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19/7/14
INCONTRI RAVVICINATI: VITTORIO SGARBI

SGARBI QUOTIDIANI

Ad Urbino, l'Assessore alla Rivoluzione e alla Cultura della "città dei Montefeltro", è ricoperto dal professor Vittorio Sgarbi. Ci siamo recati fino alla città dei duchi di Montefeltro per poter intervistare e conoscere da vicino il noto critico d'arte, saggista, ma anche politico. Di lui si sa tutto o quasi: nato a Ferrara l'8 maggio 1952, consegue la laurea in Filosofia a Bologna e si specializza in Storia dell'Arte, la sua grande passione, la materia che non tralascerà mai un attimo. Diventa Ispettore della Sovrintendenza ai Beni Storici ed artistici, e i primi sei mesi della sua professione li trascorre a Perugia (come ci ha confessato la dottoressa Luana Cenciaioli (da noi in questo libro intervistata), funzionario archeologo presso la Sovrintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, Direttrice della Necropoli etrusca di Palazzone e Curatrice del Settore Perugia e romano del Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria).

Sgarbi la sua prima e grande visibilità l'ha ricevuta come ospite del "Maurizio Costanzo show", su Canale 5, mentre come politico ha preso parte a diversi schieramenti e movimenti, anche tra loro molto distanti, diventando anche deputato. E' stato più volte Assessore ai Beni Artistici e Culturali in città come Milano, San Severino Marche (Mc) e Salemi di Trapani. Ha curato numerose mostre, scritto cataloghi, girato video cassette sull'arte, ricevendo moltissimi riconoscimenti. 

Professor Sgarbi, quand'è che dobbiamo definire un'opera d'arte bella?
"L'estetica ha dei codici che sono definiti, al di là della mia posizione. Ognuno di noi ha i propri canoni per definire la bellezza. L'estetica, insomma, è come la Chiesa: ogni prete fa la sua funzione, ma, il rito è quello. Però, non è che uno possa fare una domanda così, senza fondamento, del tipo cos'è la bellezza? Cos'è la bellezza è una domanda troppo scema. Detto questo, quando Dio crea il mondo, crea il mare, il cielo, le colline, gli uomini, ci sono gli uomini belli e gli uomini brutti, però, il creato è l'opera d'arte di Dio. Ecco, l'uomo è come Dio, che invece di creare la natura crea delle opere d'arte, le quali integrano la natura, sono creazioni che nascono dallo spirito dell'uomo, per cui, il giudizio di bellezza vale soltanto rispetto a certi canoni, rispetto a certi pregiudizi, ma la creatività è l'espressione dell'uomo che ha memoria, storia, visione. Quindi, a uno può apparire brutta un'opera di Picasso oppure può apparire brutta rispetto a un'opera di Giotto: in realtà, l'estetica è legata al tempo, per cui l'estetica di un'epoca ha certe regole rispetto a quella di un'altra. E, tutto questo è abbastanza facile da capire. Come se uno passa metà di un secolo e vede le città ogni cinque anni, scopre automobili diverse. Le automobili corrispondono al gusto degli anni 50-55-60-65-70-75. Una volta c'era, per esempio, il deflettore con cui si aprivano i vetri per consentire l'aria, adesso, c'è l'aria condizionata senza più il deflettore, per cui uno capisce che si è nel 2014 dal tipo di automobile. Ora, l'arte qualche volta risponde ai tempi e alle capacità creative dell'uomo, che corrispondono a quelle di Dio. Ognuno di noi è come Dio che crea; poi, ci sono li incapaci, di fronte ai quali è più facile dire cos'è brutto piuttosto che dire cosa è bello. E il più bello è l'armonia delle cose, quello che funziona con le cose".

Ed esiste l'orribilmente bello, vedi la Crocifissione, in Alsazia, a Conrad, di Matthias Grunewald...
"Quello è un'altra cosa ancora, ci sono alcune cose che noi giudichiamo belle anche se il contenuto è bruttissimo. Quindi, il fatto che ci sia un uomo torturato, un uomo vilipeso, un Cristo morto, un Cristo appeso, l'immagine è raccapricciante, però, l'esecuzione la rende sublime. Quindi, la bellezza e la bruttezza non è dire che lei – questa ragazza qui in piedi, vicino a me - è bella o lui – quest'altro ragazzo - è brutto, che uno è deforme. Botero, per esempio, vede la bellezza con dei culi larghi, e, da questo questo punto di vista, lei è più bella di lei, invece, c'è qualcuno più rigido che dice no, ci sono dei codici, per cui la bellezza corrisponde alle regole auree. Tutto questo è troppo difficile da poter definire in modo oggettivo. E' chiaro che anche in un'apparente deformazione c'è la bellezza della forma, e la forma troppo perfetta può essere meno bella di una forma imperfetta. Ci sono delle cose meravigliose che sono quasi senza forma, per cui non c'è una regola, insomma, e soprattutto non si può chiedere quello che non entra perché è troppo poco perché entri nella sfera della creatività. Molte persone credono di fare delle cose creative, ma invece fanno solo delle cose meccaniche, e, quindi, pensano di essere incompresi. In realtà, sono incompresi non perché non sono capiti, ma perché non c'è niente da capire. C'è l'incompreso che fa una cosa che è troppo al di sotto della soglia della creazione, insomma. Però, io non ho un codice di bellezza, sarebbe sbagliato averlo, ma occorre capire quando appare cos'è la bellezza. La bellezza è relativa, perché lui è bello e brutto, è un nero come è rispetto a un bianco, e, qual è la percezione per i neri? C'è una bellezza nera che corrisponde di più a quello che loro vedono: per i bianchi è la bellezza bianca, quindi, non si può dire quello è bello, sarebbe una forma discriminatoria, ecco, razzistica. Una limitazione del bene sarebbe una forma di razzismo".

