Home Archivio Storico Archivio Interviste VIP Archivio: INTERVISTE VIP

Archivio: INTERVISTE VIP

31/10/08
INCONTRI RAVVICINATI : CARLO AMEDEO GIOVANARDI...

<

><>"Sono stato un artigiano del centrocampo">>
Buonasera, Ministro...
No, mi chiami senatore, che è il mio vero titolo, se no finiamo in galera tutti.

Speriamo proprio di no, anche perché si starebbe bene al fresco, ma un po' più avanti: adesso fa ancora fresco.

Allora, senatore, lei non ma mai giocato al calcio?

Certo, fino alla categoria Juniores.
E ho fatto anche i campionati regionali.

In che ruolo giocava, Giovanardi?

Terzino e mediano: allora si chiamavano mediani.

Mediano di spinta?
Anche.

A chi poteva assomigliare, senatore?

Oh, non facciamo paragoni, anche perché ho un fratello gemello che
è stato olimpionico nei 400 ostacoli a Monaco.
Quindi, famiglia sportiva, calcio e atletica.
Poi, non mi paragonerei mai difficile paragonarmi ai grandi campioni.
Diciamo che sono stato un “artigiano del centrocampo”.

Lei è di Modena. Per quale squadra tifa?

Be, per i canarini chiaramente, i gialloblù del Modena.
Credo di essere un appassionato del bel gioco e ho prevalentemente la tendenza ad orientarmi verso la squadra – c'è chi lo definisce opportunismo generico - che in campo dimostra di essere la più forte, che esprime i valori di agonismo migliore.

Perché il sen. Carlo Amedeo Giovanardi è come l'olio e il prezzemolo: piace a tutti?

Io non lo so se piaccio a tutti.
So una cosa: che in politica ho sempre, da quando a 18 anni mi sono iscritti alla Democrazia Cristiana fino ad oggi attraverso il Consiglio Comunale, regionale, il Parlamento, ho cercato di essere coerente, chiaro, lineare nella mia attività.
Credendo in alcune cose, proponendole, senza cambiare idea, quindi, avendo rispetto degli amici e degli avversari.

Senta, come mai tanti parlamentari e leader della nostra politica sono emiliano-romagnoli?

Be, l'Emilia è sempre stata una terra di forti passioni politiche, basti pensare alla Romagna repubblicana e mangiapreti per certi aspetti.
Basti pensare a Brescello, a Don Camillo, a Beppone, tutte le vicende del dopoguerra.
Grandi passioni politiche e anche un tono politico molto aspro, molto diretto.
Nel Veneto, per esempio – sono metà veneto, ho parenti a Vicenza – so che la politica è più felpata, c'è meno scontro diretto.
Ognuno ha le sue caratteristiche.
Certo che una battaglia politica così frontale come in Emilia, inevitabilmente poi nel dopoguerra ha creato tanti personaggi politici, ma non da meno nel Veneto.
Perché il Veneto è stata fucina di personaggi politici straordinari.

Vedi Rumor, Bisaglia...
Vedi Rumor, Bisaglia, Gonella, Piccoli: se ne potrebbero citare a decine.
Un modo diverso di proporsi, ma, sicuramente validissimo.
Piccoli era, però, di Trento.
Sì, mai io parlo del Triveneto.

Ma, allora, se parliamo del Triveneto, ricordiamo anche Alcide De Gasperi, uno dei più grandi, o no?

Sì, forse, è il più grande in assoluto, anche se – mi faccio carico delle difficoltà attuali – un conto è ricostruire da zero un Paese che non c'è più, e un conto è per chiunque Governo dell'Italia d'oggi fare i conti con una società assolutamente complessa, con problemi della globalizzazione, con problemi tipo quelli dell'immigrazione che fino a 30 anni fa erano inimmaginabili.
Andare a governare il Paese oggi e riuscire ad avere un alto livello di consenso, è certamente più difficile oggi di quanto lo sia stato storicamente anche negli anni 60-70.

Politicamente parlando, in che ruolo crede di giocare o di aver giocato fino adesso, senatore: attaccante, centrocampista o difensore?

In questa occasione, attaccante, perché noi proprio a Verona in novembre abbiamo fatto il Convegno dei popolari e liberali, quando eravamo ancora nell'UDC, abbiamo invitato Berlusconi.
Lì abbiamo chiesto a Berlusconi di assumere l'iniziativa di far nascere un grande partito popolare – quello che poi lui ha proposto: il Popolo della Libertà – e, quando Berlusconi ha annunciato la sua iniziativa, noi non abbiamo avuto esitazione ad entrare a far parte di questo partito, di presentarci alle elezioni con questo partito e devo dire con soddisfazione – le statistiche sono lì a dimostrarlo – che per esempio il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna sono state conquistate proprio grazie ai voti che con la nostra iniziativa sono passati dall'UDC al Pdl.
O meglio: sono rimasti nel popolo della libertà, sono rimasti nel centro-destra, senza assumere posizioni ambigue.

