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14/10/14
INCONTRI RAVVICINATI: VINCE TEMPERA

VINCE...CHI HA LA TEMPERA...

Musicista, pianista, tastierista, direttore d'orchestra, Vince (abbreviativo di Vincenzo) Tempera nasce a Milano il 18 settembre 1946. Ha composto musiche anche per Loredana Bertè (ha arrangiato "Sei bellissima"), Mario Lavezzi, i Giganti, e dal 1970 collabora con Francesco Guccini, accompagnandolo ai concerti col pianoforte – il suo strumento musicale preferito – o alle tastiere. E' autore anche di numerose delle più note sigle di cartoni animati degli anni Settanta-Ottanta, quali Goldrake, Remì, Anna dai capelli rossi, Ape Maia, mentre nel 2007 ha lavorato in "Un uomo fioriva. Il viaggio verso Roma di Pier Paolo Pasolini", una rappresentazione di parole, danza, musica e immagini che raccontano il poeta nel suo periodo giovanile.

Nel 2009 diventa direttore d'orchestra de "La corrida", ha partecipato ad oltre 40 Festival di San Remo, davvero un record di presenze le sue. Ha collaborato con Nino Rosso, è stato più volte direttore della London Simphony Orchestra, di quella della bielorussa Minsk, della Bulgaria e di Stoccarda. Intensa anche la sua attività di talent scout: tra le sue scoperte, Fabio Concato, Gianluca Grignani, Zucchero, Biagio Antoniacci, Fiorello, Negramaro. Col paroliere Luigi Albertelli è stato incaricato dal Ministero dell'Interno a comporre l'inno di Santa Barbara, inno ufficiale del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, di cui è attualmente direttore artistico. Da qualche tempo a questa parte, lavora quasi in esclusiva per la Rai, componendo le musiche di diverse fiction di successo, come "Raccontami", "Nebbie e delitti", "L'amore non basta", "Tutti i rumori del mondo", "Raccontami una storia".
 
Cos'è, maestro, per lei la bellezza?
"Io, per bellezza, intendo un'armonia, l'armonia delle cose. Armonia significa che una cosa è armonica anche quando è disarmonica, perché nella sua disarmonia ha un'armonia".
 
Nella musica, in cosa può esprimersi la bellezza?
"Un'armonia bella? Prenda Mozart: è talmente perfetto, inappuntabile, che è una cosa bella, una cosa armonica. Come inappuntabile può essere Luigi Nono con una sua opera futurista radiofonica. Sono armonici negli estremi delle cose".
 
Che cos'è che le fa accapponare la pelle dall'emozione?
"Mah, non lo so: forse, non mi commuovo molto, mi commovevo di più una volta. Adesso, passato il tempo purtroppo e la vita, mi commuovo quando ripenso al passato".
 
E che cosa pensa del passato?
"Mi basta rivedere, quando vado su internet, un filmato di un cantante inglese degli anni 60 che mi piaceva tantissimo, e scopro delle emozioni che oggi magari non avverto più".
 
Qual è la musica che ha composto che più la rispecchia?
"Dipende dai momenti: può andare da un'aria di Mozart a un brano di jazz di Louis Armstrong o a un brano rock dei Rolling Stones. Nel loro suonare grezzo c'è un perché, c'è un'armonia".
 
L'ultima volta che ha pianto di rabbia o di rimpianto?
"Pianto, no, rabbia, sì, ma mai sul momento. Ma, il disappunto, l'amarezza che provo in questi ultimi anni nell'incompetenza generale che c'è nel fare le cose qui, in Italia, soprattutto. Faccio un esempio: come è stata trattata la poesia in Robin Williams – che è morto un paio di mesi fa -; ecco, le confesso che io ho leggermente pianto quando è morto Robin Williams. Per lui avevo scritto la prima canzone "Mork & Mindy", e che si chiamava "Mano a mano", un tema che poi ha venduto centinaia di migliaia di dischi ed ebbi occasione di conoscere a Roma, in Rai2, ed era un personaggio normalissimo, alla portata di tutti; era gentilissimo, e lì capisci quando interpretò "L'attimo fuggente" ("Dead Poets Society", 1989) portò la poesia ai ragazzi, tanto che in una dimostrazione di pochi giorni tutti i ragazzi delle scuole sono saliti sui banchi come ha fatto lui nel film. Non hanno preso, questi studenti, il film sulla vita di Leopardi, ad esempio: è questa la differenza, cioé noi non sappiamo più raccontare, ma sappiamo dire "io ho fatto", "io sono", è tutto un "io" oggi in Italia"".
 
Le ha lasciato davvero un segno il grande Robin Williams...
"Certo, l'ho conosciuto solo solo quando lui cominciò, agli albori della sua carriera di attore, e devo dire che era talmente genuino nel suo modo di agire, che il film che lui girò sulla poesia ("L'attimo fuggente"), dove lui insegnante professore di poesia, quella mi ha commosso. E, allora, ho voluto rivedere quel film che ha fatto su Leopardi: io credo che ci sia un errore, anche se a volte i film servono anche per sognare, per spingere qualcun altro a cominciare, e io, dopo aver visto il film su Giacomo Leopardi, mi sono chiesto ma perché facciamo sempre delle biografie, dei documentari, mettendoci il colore napoletano, ecc. Non sono cioé capaci di far cantare la poesia? Non è stato capace. Ci sono registi, musicisti, scrittori al servizio del loro "ego", e non invece al servizio del pubblico".
 
