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Archivio: INTERVISTE VIP

25/3/10
INCONTRI RAVVICINATI: ANDREA NOCINI

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><>IL “NOCE” STIL NOVO>>
Oggi 26 marzo 2010, ho avuto l'onore di accompagnare il nostro direttore, il dottor Andrea Nocini, a Venezia, dove nel Palazzo Torlona - sede dell'Ordine Regionale dei Giorna
    i - gli è stata conferita la medaglia d'argento per aver raggiunto i trent'anni di pubblicista.

    Al momento della premiazione, a tutti i premiati è stata data l'opportunità di parlare, e, mentre alcuni si sono soffermati nel ricordare alcuni episodi, aneddoti della loro vita giorna
      ica, Andrea ha voluto ricordare quale sia stata la difficoltà più grande in questo suo lavoro, oltre che grande passione.

      "Io sono sempre stato un giorna
        a "non allineato", libero e indipendente, e, come tale spesso non sono stato considerato nel mio lavoro, per i miei pregi o per i miei difetti, ma valutato per il fatto di non essermi schierato in nessun partito politico, e di non aver voluto impugnare nessun vessillo di qualche gruppo o schieramento vincente. Io ho voluto essere, e credo di esserlo, un giorna
          a free-lance, e se ho avuto tale possibilità è stato solo grazie ad una persona che ha creduto in me, e che con me ha rischiato di perdere ciò che aveva investito in 10 anni di impresa, Giuliano Paolini, editore e inventore del nostro sito www.pianeta-calcio.it. Oggi qui con me, molti altri colleghi sono premiati, ma io credo, e più volte l'ho denunciato alla direzione regionale dei giorna
            i, basandomi su fatti certi, che alcuni di essi con il loro comportamento, con la loro sete di successo, non stiano dando l'opportunità ai nuovi giorna
              i, e ai colleghi "disoccupati", di portare avanti la loro passione e soprattutto il proprio lavoro con cui possono mantenere le rispettive famiglie. Non dico ciò sulla base di mie elucubrazioni, ma sulla base di fatti. Mi riferisco a tutti quei casi, ad esempio, in cui un giorna
                a ricopre più incarichi contemporaneamente, oppure tutte quelle persone che si trovano a fare i giorna
                  i senza essere iscritti all'albo per non doversi trovare a pagare le tasse. Credo che tutti noi ci dovremmo impegnare affinché, anche nel nostro mondo, ci sia più meritocrazia, e più giustizia".

                  "Meglio vivere" ha concluso il nostro direttore tra la sorpresa e gli applausi dei presenti "precari, ma, liberi di poter esternare la propria passione e comunicare la propria opinione: grazie a "pianeta-calcio.it" sono arrivato ad avvicinare personaggi importanti del mondo dell'ecclesia, dello sport, della politica, della cultura e geni dell'arte italiana ed europea, che non avrei mai potuto intervistare se inquadrato anche nella più famosa redazione della più prestigiosa testata. E, questo non lo considero un traguardo di poco conto.
                  Al termine della premiazione, abbiamo voluto fare alcune domande ad Andrea.

                  Cosa significa per te essere giorna
                    a free-lance?

                    "Significa avere solo la morale sopra di me, e l'etica dentro di me!"

                    Chi è stato il tuo "magister", il tuo modello, e qual è l'insegnamento che porti nel tuo cuore?

                    "Il mio modello è stato Enzo Biagi, il mentore Carlo Bo. Il mio Virgilio è stato Sergio Zavoli e il mio motto: Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te".

                    La tua soddisfazione in questi trenta'anni di giornalismo, e la tua maggiore delusione?

                    "La delusione è di essere stato frainteso da quelle persone che sono in malafede; la soddisfazione maggiore, invece, di essere stato il pioniere a Verona del giornalismo sportivo dilettantistico".

                    Cosa ti ha spinto a dedicarti al calcio dilettantistico?

                    "Per rimanere nel mondo in cui ero un terzinaccio, e non mi piaceva ne fare l'allenatore ne fare l'arbitro: troppo impegnate queste due alternative".

                    Quali sono state le tue più belle interviste?

                    "Il Cardinal Tarcisio Bertone, segretario di stato pontificio, e il presidente più longevo della Champions League, Lennert Johansson. Ma molta gioia anche per le interviste a geni del calibro di Tonino Guerra, Franco Zeffirelli, e Margherita Hack".

                    E nel mondo dilettantistico?

                    "Tramite alcune interviste, l'aver aiutato il giocatore del Marchesino Moretto, espulso per sbaglio di persona, e aver costretto la classe arbitrale ad ammettere l'errore in seconda battuta. L'intervista al mio grande amico ed editore Giuliano Paolini, quando a 27 anni passò dal Tregnago (trascinato a suon di gol in serie D) alla Pro Patria, restituendo giustizia ad un grande campione di umiltà, e a un bomber esplosivo che era arrivato con i soli suoi mezzi".

                    Le tue soddisfazioni maggiori grazie al dillettantismo?

