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15/4/19
LE “SARACINESCHE” LEGNAGHESI INTRAVEDONO LA SALVEZZA

Il futuro è nei loro guantoni: tutti e tre i portieri del Legnago Salus del trainer chiozzotto Andrea Pagan sono nati nello stesso anno, il 1999, tutti concorrono per un posto di titolare, anche se il minutaggio sta dando ragione ad Andrea Cuoco. Ma, per Matteo Cairola (Vercelli, 21 giugno) e Thomas Colella (Sapri, 16 settembre), due coetanei che provengono da scuole calcistiche diverse – la Juventus e la Primavera della Pro Vercelli per il primo, la Primavera dell’Avellino di mister Gennaro Iezzo (ex portiere del Napoli) più l’aggregazione per 3 mesi alla Prima squadra irpina allenata da Tesser, per l’altro – e che stanno completando la loro seconda stagione consecutiva in riva al Bussè, la vittoria (2 a 1 a danno del Villafranca) di domenica scorsa al “Mario Sandrini” schiude molte chances di salvezza per il Legnago Salus del presidente bonadicense Davide Venturato, per il diggì Mario Pretto e per il diesse Antonio Naliato.
 
Addirittura, Cairola ricorda – avendoci giocato assieme a Torino, sponda Juventus, negli Allievi Nazionali – la militanza con l’attuale astro nascente juventino, l’attuale speranza azzurra, il 2000 Moise Bioty Kean, nato a Vercelli il 28 febbraio da genitori di origini ivoriane: “Ma, si vedeva già allora che aveva delle grandi doti: lui le punizioni me le batteva forti e di destro. Alto circa 182 cm, per noi più vecchi di un anno ricordava un pochino Balotelli, ovviamente più giovane di età. Kean faceva la differenza militando nella Primavera bianconera dei nati nel 1998, e mettendosi in mostra, da buon attaccante, segnando una valanga di reti. Poi, il pallone racconta il suo esordio esordire a 16 anni nella Vecchia Signora che, nell’anticipo del sabato, ha battuto il Pescara per 3 a 0”.

Cairola e il LegnagoSalus: “Sono entrato in forma a dicembre dopo l’operazione al crociato e la squadra viveva un momento difficile di risultati e classifica. Capisco l’entusiasmo generato dalla vittoria di domenica scorsa contro il Villafranca, perché per la prima volta, dopo 31 giornate, siamo fuori o sopra la zona rischio. E’ una bella sensazione, mai provata quest’anno!” Ora 3 finali separano il Legnago Salus dalla conquista della permanenza in serie D: “Trasferta a Darfo Boario, nostra pari classifica, poi, la Caronnese, quindi, il Sondrio: 3 finali da vincere o nelle quali dobbiamo raccogliere più punti possibile, sperando che lo Scanzorosciate non risalga la china, non ci agguanti”.

Per Thomas Colella, da Sapri di Salerno - terra che è passata alla storia per la famosa “spigolatrice” (poesia composta da Luigi Mercantini ed ispirata alla fallita spedizione di Carlo Pisacane, che voleva innescare una spedizione antiborbonica contro il Regno delle Due Sicilie) – è stato compiuto un importante passo in avanti sotto tutti i punti di vista, e del morale e della classifica: “Abbiamo messo, con la vittoria di domenica, un mattoncino, ora, a Darfo Boario, ne dobbiamo aggiungere un altro, in modo da salvarsi, anche in caso di affermazione contro il Sondrio, senza dovere fare i conti con i drammatici play out. Ed anche” aggiunge Thomas “due di queste sono già salve, sicuramente non ci regaleranno niente, come, del resto, è giusto che sia. Noi dobbiamo invece cercare di vincerle tutte e tre: delle prossime nostre avversarie, il Darfo Boario è la migliore, per me”.

Il momento difficile attraversato dal Legnago, per Matteo Cairola è dipeso dall’aver in estate allestito una “rosa” meno potente: “Sì, perché la società si aspettava di essere inserita nell’altro girone – quello trentino e polesano -, dove effettivamente l’equilibrio regna ed è più livellato. Qui, da noi, nel girone “B”, la classifica dice chiaramente che Como, Mantova, Caronnese e Pro Sesto hanno da subito intrapreso un Torno a sé. Infatti, con il nostro gruppo formato in estate si pensava di competere nell’altro girone per i play off”. Sempre il più delicato e schernito, in caso negativo, il ruolo del portiere: Cairola: “Se si sbaglia dall’attacco in giù, si può sempre rimediare; non invece per noi portieri, che abbiamo l’obbligo di farci trovare sempre pronti, mentalmente reattivi e sempre al top della nostra condizione fisico-atletico-mentale”.

Colella aggiunge: “Poi, dipende molto dalla fiducia che ti riserva la squadra e dal modo in cui riesci ad integrarti nel gruppo. Noi a Legnago abbiamo la fortuna di essere presi per mano da autentiche “chiocce”, i più grandi di età, i più navigati, i più maturi”. 31 i punti dei “biancazzurri del Bussè”, a tre bracciate dal traguardo del 5 maggio: ugual bottino totalizzato dai prossimi sfidanti bresciani. Il Villa d’Almè, sopra a 37, sembra – anche se non matematicamente – imprendibile. Sotto, è importante, per il raggiungimento della salvezza per il Legnago Salus, lasciarsi alle spalle, così com’è oggi la classifica, Scanzorosciate (30), Villafranca (29), Ambrosiana (24), Ciserano (23) e Olginatese (18).

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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