Archivio: BREVINE

21/4/17
UN THE CON GLI INGLESI A PORTO SAN PANCRAZIO

E’ stato uno stringersi le mani infinito accompagnato da larghi sorrisi, poi lo scambio dei rispettivi gagliardetti societari con tanti ok, ok, yes,yes, prego, grazie, grazie. Il resto ci ha pensato una partita di calcio per completare il clima di estrema cordialità e di fresca amicizia tra due Paesi, l’Italia e l’Inghilterra. Due momenti internazionali sul campo del Porto San Pancrazio, grazie alla società di questo quartiere cittadino che, tralasciando per un attimo i suoi problemi societari (sono alla ricerca di un nuovo presidente), ha ospitato tre squadre di calcio inglesi. Contatti avviati e portati a buon fine da un collaboratore del Porto San Pancrazio, Giorgio Scappini. Grazie a lui sono stati ospitati per due interi pomeriggi tre gruppi di studenti inglesi della Ash Green School di Birmingham. Qui a Verona per uno stage di studio con visite ai nostri musei e monumenti è abbinati momenti di svago tra cui due giornate dedicate a dei confronti con squadre di calcio. All'appello per sfidare questi ragazzi d'oltre Manica hanno risposto tutte le società appartenenti amministrativamente alla Settima Circoscrizione Comunale, il Porto con i suoi Allievi, l’Intrepida con i Giovanissimi e l’Audace con gli Esordienti. In questa "Champions League dell’amicizia", senza classifica e senza reclami, ha prevalso lo sport puro, senza tante polemiche e proteste in campo, il tutto contenuto in un confronto fisico ed atletico vigoroso ma leale. In queste condizioni ideali, senza tatticismi e pressioni, giusto quanto ci si aspetta per queste occasioni che devono essere di festa divertimento e di  nuove amicizie, si sono inebriate di felicità le due giornate. Rese ancor di più interessanti nel dopo partita quando, mentre gli inglesi hanno sorseggiato un buon the e gli la frizzante Coca Cola, è partito un simpatico duello tra chi masticasse meglio tra gli italiani la lingua inglese e l'italiano per gli ospiti. Un confronto finito in pareggio, come vuole il più nobile del fair play, ma quanti simpatici malintesi nelle loro frasi. (R.C.)