Home Archivio Storico Archivio Interviste VIP Archivio: INTERVISTE VIP

Archivio: INTERVISTE VIP

24/8/13
INCONTRI RAVVICINATI: FILIPPO SGRO'

<

><>SCHIACCIATE ALLA SGRO'>>
Quando incontri una persona, un personaggio (anche se lui non vuole esserlo) nella tua città per caso, l'incontro assume i crismi della magìa. Ci accorgiamo di Filippo Sgrò, pallavo
    a dell'Isola della Scala, altezza 196 cm, nato a San Severino Marche (Macerata) il 30 settembre 1987, dal fisico tutt'altro che minuto, mentre sorseggia un caffè e sta leggendo la "Gazzetta Sportiva". Filippo è il potente alzatore, che è uscito dai giovani della Lube Banca Marche di Macerata, serie A1, e ha fatto parte contemporaneamente della Nazionale Juniores, collezionando qualche presenza in A1 con il team marchigiano. Il coach della veronese Marmi Lanza, Gabriele Cottarelli, lo vuole in riva all'Adige – sempre in A2 (trionfo in Coppa Italia ed A2 sfiorata al "Palaolimpia" nella finale play off giocata a Verona) -, sempre A2 la stagione successiva – alla Samgas di Crema di Cremona (e sempre con la maglia n.2, stagione 2008-9), quindi, la B1 a Porto Potenza Picena, nel Maceratese, due anni quindi a Brescia ed ora la B1 ad Isola della Scala di Verona.

    Filippo, quand'è che ti è venuta la pelle d'oca?

    "Il ricordo più bello è stato al "PalaOlimpia" di Verona, nel 2007 e davanti a 5000 spettatori, nella finale contro il Forlì".

    Sei un figlio delle Marche, capitale del volley made in Italy...

    "Sì, noi di Macerata condividiamo questo primato e questa tradizione con Falconara. Ci consoliamo del fatto che non abbiamo tutt'attorno grandi club calcistici, perché l'Ascoli, l'Ancona e la Maceratese non sono realtà paragonabili al Milan, all'Inter, alla Juve, alla Roma, alla Lazio, all'Hellas, al Chievo. Per cui, molti ragazzi della nostra terra si dedicano alla pallavolo o al basket".

    Quali sono le paure quotidiane di Filippo Sgrò?

    "Sono quelle di non ripagare la fiducia delle persone cui sono più legato – la famiglia in primis -, tradire quella dell'allenatore e della società che hanno deciso di investire su noi giocatori: non tanto la fiducia del pubblico, ma quella di tutte quelle persone che lavorano per te, per noi giocatori".

    Non ti sei mai commosso di gioia o a causa di un grave dolore?

    "Ho avuto la fortuna, fino ad ora, di non commuovermi mai di dolore. Commosso di gioia, sì, dai, davanti a qualche film, sono una persona sensibile e spesso mi è capitato di fare qualche lacrimuccia per gioia. E' bello commuoversi".

    Le tue origini?

    "Mio padre è laureato in Scienze Agrarie a Bologna e lavora in Regione, mia madre in Matematica ed insegna alle Scuole Elementari: non sono ricco, ma nemmeno povero. Mi ritengo un borghese, ho una sorella più piccola di nome Francesca".

    Credi in Dio?
    "Sì, credo, sì".

    Esiste un'Aldilà e come te lo immagini?

    "Certo e me li immagino ripartito in inferno, Purgatorio e Paradiso, esattamente come l'aveva descritto nella Divina Commedia il "sommo vate" Dante Alighieri. Tanta luce e quell'atmosfera, quella sensazione di libertà che nella vita molto spesso non riusciamo a trovare".

    Titolo di studio?

    "Ultimo anno di Specia
      a a Verona di Economia e Commercio, maturità?, Scientifica".

      Quand'è che saremo veramente liberi ed esiste la giustizia sulla terra?

      "Sulla terra la giustizia non credo possa esistere perché bisogna sempre trovare un compromesso, visto che non esiste la parità di condizioni economiche e di status sociale. La libertà? Quando uno smette di aver paura del giudizio del prossimo, degli altri, e ti presenti, agisci nella vita per quello che veramente sei, allora, ti puoi considerare un uomo libero".

      Cos'è che ti dà più fastidio nella vita di tutti i giorni?

      "L'incoerenza e la falsità delle persone: un uomo non dovrebbe sforzarsi per rivelarsi tale. Io credo nella bontà dell'essere umano, per cui va contro natura quando si comporta in maniera falsa ed incoerente".

      Sei scaramantico?
      "No".

      Tifi per qualche squadra di calcio, hai un giocatore preferito?