E, si può dire che la bellezza viene colta in un primo momento, all'istante, con gli occhi, ma viene gustata col cuore?
"Insomma, la bellezza è la comprensione del mondo, e la bruttezza è l'ignoranza. L'ignoranza ha una sua bruttezza perché è stolida, è incapace di capire. Poi, il concetto è troppo complicato perché ci può essere una bellezza ordinata e una bellezza disordinata, è troppo complicato. La bellezza è difficile da contenere: quante sono le specie di farfalle, quante sono le specie di pesci? La creatività di Dio è infinita, e l'uomo pure ha una creatività infinita, perché chi poteva immaginare che lo scultore Giacometti inventasse quelle figure così longilinee che sono delle forme di bellezza rispetto a quelle grasse di Botero o delle forme più piene. L'importante è che in quelle cose che l'uomo crea ci sia una grazia. Che, poi, non vuol dire che sono aggraziate, vuol dire che c'è un qualcosa per cui tu senti che ci sono, che esistono, che sono vere". 

Ci stiamo avvicinando all'epilogo dei Mondiali brasiliani: lei ha mai giocato a calcio o praticato sport?
"No, non ho mai giocato a calcio e, se dovessi giocare, sarei un mancino, perché io sono fatto così. Poi, avendo avuto sempre un temperamento molto autonomo e molto poco spirito di squadra – io non vado bene per un partito perché dovrei esserne il capo -, sì, come dice lei, sarei più per uno sport da singolo che di squadra. Tutti giocavano a calcio, io invece giocavo a scherma". 

Ma, aveva uno sport preferito?
"Il mio sport preferito era la scherma: io ho fatto lezione di scherma, non so se l'ho chiesto io ai miei genitori, però, certamente la scherma è una cosa che farà uno su diecimila che fanno il calcio. Cioè mi piaceva l'idea di fare quello che non fanno gli altri. Il calcio, comunque, mi sembra una cosa un pò idiota perché a me piacciono gli sport che mettono a confronto due persone, per cui sono un grande tifoso della boxe. A me piacciono due che si picchiano perché sono due persone, l'una contro l'altra, che manifestano la loro energia, e vincono o perdono. Già a 11 mi sta sui coglioni la squadra, la parola squadra, gli undici che corrono dietro a una palla per metterla dentro a una porta mi sembra una cosa così idiota, però, può darsi pure che ci sono dei maestri che sono capaci di fare una partita che sembra un disegno. Ovviamente, uno che si appassiona al calcio riconosce una bellezza che io stento a riconoscere. Io sono per la boxe, la scherma, per tutti gli sport a due". 

Sarà anche per il tennis?
"Il tennis, l'ho fatto anche quello un pò: mi interessa di meno perché c'è la palla, ecco, mi sta sui coglioni l'idea che uno si palleggi una palla. Mi piacciono i pugni, l'idea della competizione, il contatto fisico, pugni che ti mettono in un rapporto diretto col tuo avversario, e, questo, per me, è il bello della competizione. La competizione di due squadre presuppone un allenatore, presuppone una macchina che è una costruzione, sicuramente è interessante. E' come la differenza tra un pianista e un'orchestra: l'orchestra ha bisogno di un direttore, funziona molto meglio, e il direttore non è solo uno strumento, ma coordina gli altri. Quindi, da questo punto di vista, io per il calcio non ho mai provato alcun piacere, però, posso riconoscere che ci sia certamente qualcosa di creativo, che ci sia bellezza in alcuni gol formidabili. Quindi, la bellezza fisica, pur non essendo omosessuale mio malgrado, e non c'è niente di male, io la individuavo in Omar Sivori, te lo ricordi, o no?: vedevo in lui quei calzettoni abbassati, alla cacaiola, era meraviglioso a vedersi. Mi piaceva quel modo suo così, come dire, anarchico di giocare. Poi, basta: dopo di lui, non mi ha mai colpito nè Maradona, nè Platini. Ho visto l'ultimo grande creatore in Sivori; ma, forse, perché ero un bambino, dopo di che di più non saprei dire". 

Aveva una "fede" calcistica: lei è nato a Ferrara, immaginiamo, dunque, che nutra una simpatia per la Spal, o no?
"Da bambino tifavo Juventus perché vinceva e Spal perché ero di Ferrara. Adesso non me ne frega niente di nessuna delle due, ma so che la Juventus va bene, non vedo le partite, anche se domani sera faccio i commenti a Rai 13, ho saltato un giorno perché avevo pronosticato che il Colombia avrebbe vinto per 2-0 contro il Brasile. Invece, ha perso, mi sono incazzato e non sono andato a commentare. Invece, vado domani sera (8 luglio)". 

C'è un giocatore "artistico" che le è piaciuto?
"Non ne conosco più, però chi può essere bravo?". 

Il brasiliano Neymar?
"Non lo conosco". 

Rodriguez, l'asso della Colombia?
"Rodriguez non mi è dispiaciuto. Quello che ha morso mi piace, Suarez: uno che morde l'avversario, e che avrà detto al suo avversario "Ahhhhh, brutto stronzo, pezzo di merda, vaffanculo!", mi piace quello lì, meraviglioso, il morsicatore!"

Urbino, Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it, 7 luglio 2014 

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