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20/2/12
INCONTRI RAVVICINATI: ELISABETTA DUGATTO

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><>IL SORRISO DI ELISABETTA DUGATTO:
“STO VIVENDO IL MIO SOGNO”>>
Immaginate un viaggio. Gli auspici, i desideri che si rincorrono, il genuino imbarazzo misto a pudore che ci prende per mano con le novità. Fuori dal finestrino il mondo ci abbraccia nello spazio di un saluto mentre scompare. Dentro di noi la mente corre, galoppando a cavallo di un sogno rincorso tra le strade della vita che si incrociano. Al capolinea, l’imbocco di un sentiero mai battuto, fatto di mille interrogativi in attesa di risposta. Piano piano poi, il dissolversi della titubanza, che svanisce mentre la curiosità, con garbo, manda a dormire la timidezza.

Il prosieguo della storia invece, ognuno lo scrive con la propria penna, seduto sul banco di prova cui giunge dopo le proprie scelte. Per crescere, per capire sé stesso. Per essere autore della propria esistenza, come scriveva Hannah Arendt. Elisabetta Dugatto, giovane ballerina diciannovenne originaria di Lonigo (Vi), è arrivata al capitolo che da una vita aspettava di scrivere. Dopo più di dieci anni di danza divisi tra il Ballet Studio prima e il Liceo Coreutico di Castelfranco V.to poi, ha coronato il sogno di lavorare in un corpo di ballo professionista, il Balletto di Milano.

Ora Elisabetta vive a Novara, distante da una famiglia che l’ha lasciata partire dopo anni di sacrifici, distante dagli amici e dagli affetti coltivati durante l’infanzia e l’adolescenza. Per la malinconia però, non c’è spazio, come spiega la stessa Elisabetta, che ci ha gentilmente concesso un’intervista in uno dei pochi momenti liberi dal lavoro:

“Chiaro che la mia vita sia cambiata, però sto vivendo il mio sogno e non mi posso lamentare. Lonigo, la famiglia e i miei amici mi mancano, però li sento spesso ed è come se fossero qui con me, appena avrò l’opportunità tornerò a riabbracciare tutti, intanto però voglio vivere nel migliore dei modi questa esperienza. Non si può avere tutto senza sacrifici, era quello che volevo, mi impegnerò per meritarmi quel che mi sono conquistata e poi quando sarà ora di staccare la spina tornerò un po’ a casa per riposare e per recuperare per quanto possibile alcuni momenti della mia vita di prima ”.

Sei una ballerina professionista, aiutaci ad approfondire una questione: cosa rappresenta la danza al giorno d’oggi?

“Premetto che molte persone, appena vengono a sapere che faccio di professione la ballerina,oltre a chiedermi come si può vivere di ciò, affermano : "Allora ti vedremo presto in televisione!" e il che la dice lunga sul valore che la danza assume per la società, forse più mediatico che artistico. Essa viene sicuramente resa nota al pubblico più che attraverso le produzioni teatrali attraverso i talent show .Ciò non è da rimproverare in quanto è anche grazie a questo che v’è stato un aumento delle iscrizioni nelle diverse scuole di danza del paese, in particolare di ragazzi, cosa che prima aveva subito un netto calo. Sta di fatto che secondo il mio modesto parere quest'arte necessita di qualcosa di più della semplice notorietà, più che per la bellezza dei movimenti per i significati che essi esprimono. Per mia esperienza personale devo però ammettere che fino ad ora i teatri in cui ho avuto la fortuna di ballare hanno sempre fatto registrare il tutto esaurito e ciò sta a significare che il pubblico di certo non manca e con lui l'interesse verso il balletto. Per fortuna dunque, la danza oggi è ancora una forma d’arte apprezzata a seguita”.

Passando sul personale invece, cosa rappresenta per te?

“Per me la danza è l'incontro tra la musica e lo spirito, è raccontare una storia attraverso il corpo, i gesti. Essa è anche lo strumento attraverso cui faccio uscire le mie emozioni,i miei stati d'animo. E’ poi sacrificio,sudore,disciplina,fatica, il brivido che ti scorre lungo la schiena quando sali sul palco,senti il calore delle luci sulla pelle e ti dimentichi di tutto e di tutti, rimanendo sola con te stessa, con il tuo respiro. Questa per me, è la danza”.

Parliamo del tuo lavoro: in cosa consiste e in cosa vi preparate?

