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2/4/19
MISTER GIANNI DE BIASI: "RIPARTIAMO DALLA CURA DEI VIVAI!"

Per l’ex cittì della Nazionale Albanese, portata al suo massimo livello storico, coronando il “sogno Europeo 2016” delle aquile rosso-nere balcaniche, il trevigiano Gianni De Biasi (nato a Sarmede, 16 giugno 1956), la bella partenza degli azzurri nella fase di qualificazione ai prossimi Mondiali non deve trarre in inganno: “Ultimamente, Mancini” spiega De Biasi “ha la possibilità di pescare a mani piene giocatori interessanti proposti nel nostro campionato maggiore; tra questi, i primi che mi vengono in mente, Chiesa, Kean e Barella, giocatori che possono recitare un ruolo da protagonisti. Ma, sarebbe un errore incensarli o fare chissà quali voli pindarici per aver battuto finora la Finlandia e il Liechtenstein”.

La presenza di giocatori stranieri nei nostri campionati, anche nei vivai dei nostri campionati dilettantistici, non rappresenta un limite vero e proprio alla ripartenza della nostra Nazionale e del nostro calcio, secondo il tecnico trevigiano: “Il calcio” aggiunge “è per me uno Sport democratico, perché non gioca il più ricco, il più bello o il più simpatico, ma soltanto il più bravo. Certo, che se noi non produciamo giocatori interessanti, ne risente tutto il movimento del nostro calcio. Comunque, oggi come oggi, i presupposti per il rilancio del nostro calcio ci sono tutti”.

Il calcio di periferia, i dilettanti, possono dare una mano a far ripartire, possono contribuire alla rinascenza del nostro “fubal”: “Più si allargano le basi del movimento dilettantistico” afferma De Biasi “più aumenta la possibilità che qualcuno possa arrivare in cima alla piramide. E’ che la percentuale di chi arriva nel calcio resta molto bassa: uno su 33 mila ce la fa, e non è che voglia fare il verso alla famosa canzone di Gianni Morandi, parlo con i dati e le statistiche in mano”.

Sempre per l’ex cittì di Toro, Brescia, Udinese, Levante, e del “Paese delle aquile” – che gli ha conferito la cittadinanza di “cittadino onorario” del Paese balcanico – “bisogna curare meglio i nostri settori giovanili, ritornare a fare lavorare soprattutto le leve più giovani con la palla, insistendo meno nel trasferimento di nozioni tattiche, limitanti in quell’età la fantasia, la creatività, la libera interpretazione dei nostri ragazzi appassionati di calcio. Debbono, in buona sostanza, essere lasciati liberi di esprimere il proprio talento, le proprie capacità, senza doverli impacchettare in “gabbie nozionistiche”, in tatticismi esasperanti, che li fa impacchettare come polli di allevamento”.

De Biasi, oggi apprezzato commentatore televisivo Rai, da giocatore ha militato nel Treviso (C1, C2 e D), nell’Inter (nessuna presenza in due stagioni), in massima serie nel Pescara e nel Brescia (5 stagioni), in cadetteria nel Vicenza e nel Palermo, chiudendo in serie D, nel Bassano, nella stagione 1989-90. 

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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