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15/10/13
INCONTRI RAVVICINATI: SEN. MAURIZIO SACCONI

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Più che il calcio, il più volte Ministro, oggi del Pdl, il sen. Maurizio Sacconi (nato a Conegliano Veneto, Treviso, il 13 luglio 1950), ama il tennis e lo sci. Laureato in Giurisprudenza, entra in Parlamento eletto come Deputato nelle file del Psi, a soli 29 anni. Nel 2001 aderisce a Forza Italia e diventa senatore; nel 20o9 fa parte del Popolo della Libertà. Ben 4 Legislature lo confermano presente, attivo nel Parlamento. Ricopre l'incarico di Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali (dopo esserne stato Sottosegretario di Stato), ma anche quello di Ministro della Salute. Nel suo prestigioso "curriculum vitae" anche l'incarico di Sottosegretario di Stato del Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica.

L'efferato assassinio – avvenuto la sera del 19 marzo 2002 a Bologna, sotto la sua abitazione, mentre il docente rientrava con la sua bicicletta dalla stazione felsinea verso la propria abitazione da Modena, dove aveva insegnato Diritto del Lavoro – del giuslavorista Marco Biagi da parte delle Brigate Rosse segna, turba il senatore veneto, al punto che resta ancora oggi il dolore, il fatto di sangue che più l'ha colpito fino ad ora nella sua vita. E, la sua angoscia per il fatto criminoso traspare anche in una risposta data nel corso dell'intervista che abbiamo raccolto.

Senatore, ha mai giocato a calcio, e, se sì, in che ruolo?

"Come tutti o quasi tutti i ragazzi italiani ho preso a calci un pallone senza mai prendermi né essere preso sul serio."

Ha mai praticato altre discipline agonistiche?

"Ho praticato, con una passione smodata, il tennis agonistico fino a 18 anni, diventando poi "palleggiatore" iscritto all'albo della Federazione Tennis (il primo gradino di istruttore dell'epoca) ed insegnando per due anni presso il TC di Montebelluna. Oggi continuo a praticare lo sci con un dignitoso impegno. Preferendo lo sci alpinismo."

Che ruolo ha interpretato nella vita, soprattutto politica: attaccante, difensore o centrocampista?

"La vita pubblica induce ad occupare tutti i ruoli nelle diverse circostanze, anche se quello preferito è il ruolo di attaccante nel nome dei principi in cui credi. Nei momenti migliori vai là dove ti porta il cuore."

Ha una squadra del cuore, un giocatore preferito, segue la Nazionale?

"Sono interista per tradizione. Ma distratto. Seguo, come ogni italiano, la Nazionale."

Quand'è che Le è venuta la pelle d'oca per la prima volta nella vita?

"Ricordo l'emozione di un titolo giovanile nel tennis. Poi sono venuti molti altri momenti emozionanti e per ragioni forse più significative."

Quali sono le paure quotidiane, i timori del sen. Maurizio Sacconi?

"Vivo i timori e le paure di ogni figlio e padre di famiglia per la salute delle persone che amo. Nel mio impegno politico ho conosciuto la paura in più circostanze in relazione alla lunga anomalia italiana del terrorismo ideologizzato."

Quand'è che ha pianto di rabbia, di gioia e di vero dolore?

"Non credo di avere mai pianto di gioia ma certamente ho pianto di rabbia e di dolore quando ho perso un carissimo amico, assassinato sulla porta di casa, a due passi dall'abbraccio con i suoi familiari."

Di che cosa non può fare assolutamente a meno?
"Dell'amore e degli affetti."

Cos'è che Le dà più fastidio nella vita di tutti i giorni e cosa invece riesce ancora a commuoverla?

"Detesto la disonestà intellettuale che è come l'inquinamento agricolo. Te ne accorgi tardi, quando va in falda e colpisce le generazioni successive. Mi commuovono invece coloro che in silenzio, quotidianamente, assistono terribili fragilità umane, sostenendole con il calore affettivo."

E' scaramantico?
"No".

Crede in Dio, e perché bisogna credere?

"Penso sia necessario assecondare la naturale proiezione verso l'oltre che è in ciascuno di noi."

Se crede, come se l'immagina l'Aldilà, meglio, come vorrebbe che fosse?
"Regolato secondo giustizia e misericordia."

Il suo motto, il proverbio cui si identifica?

""L'unione fa la forza". Perché credo nella guerra alla solitudine attraverso le forme comunitarie."

Il suo peggior difetto, il suo miglior pregio?
"Sono testardo. Sono testardo."

Lei è stato Ministro: lo diventasse nuovamente, ma stavolta dello Sport e dello Spettacolo, per quale progetto si batterebbe subito?

"Per la diffusione dell'attività motoria in ogni età e condizione di vita."

Qual è il suo più grande sogno nel cassetto?

"Realizzare il sogno di Marco Biagi: uno Statuto dei Lavori, semplice ed utile ad includere tutti nel mercato del lavoro in ragione delle proprie capacità e vocazioni."

Grazie ancora senatore e Ministro Maurizio Sacconi

<>Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it>

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