Home Archivio Storico Archivio Interviste VIP Archivio: INTERVISTE VIP

Archivio: INTERVISTE VIP

27/11/14
INCONTRI RAVVICINATI: DOTT. FRANCO BOGGERO (GENOVA)

BOGGERO E I TESORI DELLA SUA GENOVA

Ma, sempre sulla bellezza di Genova, abbiamo voluto avvicinare il dottor Franco Boggero, classe 1953, diplomatosi al Liceo Classico e laureatosi – sempre a Genova – in Lettere. Boggero dal 1981 lavora presso la Sovrintendenza genovese, occupandosi dei maggiori "tesori d'arte" della "cittadina della lanterna".

Cosa intende, Lei, per concetto di bellezza? E, dove la possiamo ammirare la bellezza (è una domanda con risposta squisitamente soggettiva; alla pari delle altre, ovviamente) in apogeo (pittura, architettura, scultura) nella Sua Genova?

"E' bello - sarebbe bello - riuscire a rispondere senza inciampi retorici a una domanda tanto pericolosa. Pensando alla "bellezza di Genova", non mi vengono subito in mente immagini relative alle cosiddette Arti Maggiori: le bellezza vera, il fascino vero della città si esprimono in termini piuttosto sommessi e disadorni. La piazza più bella, per intenderci, non è certo piazza De Ferrari, ma la piccola e misconosciuta piazza della Giuggiola, nel quartiere popolare del Carmine".
 
Il trionfo dell'amore - non inteso certo come copula, ma come maternità, carità, misericordia - dove lo possiamo ammirare a Genova?

"Parlare a un genovese dell'amore in termini di "maternità, carità, misericordia" potrebbe provocare ilo lui effetti negativi, addirittura di fastidio. Anche in dialetto, la dichiarazione d'amore non va quasi al di là di un pudico "Te voeggiu ben"".
 
E, il "memento mori", ovvero, il trionfo della morte, la sua crudezza, dove possiamo riscontrarla?

"Consiglio una gita alla grande discarica di Scarpino, sulle colline dietro Genova-Borzoli: un mezzo-imbuto infernale, a gradoni,  dove l'aggressività dei gabbiani è uno spaventoso dato di fatto".
 
Qual è stata la scoperta, il ritrovamento cui Lei ha partecipato in via diretta o indiretta, che Le ha fatto accapponare la pelle?
 
"A Genova centro, l'esplorazione dell'interno - delle viscere - del Ponte Monumentale: nel buio e nel silenzio, mentre sotto si dovrebbe sentire (ma non si sente) il traffico di via XX Settembre".

Qual è la copertina che Lei ci offre per riassumere il "genius loci", il tutto di bello, equilibrato , onnicomprensivo  ed armonioso, di Genova?

"L'interno della bottega di un "farinotto", nei portici di Sottoripa. Il bianco delle piastrelle, gli odori, le voci di dentro e quelle di chi passa fuori".
 
La modernità in Genova: dov'é che si esprime? (Palazzo, Porto, altro).

"Nelle canzoni dei cantautori, che continuano ad esistere e a comporre cose sempre nuove, in piena libertà".
 
I colori prevalenti, quelli che insistono di più a Genova?

"Il grigio della pietra di Promontorio".
 
In che cosa possiamo ammirare il tema della Risurrezione, del Giudizio Universale, dell'Arca di Noé a Genova?

"Indagando, con molta pazienza, l'interno della cattedrale di San Lorenzo".
 
Quand'è che, secondo Lei, un artista si affranca - nella storia - dai temi religiosi, dai dipinti delle Signorie, dei Potenti del luogo, dei Papi o Cardinali, dei facoltosi committenti?

"Si affranca percorrendo quegli stessi temi - che gli sono stati imposti dalle leggi di mercato - con la massima serenità, e con la piena consapevolezza dei propri mezzi".
 
C'è stato un ritrovamento in ipogeo, sotto cioé qualche bavaglio (o crosta), o dentro una tomba all'interno oppure all'esterno di una chiesa o una pieve; oppure un ritrovamento archeologico (Lei è storico dell'arte, architetto, etnoantropologo, archeologo?)  che l'ha particolarmente impressionata: vedi il ritrovamento di un vestito dell'epoca, di una spada, di un gioiello dentro i sarcofaghi o le tombe di Signori o prelati genovesi di qualsiasi epoca?

"Mi ha colpito scoprire, una trentina di anni fa, che la banderuola-segnavento in rame posta sulla cupola di San Siro - la chiesa sulla quale avevo articolato la mia tesi di laurea - non raffigurasse un galletto, ma il mostruoso basilisco, simbolo dell'eresia ariana e attributo di quel santo. (Un fortissimo colpo di vento lo aveva fatto precipitare a terra...)"

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

Visualizzazioni:1278
- Adv -
- Adv -
- Adv -