi Donnarumma”. Cosa ci vuole per essere un signor portiere, con aspirazioni per il futuro? “Struttura fisica, in quanto negli ultimi vent’anni la statura dell’estremo difensore si è sensibilmente impennata, aggirandosi intorno ai 192 cm circa. Poi, tanta personalità, e una buona tecnica podalica, cioè una buona dosa di conoscenze da applicare per poter giocare con disinvoltura con entrambi i piedi; infine, grande carattere”.