Lei ha scritto musica anche per Pier Paolo Pasolini...
"Sì, è un lavoro che mi fu commissionato sugli anni giovanili di Pasolini e questo lavoro teatrale, niente, mi diverte; io mi diverto sempre a pensare, a immaginare, a scrivere per Pasolini".
 
Non le hanno mai proposto, maestro, di comporre musiche su un pontefice o sulla Nazionale di calcio o di altri sport?
"No, no, anche perché su questo tema io ho solo fatto una cosa per i Vigili del Fuoco. Anni fa, il Ministero dell'Interno mi chiamò e la loro banda – sono il Direttore artistico della banda nazionale dei Vigili del Fuoco -. La loro banda suona, esegue l'inno di Santa Barbara; che è una preghiera. Ma, io ho scritto l'inno con il maestro e collega Luigi Albertelli in forma di preghiera e non come inno marciante. L'unico corpo di cuore che viene in cinque minuti sotto casa sua a rischio della propria vita".
 
Qual è lo strumento più dolce, che ti tocca più da vicino il cuore: la tromba o il violino?
"No, no, dipende dalla sensibilità delle persone, perché ci sono delle persone che si emozionano al suono del violoncello, del contrabbasso. I suoni acuti come la tromba e il fiato no, non trasmettono molte emozioni, mentre il sax dà emozioni. In genere danno emozioni i suoni medi, quelli di pancia, quelli alti sono di bravura ma non emozionano. Di fatti, commercialmente, se io faccio un disco con un tenore – vedi Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli – vendo moltissimo, se, invece, compongo un disco con un soprano, non funziona. In genere, danno fastidio le voci alte".
 
A un appassionato di musica sensibile consiglierebbe più il violino o la tromba? Ha lavorato con Federico Fellini?
 
"Fellini non è che usasse molto la tromba perché chiedeva a Nino Rota musiche da banda e da circo: la banda e il circo hanno come strumento predominante la tromba".
 
Lei ha collaborato anche con il noto regista americano Quentin Tarantino. Cosa le disse quella volta?
"Lui non ha detto nulla; ha preso il brano perché quando era fidanzato con Sofia Coppola, figlia di Francis Ford Coppola, voleva farle un regalo. Lui era un patito di cinema, musiche degli anni Sessanta e trovò in un negozio, in una bancherella di un mercatino di New York, il 45 giri del film "Sette note in nero", del 1977, la cui musica l'ho registrata io. E lo regalò a Tarantino, il quale prese il pezzo e lo usò come tema principale "Kill Bill". E venne a Roma a presentare il film e invitò io ed altri due attori alla prima nazionale di questo film. Sapere che lui da un 45 giri impolverato, mezzo rotto, trovato sulla bancherella, ha fatto lo spunto per usarlo in uno dei suoi film più famosi, per noi è stato un grande onore".
 
Di che cosa non puà fare a meno nella vita di tutti i giorni?
"Di un buon pranzo (sorriso)".
 
L'avevamo immaginato, maestro, visto che, fuori onda, ci ha ricordato che sua madre era di Imola, quindi, esperta della buona cucina romagnola...
"Mah, non di un piatto di lasagne al ragù di carne alla bolognese – come mi sta suggerendo lei ora -, ma, di un pò di tutto; basta che sia un buon pranzo e che sia soddisfacente. E, che non manchi un buon bicchiere di vino".
 
Scegliamo il Sangiovese o il Lambrusco?
"Mah, può anche essere del lago di Garda, può anche essere di Conegliano Veneto: va bene lo stesso, mi rende felice".
 
Il suo strumento musicale preferito?
"Il pianoforte".
 
Il maestro d'orchestra più grande che ha conosciuto e cui le ha stretto la mano?
"Ho conosciuto e stretto la mano a due grandi maestri, forse, a più di due. Quand'ero ragazzo a Herbert Von Karajan, in una casa di amici milanesi, un altro a Riccardo Muti, dove eravamo assieme e ci hanno consegnato un premio a Conegliano (Premio "Toti Dal Monte"), poi, ebbi l'occasione di incontrare a Milano Gianandrea Gavazzeni, l'altro in un viaggio aereo ed era Carlo Maria Giulini. I più grandi che ci sono stati. Ho conosciuto il maestro che lavorava con i Beatles ed anche quello era un personaggio eccezionale, ma, erano tutti così, semplici".
 
E con Enzo Morricone?
"Ci siamo conosciuti a suo tempo, è un maestro formadibile; ma anche Armando Trovajoli era un pianista, un direttore d'orchestra, un jazzista formidabile. Morricone più un amalgamatore di melodie e di emozioni; che poi tante volte le melodie ce le danno i registi, non è che vengono da noi, eh. E' il regista che ci dice "Ma, vorrei che tu facesti così o cosà!". E, allora, spinti dai registi, a volte nascono delle cose".
 
Qual è il sogno più grande che vuole coronare? Un maestro di musica, per noi, dovrebbe vivere fino a 190 anni...
"Ecco, esatto: è quello il mio sogno più grande".
 
Lei ha scritto colonne sonore di famosissimi cartoons, quali "Goldrake", "L'ape Maia", "Remì", "Anna dai capelli rossi", "Ufo Robot", altre ancora: e ha detto: "I cartoons sono come i miei figli e mi fa piacere che i giovani di allora hanno nostalgia per quelle canzoni allegre, scritte d'istinto, basate sulla filosofia di vita positiva".
 
"Sì, sì, ma è così, è così: bisogna sempre vedere il lato positivo delle cose. Bisogna essere sempre positivi per poter andare avanti; guai fermarsi o vedere il lato negativo delle cose o farci coinvolgere dalla negatività. E' meglio un buon bicchiere di vino, arrivederci e grazie, dico io".
 
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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