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21/11/10
INCONTRI RAVVICINATI: ROSY BINDI

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><>OCCHI DI...BINDI DI “VIOLA”>>
Pochi sanno che l'onorevole Rosy (Maria Rosaria) Bindi segue le vicende del calcio professionistico con simpatia e cova la passione per la Fiorentina. Lei, che è nata a Sinalunga (Si) il 12 febbraio 1952.
L'attuale Presidente del Partito Democratico si è laureata in Scienze Politiche e dal 2008 è stata eletta vicepresidente della Camera dei Deputati.

Si è iscritta alla Democrazia Cristiana nel 1989, venendo subito eletta onorevole. Per anni ha fatto la ricercatrice di Diritto Amministrativo presso l'ateneo di Siena, ed era successivamente vicina al professor Vittorio Bachelet (Roma, 1926, Roma, 1980), già vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura (1976), quando questi venne assassinato dalle Brigate Rosse il 12 febbraio 1980, esattamente il giorno del compimento del 29mo anno della deputata, e al termine di una lezione tenuta all'Università della Capitale dal docente romano.

Morta la D.C., Rosy Bindi ha aderito al Partito Popolare, e, quindi, all'Ulivo. Nel 1996, riceve l'incarico di Ministro della Sanità, e nel 2001, subito rieletta per la terza volta alla Camera dei Deputati, aderisce al gruppo della Margherita. Vicinissima all'onorevole Romano Prodi, nel suo secondo Governo (2006) viene eletta Ministro per le Politiche per la Famiglia.

Partecipa al disegno di legge sui DICO, i diritti e i overi delle convivenze, e questa sua presa di posizione le riserva critiche dal mondo ecclesiastico e da diversi movimenti cattolici.

Presidente, Lei ha mai fatto sport; e quale disciplina agonistica ha praticato?

"Non ho mai fatto sport in modo costante e agonistico. Ma sono una appassionata di montagna e amo camminare. Quando posso mi spingo anche in escursioni in alta quota, ma sempre con l’assistenza di guide professionali. D’inverno mi diverto con lo sci di fondo".

Serba una simpatia per qualche squadra di calcio (Siena, Fiorentina o altro)?

"Seguo con simpatia le vicende dello sport nazionale e tifo per la Fiorentina".

Cos'è che le dà più fastidio in questo mondo di assenza dei veri valori civili e cristiani?

"L’ipocrisia dei sepolcri imbiancati, i politici che sbandierano i valori, li citano in tutti i discorsi ma poi non cercano di attuarli in modo concreto o peggio non li seguono nella loro vita privata. La coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa è essenziale nella vita come nella politica".

Cos'è che riesce ancora a commuoverLa?

"Molte cose, per fortuna".

Se non avesse fatto la deputata, cos'altro Le sarebbe piaciuto fare di più nella vita?

"Avrei continuato a lavorare e a insegnare all’Università, quando ho iniziato a fare politica ero ricercatrice a all’Università di Siena".

Il dolore degli altri cosa Le trasmette?

"Commozione, partecipazione umana e solidarietà".

E' vero che il dolore ha un effetto catartico su colui che ha Fede?

"Il dolore può illuminare la coscienza anche di chi non ha una fede religiosa".

E' vero che nel dolore siamo lasciati soli, a differenza di chi vince, sta bene, sorride sempre ed ha tutti sempre intorno (lo diceva Flaviano)?

"Chi ama e crede non si sente mai davvero solo e anche nei momenti di profondo sconforto e dolore può trovare la via della speranza e della comunione con gli altri. E’ vero però che spesso nelle disgrazie e nelle sconfitte personali si sperimenta più facilmente la solitudine. Il successo, invece, ha sempre intorno a sé comprimari e adulatori".

Feder Dostoiewskij ha detto (l'ho appreso dal grande Enzo Biagi): "Il dolore è uguale per tutti; sono le felicità che non sono uguali per tutti: un Suo parere, Presidente.

"Io ricordo l’inizio di Anna Karenina, di Tolstoj: “tutte le famiglie felici si somigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. Probabilmente entrambi vogliono dirci la stessa cosa che il dolore e la felicità sono compagni inseparabili della nostra condizione umana".

Il dolore estremo - ed inutile come lo chiama in un suo famoso libro il grande maestro del giornalismo, il sen. Sergio Zavoli - accompagna all'Aldilà. Lei come se lo aspetta il post mortem, come se l'immagina, come vorrebbe che fosse, chi vorrebbe abbracciare per primo?

"Mi affido all’abbraccio di tenerezza e misericordia del Signore".

Quand'è l'ultima volta che ha pianto? Lei, se non ricordiamo male, era vicino al momento dell'assassinio del grande professore Bachlet. E' successo in quella tragica circostanza, forse?

"Da allora ho perso anche altri amici e anche mio padre. Ho pianto molte altre volte".

I pre-cristiani dicevano che soffrire è uguale a conoscere...

"Avevano una visione tragica della vita. Il cristianesimo ha insegnato che non siamo stati creati per soffrire ma per amare. Io direi che amare è uguale a conoscere".

E' vero che senza amore si sopravvive, di amore invece si vive? E' la politica il suo amore più grande della Sua vita, Presidente?

"Si ama la vita e si fa politica per fare il bene".

Di cosa non dobbiamo mai (vedi capitolo memoria) dimenticarci nella vita di tutti i giorni?

"Della nostra dignità".

Non le mai capitato di rivivere un dolore antico, dell'infanzia? Essa com'è stata? Serena, la sua famiglia, le sue origini?

"Sono cresciuta in una famiglia semplice e molto unita. Ho avuto un’infanzia serena, anche non si viveva nel lusso e non sono mancati momenti di difficoltà. I miei genitori mi hanno insegnato a rispettare gli altri e le regole, il valore di ogni cosa anche la più modesta".

<>Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it>

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