“Il lavoro in compagnia inizia già nella mattinata con la classe di danza, ossia con la classica lezione che avviene in tutte le scuole di balletto. La durata è di circa un'ora e mezza nella quale prepariamo il fisico alla giornata lavorativa. Successivamente ad una piccola pausa si comincia a provare i pezzi che vengono presentati durante i vari spettacoli portati in scena nel corso dell'anno. La giornata termina alle 18.00 dopo aver attentamente ripassato e lavorato le varie produzioni tra cui "Cenerentola", "Romeo e Giulietta","Pierino e il lupo" e "la vie en rose"che saranno ballate per tutta la durata del contratto lavorativo nei vari teatri italiani ed anche esteri . Gli spostamenti che avvengono durante le varie tournee sono molto faticosi in quanto viaggiamo quasi sempre in pullman giorno e notte alcune volte arrivando addirittura qualche ora prima dello spettacolo magari partendo la mattina molto presto e dovendo ripartire la notte stessa. Vi assicuro però che la soddisfazione di ricevere gli applausi da teatri gremiti di gente batte qualsiasi tipo di stanchezza!”

Identifichi il tuo lavoro come il tuo sogno: qual è la molla, la cosa che più ti spinge a continuare a livelli sempre più alti, senza badare troppo ai sacrifici che pur devi affrontare?

“Della danza amo tutto. Il modo in cui hai la possibilità di trasmettere emozioni al pubblico e di provarle tu stessa. La disciplina e il rigore, la capacità di calarti ogni volta in un personaggio diverso a seconda della storia. La possibilità che ti dà di sfogarti ogni qualvolta tu ne senta il bisogno. Tornare a casa piena di dolori ma con il sorriso sulle labbra,contenta dei risultati che hai ottenuto durante la giornata. In quanti possono dire che dopo una giornata di lavoro sono felici di sentirsi stanchi?!”

Parliamo dell’Elisabetta ragazza, al di fuori del lavoro: cosa fai nel tempo libero, c’è tempo per coltivare una vita sociale?

“La mia vita sociale al di fuori dello studio della danza e dunque dal rapporto prima con le mie coinquiline ed ora con le mie colleghe di lavoro è pressoché inesistente. Quando decidi di intraprendere un certo tipo di percorso devi essere cosciente che ciò richiederà dei sacrifici e delle rinunce e per me una di queste è stata la vita al di fuori della mia passione. Ci tengo però sempre a precisare che il termine "rinuncia" per me forse non ha lo stesso significato che può avere per altre persone. Ho avuto e ho tutt'ora la fortuna di fare ciò che più amo al mondo e di vivere di questo e gli amici con la “A” maiuscola non li ho mai persi. Sono ancora tutti a casa, tra Lonigo e Alonte ,ad aspettarmi quando ho la fortuna di tornare e ad aiutarmi nei momenti di bisogno attraverso anche un semplice messaggio o telefonata. Poter fare della tua passione il tuo lavoro non credo conosca rinunce!”

Torniamo alle origini: cosa ti spinse ad iniziare?

“Ho iniziato per puro caso, grazie alla mia prima insegnante di danza che abitava nel mio stesso condominio. Mi ricordo come fosse ieri il giorno del mio settimo o ottavo compleanno quando svegliandomi trovai un pacchetto regalo ai piedi del letto contenente delle scarpette da ballo. Una gioia immensa, indescrivibile. Ciò che mi spinge a continuare è forse l'impossibilità di vivere senza la danza. La convinzione di ciò si è rafforzata durante l'anno in cui mi sono dovuta fermare a causa di un intervento al ginocchio. L'incapacità di partecipare alle lezioni era motivo di dispiacere,un dolore troppo forte da poter sopportare!”

Se invece dovessi dare un consiglio alle ballerine in erba, cosa diresti loro?

“A tutte le ragazze e i ragazzi che fanno o che hanno intenzione di iniziare danza posso dare alcuni semplici consigli. Prendete il meglio da ogni giorno che passerete in sala ed utilizzatelo anche nella vita,lasciate uscire tutte le vostre sensazioni,usate quest'arte per sfogarvi, cercate sempre di essere voi stessi e di amare il vostro corpo utilizzandolo per trasmettere ciò che provate. Non limitatevi all'esecuzione ma lasciate la vostra firma in ogni semplice movimento, date sempre un senso a quello che fate, allora sì che apprezzerete appieno il vero significato della danza”.

Volgendo l’occhio al futuro invece, quali sono le tue prospettive, i tuoi sogni nel cassetto?

“Nel futuro mi auguro ci sia tanta serenità. Spero di poter continuare a lavorare nel mondo della danza pur senza fare la ballerina,carriera che come tutti gli sport ha vita breve. Spero di migliorarmi ogni giorno di più e riuscire ad ottenere sempre ciò che mi prefiggo non solo nell'ambito lavorativo, questi sono i miei sogni, spero di realizzarli“.

<>Riccardo Perandini, www.pianeta-calcio.it>

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