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9/6/10
INCONTRI RAVVICINATI: LUCA CAMPEDELLI

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><>CAMPE-BELLI E VINCENTI>>
La morte, a seguito di un tragico incidente automobi
    ico, del padre ed imprenditore Luigi, ha immediatamente catapultato nel ruolo di maggior azionista dell'azienda dolciaria – la Paluani – scaligera, e in quello di presidente dell'A.C. ChievoVerona.

    All'epoca, Luca aveva 23 anni, e solo di recente – 2008 – il suo record di più giovane presidente di un club calcistico professionistico italiano è stato battuto – con grande dispiacere – dal 21enne Alessandro Ruggeri dell'Atalanta.

    Con Luca, il Chievo ha conosciuto l'ingresso in serie B (1993-94) e successivamente (2000-2001) in serie A. E' un grande appassionato di calcio inglese e non ha mai nascosto le proprie simpatie per l'Inter.

    Il quartiere-paese alle porte di Verona sta vivendo una lunga vita in serie A grazie a un budget ristretto e a scelte molto oculate, che, come voleva papà Luigi, non dovevano mai mettere in difficoltà la vita dell'azienda dolciaria.

    E, quella che viene definita da tutti la “favola”, intanto, continua ad annoverare capitoli sempre più sorprendenti...

    Presidente, ha mai giocato a calcio?

    “Sì, ho giocato a calcio, però, ero scarso”.

    In che ruolo ha giocato?

    “In tutti i ruoli della panchina”.

    Jolly, allora?

    “Sì, sì, jolly: se mancava uno, schieravano il sottoscritto, nel senso che, se mancava il portiere di riserva o il terzino di riserva, ci andavo. Ma, non si fidavano nemmeno i miei mister di farmi fare il guardialinee”.

    La Nazionale del passato da lei preferita?

    “Ho visto dall'Argentina in poi. Quello vinto dall'Argentina è stata la più bella, mentre la più avvincente è stata finora quella di Spagna 1982”.

    Quand'è che si è commosso calcisticamente l'ultima volta?

    “Ogni volta che vedo una partita, sinceramente. Vedere il calcio è sempre bello, specialmente poi se poi ci sono dei ragazzini che vedi che giocano solo per il gusto di giocare”.

    Il cittì della nostra Nazionale che si sta accingendo a disputare i Mondiali di Germania 2006, Marcello Lippi, invece, ci ha confidato che è la vittoria quella che riesce a commuoverlo, perché – ha detto – dietro si celano tanti e tanti sacrifici...

    “Bé, ma, Lippi, diciamo così, ha avuto anche altre soddisfazioni. Visto le soddisfazioni che ha avuto, magari gli basta anche un po' meno per commuoversi, ecco, per certi versi”.

    Ci stiamo avvicinando a Pasqua: lei ci crede in Dio, presidente?

    “Sì, io ci credo. Però, insomma, speriamo, va là”.

    Ci crede anche nella qualificazione Uefa, la prima della storia del suo Chievo? E' una sorta di doppia domanda...

    “Bé, non ci credo, ci spero più che altro. Credere in Qualcos'altro”.

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    ><>Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it 13 aprile 2006>>

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