                    "Essere riuscito ad organizzare sfide tra la nazionale dilettanti, Chievo e Verona per beneficienza. Aver portato un pullman di seconda mano, grazie alla generosità di tanti calciatori dilettanti, a una scuola retta da frati, che altrimenti avrebbe perso la possibilità di far conseguire la licenza media a tanti ragazzi poveri dei quartieri a sud di Verona. Avere continuamente sponsor che mi sostengono".

                    Il più grande flop della tua vita?

                    "Non essere riuscito ad intervistare Enzo Biagi, Carlo Bo e Federico Fellini; il primo perché si dichiarava malato di cuore (e invece andò da Fabio Fazio), il più grande saggista del nostro secolo Carlo Bo perché ci ho pensato troppo tardi, e certi geni vanno intervistati subito prima che scompaiano; Federico Fellini per la stessa ragione. Mi sono consolato però anni dopo, intervistando il grande Tonino Guerra".

                    Tra le grandi personalità della storia, quali avresti voluto intervistare?

                    "Tiziano Vecelio, il più grande pittore italiano mai esistito; Cristian Barnard, il primo chirurgo che operò il trapianto di cuore; Dante Alighieri (per la sua grane umanità), Karol Woytila, madre Teresa di Calcutta, Oriana Fallaci, Sebastian Bach, Totò, Giosuè Carducci, Gaetano Scirea, Leonardo da Vinci, il cardinal Federico Borromeo, il più grande di tutti i santi: Francesco d'Assisi".

                    Perché da qualche anno intervisti i Vip?

                    "Per vedere se hanno un anima e un cuore, oltre che tanta fortuna e successo nella loro carriera".

                    Le tue prossime vittime illustri?

                    "Non lo dico per scaramanzia, cosi come non anticipo il titolo del terzo libro che uscirà nel gennaio 2011".

                    Che differenza c'è tra l'intervistare vip, e i dilettanti?

                    "Nei vip c'è tutto un lavoro di preparazione, ansie e attese. Nei dilettanti, c'è la voglia di farli diventare vip, perché fanno tanti sacrifici, e di cui non se ne parla mai abbastanza. è il "fa da sé" che mi affascina e non chi è arrivato per meriti di madre natura, o per aiuti".

                    Il tuo articolo, e il tuo libro più bello?

                    "Quello che devo ancora scrivere".

                    Il dolore maggiore della tua vita?

                    "L'improvvisa scomparsa di mio fratello Giorgio, "gigante buono", mancino alla Gigi Riva, il mio giocatore dei sogni".

                    Come ti immagini l'aldilà, e chi vi vorresti trovare?

                    "Lo immagino come un sole infinito. Vorrei riabbracciare mio papà Sinibaldo, e la mia nonna paterna Maria, entrambi romagnoli, schietti ma veri fino in fondo".

                    Quale film, e quale libro ti sono più piaciuti?

                    "Libri: il Vangelo, la Divina Commedia. Film: il giardino di Finzi Contini, Viaggio in Inghilterra, e Fratello sole e sorella luna"

                    La colonna sonora della tua vita?

                    "Tutte le musiche del sommo Ennio Morricone, e del genio di Nino Rota".

                    Cosa ti riesce a commuovere?

                    "una sinfonia di Bach, un orfano di padre e di madre, un anziano solo, ricordare la figura di mio padre, leggere il "davanti a san Guido" del Carducci, il cielo stellato, una fotografia ingiallita. un muro, una strada antica".

                    Cosa ti infastidisce?

                    “L'arroganza, la maleducazione, chi (uomini o donne che siano) se la tirano, i razzisti e gli ignoranti cattivi”.

                    Cosa ti fa più paura?

                    “La violenza, l'ignoranza e una grave e lunga malattia”.

                    Quale dote apprezzi di più in una persona?

                    “La sensibilità. E con questo dici tutto”.

                    Terzinaccio da ragazzo, nella tua vita ti senti più difensore, centrocampista o attaccante?

                    “Sicuramente attaccante: cosi mi definì nel corso dell'intervista il Patriarca di Venezia, Cardinal Angelo Scola”.

                    Il tuo pregio, e il tuo difetto?

                    “Miglior pregio la testardaggine, guardare l'uomo e la notizia. peggior difetto: essere insistente, pesante, e non diplomatico”.

                    I valori per te più importanti?

                    “La fede, la moralità, l'affidabilità e l'amore. tutti valori in cui mi immergo a 360 gradi”.

                    Progetti per il tuo futuro?

                    “Allargare a tanti giovani animati di libertà e giustizia la redazione di Pianeta calcio, senza pregiudizi politici, di confessione ed etnia. Perché - come diceva il grande Fellini - "oggi ci sono tanti aerei ma pochi aeroporti, cosi come ci sono tanti aspiranti giorna
                      i, ma non ci sono testate, quelle che combattono la precarietà di chi ama questa professione".

                      <>Stefano Pozza per “www.pianeta-calcio.it”>

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