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1/4/19
CAPITAN DEINITE SPIEGA IL TRIONFO DEL CASTELBALDOMASI

Giocatore dai piedi buoni e dall’ottima visione di gioco, oltre che animato dal carisma di vero leader: tant’è che la fascetta di capitano del CastelbaldoMasi è subito passata dal braccio di Alex Montagnoni, più giovane di lui, al suo bicipite. Classe 1983, monselicense, cresciuto nelle giovanili del Padova e in quelle del Milan (3 stagioni, una negli Allievi Nazionali, due nella Primavera dei “Diavoli rosso-neri” meneghini), sale subito a Trento per vivere la C2. Poi, 4 anni al Pizzighettone, ripartiti esattamente tra Tornei di C2 e di C1 vissuti con il club cremonese, poi, a Portogruaro con il bomber virgiliano Cristian Altinier, e con i “lagunari” trionfa in C2, salendo in C1. Poi, la Toscana e la Sangiovannese (San Giovanni Val d’Arno, C1), quindi, la serie D a Legnago, nella stagione in cui bomber Gianluca Correzzola sfonda il carnet di 33 reti personali e i “biancazzurri del Bussé” sfiorano l’ingresso in C2.

Quindi, 7 stagioni consecutive a Piove di Sacco, tutte in Eccellenza, prima di vivere l’esaltante stagione del trionfo annunciato e già tagliato con le “tigri rosso-nere” del CastelbaldoMasi di mister Luca Albieri e di “patron” Michele Ottoboni. “Ricordo” racconta il 35enne bianco-rosso, alla sua prima vittoria in un Torneo dilettantistico vero e proprio “che proprio al “Bentegodi”, vincendo contro l’Hellas Verona all’ultimo minuto grazie alla rete messa a segno da Boccalon, staccammo il pass per salire, noi del Portogruaro, dalla C1 alla serie B. Poi, Verona e Pescara dell’allora diesse Fabrizio Lucchesi (ex dirigente della Roma scudettata di Bati-gol) dovettero sostenere lo spareggio per poter salire in cadetteria”.

Tornando all’impresa fresca colta con le “tigri bianco-rosse basso patavine”, è stato un trionfo annunciato: “Nelle ultime 2 settimane, avevamo due match point, il primo fallito contro l’Aurora Cavalponica, il secondo – quello di domenica scorsa – invece, andato meglio con il 2 a 2 ottenuto a Sarego, dove abbiamo totalizzato il punto che ci serviva per la matematica vittoria. Che avessimo costruito a Castelbaldo qualcosa di importante, ebbene, questo lo avevamo già intuito alla vigilia del Torneo, in quanto è stata costruita una “rosa” importante, finalizzata al raggiungimento del massimo obbiettivo”.

Ed ora? “Ora abbiamo 3 domeniche per goderci di più l’impresa, il buon momento, giocando con più serenità, e non concedendo regali a nessuna avversaria”. Solo due le cadute in tutta la stagione… “Sì, e nel ritorno: ma, questo era normale, quasi fisiologico, era sinonimo di tante cose, anche di ritornare più forti di prima e di acquisire maggiore autostima dei nostri grandi mezzi. Del resto, con calibri come Enrico Bortolotto (20 gol), che ti trasmette tranquillità nei momenti più delicati, e di Simone Dal Degan, il quale ha fatto da chioccia ai nostri giovani, non poteva andare diversamente da come è finita”. Ed ancora il capitano bianco-rosso: “Servono giocatori esperti, d’accordo, ma intelligenti, i quali ti devono fare la differenza in buone 12 partite nell’arco di una stagione”.

Merito anche che va riconosciuto a “patron” Ottoboni e a mister Albieri…, con il tecnico ferrarese che ha indossato una maglietta a tutto pasto color bianca, con i bordi rossi, e con su scritto “Welcome to Rome”, “Benvenuti a Roma!”… “Il mister, forte dei suoi grandi trascorsi di allenatore, è stato un timoniere perfetto, bravo a calarsi nelle dinamiche dello spogliatoio; è persona molto sensibile, capacissimo di gestire quest’impresa, di dialogare e capire i suoi giocatori, traendone fuori da ognuno il meglio”.

Quand’è che avete creduto di spuntarla?
“Ci sono stati tre momenti particolari: dopo le 7 vittorie consecutive con cui abbiamo caratterizzato il Torneo, e che ci hanno facilitato il cammino, poi, il colpaccio di 0 a 1 a Ronco all’Adige, che ci ha permesso di trascorrere serenamente le feste natalizie e di allenarci con più lena. Infine, le 4 vittorie di misura, senza cioè ubriacanti goleade, che ci hanno consentito di portarci distante dalle inseguitrici, infondendo in loro un po’ di sfiducia nel poterci raggiungere”.
 
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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