      "Tifo per l'Inter e il mio giocatore preferito non è, come hai suggerito tu "Il Capitano" Zanetti, ma, l'ex nerazzurro Djorkaeff".

      Se non avessi praticato il volley, quale altra disciplina sportiva ti sarebbe piaciuto abbracciare?

      "Il calcio: ma avrei potuto giocare solo in porta perché col 48 di piedi che mi ritrovo sarebbe stato difficile fare gol!"

      Il tuo idolo del volley?

      "Ivan Miljkovic, l'ex serbo trapiantato nella Lube Macerata dove ha giocato una decina d'anni, un atleta dotato di una fortissima personalità, di un grande carisma, anche quando perdeva".

      Qual è il tuo sogno?

      "Sognavo di diventare un forte professionista del volley, ma colpa anche della crisi economica che ha colpito anche il volley, ho pensato e deciso di investire sulla cultura, cercando di concliare, tuttavia, i due aspetti, e di mettere a frutto nel mondo del lavoro il bagaglio di esperienza accumulato in anni di atleta".

      Di cosa non puoi veramente fare a meno?
      "Pasta, donne e il mare".

      Le persone che soffrono: privilegiate o dannate?

      "Io credo che le persone che hanno patito molto, goiranno altrettanto davanti anche a una piccola gioia. Non conta la quantità del sentimento, ma, la sua intensità. Chi ha sofferto, il sensibile apprezza, secondo me, maggiormente la vita e le piccole cose che fanno grande l'esistenza stessa".

      Sei sereno?
      "Sì, sì".

      La felicità, per te, in che cosa consiste?

      "Nell'equilibrio, negli affetti privati, personali e nei rapporti lavorativi. Felicità è prendere un bel voto all'esame, conoscere una bella ragazza, incontrare per caso una persona colta come te, nel raggiungimento di cose semplici, che però ti regalano grandi soddisfazioni. Idem nello sport, non nei lauti guadagni".

      La vita è fatta di incontri?

      "Sì, e che ti possono cambiare la vita. Adesso, per dirti, sto partendo per il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. Sono di CL e negli incontri io ci credo molto".

      Sei omofobo?

      "No, no: ho amici omosessuali, con cui vado d'accordo".

      Esistono anche nello sport?

      "Sì, anche nel volley; ma, d'altronde – dicono – "de gustibus non disputandum...""

      Sei razzista?

      "No, assolutamente no: qui a Verona, per esempio, ho giocato con uno dei più grandi atleti di Verona, Ramon Gato. Non sono razzista: anzi, apprezzo molto la cultura cubana, brasiliana".

      Il tuo peggior difetto, il tuo miglio pregio?

      "Ho un pregio, che si trasforma anche in difetto: la sincerità, la schiettezza".

      L'onestà ripaga qui in terra o soltanto nell'Aldilà?

      "Sì, ripaga, ma una l'onestà deve saperla dosare: così come il bastone e la carota. Ho conosciuto le persone umili, che sono i più bei esempi di onestà".

      Cosa c'è di marchigiano in te?

      "Pur essendo venuto via dalla mia regione molto presto (a 16 anni) porto con onore e, nei limiti del possibile, la mia cadenza, la mia inflessione, mentre nel cuore cullo le mie radici".

      Ti nominiamo cittì di un'ipoteica Nazionale di calcio: dove posizioneresti saia nella volley che nel calcio Giovanni Paolo Ii, Benedetto XVI e Papa Francesco?

      "Come essere molto pensante, metterei al palleggio Papa Ratzinger, alla Pirlo, Giovanni Paolo II in attacco e come schiacciatore (alla De Rossi: ottimo in fase difensiva ed offensiva), mentre Papa Francesco lo schierei universale perché Bergoglio è una via di mezzo tra Ratzinger e Karol Woitjla. Papa Francesco sulle fasce, perché serve, crossa, a noi giovani scodella ottimi assist, preziosi suggerimenti, pennella precisi traversoni".

      Ti piace Papa Francesco?

      "Sì, perché è umile, nella sua Argentina aveva ricoperto incarichi importanti; e, poi, è un gesuita. Noi maceratesi, immagino che tu lo sappia bene, siamo affezionati al gesuita padre Matteo Ricci, religioso della seconda metà del 500 e che ha avuto dall'Imperatore cinese l'onore di essere sepolto in quella Nazione là, che lui ha amato durante la sua vita e gli ultimi suoi anni di professione di fede cristiana".

      Il tuo motto?
      "Volere è potere: uno appare come desidera nella vita".

      <>Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it, 25 agosto 2013>

Visualizzazioni:2611