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12/6/12
INCONTRI RAVVICINATI: FLAVIA PENNETTA

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><>UNA PENNETTA...ALL'ARRABBIATA>>
E' una tra le più forti atlete che il nostro tennis ha sfornato negli ultimi anni. Flavia Pennetta, pugliese di Brindisi, dove è nata il 25 febbraio 1982, è stata la prima sportiva ad essere entrata nelle Top Ten della classifica mondiale WTA, il 17 di agosto 2009, dopo aver inanellato una collana di 15 vittorie consecutive (record per una tennista del nostro Paese).

Intensissima la sua carriera, ricca di match mozzafiato e di sfide contro avversari di primo piano nel mondo, dotata di una tenacia indicibile e di una resistenza impressionanti. Flavia applica il rovescio a due mani, aziona il dritto con la destra ed ama le superfici ruvide e veloci, mentre il suo colpo preferito è il rovescio.

La sua Musa ispiratrice è la tennista Monica Seles, e dal 24 gennaio 2007 sarebbe meglio, incrociandola per caso, scattare sull'attenti e chiamarla “Cavaliere!”, vista l'onorificenza attribuitagli dal nostro Capo dello Stato. Che nell'atleta pugliese ha riconosciuto quelle doti che devono fare parte del bagaglio del vero sportivo della racchetta.

Hai mai giocato a calcio, e in che ruolo?

"Quand'ero piccola ero un maschiaccio e giocavo a calcio sotto il cortile di casa con molti bambini, ma solo per divertimento. Non ho mai giocato in una squadra."

Hai una squadra (di calcio) del cuore e un giocatore preferito?

"Mi piace la Roma e il suo capitano Francesco Totti".

La felicità: cos'è per te?

"E' trovarsi ad un certo punto in un posto e dire sono soddisfatta di me
stessa".

La giustizia esiste o è soltanto un'utopia?

"La giustizia in molti casi è ancora un'utopia, ma è un valore per cui si dovrebbe sempre combattere".

La libertà (nella vita), come la si può raggiungere?

"Facendo sempre quello che senti, senza avere rimpianti e soprattutto
inseguendo i propri sogni".

Di che cosa non riesci a fare a meno nella vita di tutti i giorni?

"A giocare a tennis".

Il dolore degli altri, sia fisico che psicologico, cosa ti trasmette?

"Mi fa sentire dolore a mia volta".

Cosa ti dà più fastidio dell'umanità, e cosa invece riesce ancora a
farti commuovere in questo mondo sempre più carente di valori?

"L'indifferenza è il sentimento che non sopporto. Mi commuove il coraggio di tanta gente che sta perdendo il lavoro e che per mantenere la famiglia si arrangia a fare quello che può. Mi commuove in generale il coraggio."

Esiste l'Aldilà, come vorresti che fosse, chi vorresti riincontrare?

"Sì nel mio immaginario vorrei esistesse un luogo dove possiamo essere veramente noi stessi, senza più condizionamenti e vorrei incontrare di nuovo miei nonni, mia zia, Federico (Luzzi)".

Per un atleta basta davvero il solo motto decoubertiniano dell'"importante è partecipare"?

"Nel tennis si dice "he has survived", per dire che hai vinto. Questo per trasmettere il grande agonismo insito nello sport."

Il sogno di atleta e quello della vita?

"Sì è lo stesso, lo sport è la nostra vita".

<>Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it>

<>www.flaviapennetta.it> e il blog <>http://www.flaviapennettablog.com/>

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