Se avesse potuto fare il calciatore, a chi le sarebbe piaciuto assomigliare ai campioni di ieri e di oggi?

A una delle grandi mezz'ala del passato, a un misto tra Haller e Rivera.

Di adesso? Baggio, Del Piero?

No, troppo punta. Più un ruolo da regista.
Platini? Si, è stato un grande giocatore. Facciamo Platini.

Suo fratello gemello è un grande chirurgo che opera sui fronti caldi della guerra...

Facciamo chiarezza: è responsabile del Pronto Soccorso a Modena, dove è primario ospedaliero.
E' stato molte volte, essendo presidente della Misericordia, presente in missioni all'estero, in Kosovo, nei Balcani; si dà un gran d'affare in quel settore strategico del nostro Paese, che è il volontariato.

In un sito si vede suo fratello operare in un fronte caldo a favore degli israeliani...

Allora: lui ha organizzato insieme agli israeliani e ad altri Paesi credo anche gli americani, degli stages che riguardavano proprio la medicina chirurgica e preventiva d'urgenza.
Cioè strutture che in Israele sono avanzatissimi, e che attualmente tutti i Paesi stanno affrontando per poter intervenire con urgenza in caso di calamità o di gravi atti terroristici, come quello che è accaduto a New York l'11 settembre 2001, come quelli che accadono a Gerusalemme, come quelli che sono accaduti in Inghilterra e Spagna, per essere pronti – speriamo non ce ne sia mai bisogno – con una medicina e una chirurgia d'urgenza che possa intervenire in casi eccezionali come quelli che ho citato.

Se Giovanardi fosse il cittì di un'ipotetica Nazionale dei pontefici, dove metterebbe Ratzinger, papa Voitila, papa Giovanni 23°?
In attacco, difesa, a centrocampo, in panchina?

La loro grande caratteristica, essendo vicari di Cristo sulla terra, riescono contemporaneamente a giocare in tutti i ruoli.
Questo papa – Ratzinger - ci ha incanto tutti quando io ero presente insieme a tanti altri alle esequie di Giovanni Paolo II° e, già lì, con il suo intervento conquistò la piazza, l'opinione pubblica, con quel suo “Seguimi, seguimi, seguimi” richiamando il Vangelo.
Penso che sia un grande papa e che sarà ricordato in futuro come tale.

Allora: Ratzinger, a centrocampo, come playmaker, come jolly.
Papa Voitila, invece, dove lo mettiamo?

Ma, lo stesso: magari più di sfondamento perché ha lasciato un segno nella religione ma anche nella politica, negli equilibri geo-politici dell'Europa.
Se il comunismo e il Muro di Berlino è crollato, lo si deve anche all'opera di questo grande papa.

E, papa Giovanni 23°?

Giovanni 23°, uomo del suo tempo, un innovatore, come tutti questi ultimi pontefici.
Anche Paolo VI°, così macerato, così dogmatico, ma così pieno di umanità, ed è vissuto in un'epoca storica in cui ha dovuto affrontare le situazioni del post-Concilio, di un mondo che usciva dal neolitico, usciva da 3 mila anni, in un'epoca proiettata verso il futuro e di cui nessuno ancora oggi riesce a valutare le difficoltà e le problematiche.
Lui si è trovato di fronte a questo mondo che cambiava così vorticosamente.

Senatore Giovanardi, lei non si è mai commosso?

Eh, sì, mi è capitato tante volte, quando mi è capitato di perdere persone care. Questo capita.

Quando sente l'inno di Mameli, le viene ancora la pelle d'oca?

A Redipuglia mi è capitato, a rappresentare il Governo, a parlare a nome del Governo, pensando ai 600.000 caduti, e pensando che il luogo dove parlavo – come ho spiegato a Ciampi – due brigate italiane si sono sacrificate per conquistare quella quota con fanti e con bersaglieri, che erano morti lì dove stavamo parlando: giovani di 18-19 anni.
Certo, quando si ricordano cose di questo tipo, c'è da commuoversi.

Lei ha fatto iniziative a favore dello sport...

Io di iniziative a favore dei giovani ne ho fatte parecchie.
Una importante sia stata quella della legge della droga, per combattere la droga, per evitare che i giovani cadano nella droga, e, se dovessero caderci, possano essere recuperati.
Tutti le tematiche delle stragi del sabato sera, e, anche lì, del divertimento, che però non sia tale da perdere la vita.
Credo che queste siano battaglie a favore dei giovani, che hanno il diritto di divertirsi, ma anche di non essere spremuti, sfruttati da interessi commerciali, e perdere la vita, nel momento in cui possono mettere assieme il diritto sacrosanto di divertirsi, ma anche di avere e costruirsi un futuro.

<
><>www.pianeta-calcio.it - 20 aprile 2008>>

Visualizzazioni:2335