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18/3/19
PERBELLINI (S.G.L.) COME ZAMPARINI, IL “MANGIA-DIRIGENTI”

L’impresa compiuta a Caldogno, 2 a 3, nell’incertissima lotta per la permanenza in Eccellenza, da parte del San Giovanni Lupatoto di mister Matteo Fattori, ridà fiato alle trombe bianco-rosse del presidente, l’imprenditore Daniele Perbellini, classe 1961. Lupatotini senza, però, ben tre dirigenti, ricordando che a novembre al posto di chi era partito ad agosto come mister titolare – Marco Pedron – è stato chiamato Matteo Fattori. Contemporaneamente a Pedron, se ne era andato il diggì Vito Bullo, ex dirigente delle giovanili dell’Hellas Verona, poi, la notizia è di qualche giorno fa antecedente all’impresa compiuta dai bianco-rossi in quel di Caldogno contro la Calidonense, ha rassegnato le proprie dimissioni il d.g. Mario Tesini da Quaderni, ex diesse dell’A.C. Sambonifacese di C2, colui che ha lanciato nei “rosso e blu dell’Est” i vari Jorginho, Andrea “Ciccio” Brighenti e Dimas Goncalves.

Infine, ha lasciato il ruolo di diesse biancorosso Gino Crema, colui che assieme a Vito Bullo aveva formato la “rosa” di una squadra promossa in Eccellenza dopo la splendida cavalcata della passata stagione ufficialmente l’8 di agosto. “Io ho il mio modo di vedere e portare avanti il calcio” spiega il massimo dirigente lupatotino, “che è quella di agire in un mondo non professionistico, ma dilettantistico. Bisogna che ognuno si prenda le proprie responsabilità, e, il sottoscritto, a differenza di molti altri miei colleghi, ha sempre detto quello che pensa in faccia ai suoi collaboratori. Nessuno è obbligato a restare in una società continuando a conservare le proprie convinzioni, se desiderano far valere il proprio credo è meglio che rilevino una società ed agiscono secondo le proprie volontà. Con me presidente a San Giovanni Lupatoto questo non va”.

Ed ancora: “Nel caso dell’esonero di mister Marco Pedron, ebbene, il trainer era stato scelto all’ultimo secondo non dal sottoscritto – che non lo conosceva – ma da Vito Bullo, che allora era il nostro diggì. Gran brava persona, per carità, Pedron, ma, opinabile da me come allenatore”. Dimissioni rassegnate anche dall’esperto Mario Tesini: “Non andavamo d’accordo su certe scelte di giovani da inserire in Prima squadra. Speravo portasse a San Giovanni Lupatoto qualche promessa, di categoria superiore, che potesse fare la differenza. Visto che Tesini ha lasciato, ho deciso io stesso di portare avanti la baracca da solo, fino alla fine, e portando avanti la mia filosofia, il mio modo di interpretare e di vedere il calcio, non professionistico o semi, bensì dilettantistico, sotto la mia responsabilità. Nei confronti di tutti e 4 i miei ex collaboratori mantengo la testa alta, visto che nessuno di loro avanza un centesimo dei rimborsi-spese inizialmente concordati”.

E, veniamo ora al calcio giocato: “Sono convinto al 100%, da buon juventino, che il San Giovanni Lupatoto riuscirà a salvarsi. Più di me ora come ora ci credono i ragazzi e il mister”. Cosa prevede ora il calendario per voi nelle ultime 5 tappe? “Dovremo affrontare tre squadre padovane: subito la Piovese in casa, poi, il Valgatara in Valpolicella, il Borgoricco al “Battistoni”, il Football Valbrenta nell’alto-vicentino, e chiuderemo con il Pozzonovo, che verrà a farci visita”.

A quanto la salvezza in questo duro girone A di eccellenza?
“Da juventino, mi viene facile dire che nelle ultime 5 gare totalizzeremo 15 punti. Restando con i piedi ben saldi a terra, dico che dobbiamo arrivare ai 30-31 punti (23 quelli fino ad ora raccolti): perlomeno, contiamo di essere fuori dalla corsa play out, o di giocarci, al peggio (bisogna fare i conti con le altre concorrenti alla salvezza!), la permanenza, in questa appendice drammatica di stagione”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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