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9/4/19
PER IL BADIA POLESINE, SERVONO 6 PUNTI PER SPERARE

Nella bolgia dantesca dei condannati a portare in salvo la pelle fino all’ultima giornata, anche l’unica compagine polesana, quella del Badia Polesine del presidente Natale Ferrari, del trainer ferrarese Ruggero Ricci e del suo diesse Terenzio Rauli, classe 1962, di Villadose (Ro), ex stopper anche di Adriese e Lendinarese. Nel ristretto fazzoletto di pochissimi punti, la coda del girone “A” di Promozione, vede dimenarsi all’ultimo posto quel Chiampo (26 punti) di mister Gianfranco Brendolan che domenica ha battuto per 3 a 1 l’A.C. Oppeano di mister Stefano Ghirardello (a 27) e che tra qualche giorno sarà ospite proprio dei polesani, attualmente quart’ultimi a quota 31. Dietro ai biancazzurri rodigini, a 28 l’A.C. Cadidavid, più su, a 32 il Povegliano, mentre a 33 stanzia la coppia Alba Borgo Roma e Mozzecane. Insomma, tutti gli ingredienti per 180 minuti e più di film horror ci sono proprio tutti.
 
In casa Badia ci si lamenta, per voce del diesse Rauli, alla sua prima stagione come dirigente degli abbadiensi – che nel lontano 1995, in Eccellenza, ebbe a fermare l’allora nastro nascente Federico Cossato, classe 1972, prima che la punta passasse al Valdagno e vivesse la sua fortunata e lunga stagione nel Chievo – per quella manciata di punti gettati alle ortiche, che sarebbero stati di gran comodo per ingenerare la tranquillità dovuta agli stessi biancazzurri: “Ora dobbiamo lottare con il coltello tra i denti e ognuno, anche i più tecnicamente attrezzati devono dare il massimo delle loro energie per contagiare i compagni di squadra che sono magari agonisticamente meglio dotati. E, nessuno ci dà il conforto, che, a fronte anche di due ipotetiche vittorie, si possa gridare salvezza, tanto sono le possibilità di calcolo che premieranno e condanneranno le attuali formazioni inguaiate nella zona rossa”.

I rodigini hanno operato l’avvicendamento Ruggero Ricci alla 7^ di andata: “E, il cambio di panca” ricorda Rauli “ha prodotto 7 punti in 4 gare, ovvero subito lo scossone psicologico atteso. Il mercato di dicembre ha visto altre avversarie protagoniste, non noi, ma la mancanza di acquisti, a mio avviso, ha ingenerato una buona dose di autostima negli altri componenti la nostra “rosa””. Un arrivo importante, a dire il vero, si è registrato nella scuderia polesana: “Daniele Torregrossa, ex Primavera del Novara, classe 1997, si è subito fatto vedere, poi, è andato incontro a qualche problemino fisico. Da lui, in questi 180 e più minuti che ci separano dal traguardo finale, ci aspettiamo un grosso contributo. Abbiamo perduto Alessandro Vertuani (1986), un ottimo jolly, contiamo in qualche giocata di Erjon Dervishi, un atleta, un bomber maturo (1983), il quale ha sempre rappresentato il barometro del nostro destino. La punta albanese, l’anno scorso, segnava da qualunque parte del campo, quest’anno la situazione è un po’ diversa. Ma, aspettiamo anche i gol di Michele Filippini (1987) e di Torregrossa”.

Su un fattore, però, i rodigini possono fare leva: “Negli ultimi 8 anni, il Badia Polesine ha sempre combattuto per la salvezza, ma, il calcio mi ha insegnato che ora non contano più le parole, ma i fatti. E, dopo anni vissuti come calciatore dilettantistico di un certo livello (Lendinarese ed Adriese), ho imparato che alla fine uno raccoglie quello che si merita: una legge-sentenza che vale sia per chi vince sia per chi perde”.

Ed ora sotto con il Chiampo, che domenica 14 aprile scenderà al “Martiri di Villa Marzana”: “Ci aspetta una avversario agguerrito, ringalluzzito dalla vittoria conseguita contro l’Oppeano. L’andata, per noi, fu disastrosa, speriamo che i miei giocatori mettano in campo tutto quello che il buon Dio ha donato a loro. Adesso, dobbiamo tutti stringere i denti, dobbiamo raschiare il fondo del barile delle energie che ci ritroviamo e venirne fuori vittoriosi. Ma, oltre al nostro impegno, la salvezza passerà anche dai verdetti emessi da altri campi di gioco”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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