Archivio: ULTIM’ORA

15/4/19
ZAMBONI (SONA): “CALDIERO MENTALMENTE AVVANTAGGIATO!”

Per il difensore ex Chievo, Spal, Juventus e Reggina, classe 1977, è il “cacciatore” giallo-verde Caldiero il più avvantaggiato della capo

    a del girone “A” di Eccellenza Vigasio: “I “Guerrieri del Tartaro” vigasiani sono individualmente più forti dei “termali””, dichiara Zamboni “però, come differenza di testa, adesso, è il ringalluzzito, lanciatissimo Caldiero ad essere più avanti, maggiormente favorito. Anzi, secondo il mio punto di vista, da adesso alla fine, il Vigasio farà più fatica dello stesso sparring partner veronese! Da veronese e per quanto hanno finora fatto vedere, meriterebbero entrambe – il Caldiero ci è già matematicamente! – di salire in serie D, e ho sentito che punta al favoloso triplete (Coppa regionale di Eccellenza, Coppa Nazionale e vittoria in campionato)”.

    Non ha peli sulla lingua – a dire il vero, da buon ragazzo del lago, non li ha mai avuti neanche da giovane, se è per quello! – l’attuale pilastro del Sona di mister Marco “ricciolino” Tommasoni: “Domenica scorsa a Garda (3 a 3), abbiamo disputato una gara un po’ naif, ma per noi era importante muovere la classifica, fare dei punti, idem per il Garda”.

    Si diverte ancora come da bambino, nei ragazzi del Bardolino (è nato a Bussolengo il 7-12-1977), fu scoperto dal Chievo per poi fare la sua scalata verso il professionismo: “Ricordo che ci scelsero in 4 e solo io proseguii a giocare, mentre gli altri tre lasciarono il football. Se ho voglia ancora di mettermi in discussione a 41 primavere, è perché il calcio mi piace ancora da matti. A Sona, ho dato una mano a costruire l’attuale gruppo e mi piace aiutare i ragazzi più giovani a crescere. I nostri brasiliani? Uno più forte dell’altro, a partire da Pereira, che già conoscevo per avergli giocato insieme nel Bardolino, a Carlos, che, per me, è un ragazzo da altre categorie, è un gran giocatore. Bomber Federico Marchetti? E’ un bomber, il quale, se capisse che a calcio si gioca 11 contro 11, ebbene, sarebbe il migliore in assoluto!”

    Senza peli sulla lingua, l'avevamo annunciato, Marco Zamboni. Anche quando ricorda, con un pizzico di comprensibile fierezza, di essere stato, lui allora in forza alla Reggina di mister Claudio Mazzarri, la “bestia” della Juventus di mister Fabio Capello (campionato 2004-05): “Al “Granillo”, quella volta, ho battuto su punizione la Juventus, calciando forte la punizione contro Gianluigi Buffon. La vigilia della gara tra la mia Reggina e i bianco-neri il presidente Lillo Foti mi aveva visto un po’ abbacchiato, giù di morale; si era insospettito, al punto di chiedermi che cosa mi rabbuiasse un temperamento solitamente allegro, estroverso. Noi eravamo orfani del nostro capitano e pilastro rappresentativo Mozart, temevamo l’avversario più forte e più quotato di noi. Decisi di ingaggiare una scommessa con Foti: gli chiesi che se avessi fatto gol alla Vecchia Signora, lui in cambio avrebbe donato a me, amante degli orologi di marca, il suo prestigioso Frank Muller. Mi sentii rispondere un “no, quello che vedi al polso, mi è stato donato da mia moglie, ma, se farai gol te ne regalerò uno di nuovi e simile!””.

    Punizione velenosa, ma non impossibile, Buffon battuto, Juventus al tappeto sul 2 a 1 per gli amaranto calabresi, e il “Granillo” che si trasforma in una bolgia dantesca infarcita di un tifo infernale: “Alla fine, arrivammo decimi, e lascia con quel ricordo Reggio Calabria, i tifosi, i dirigenti nel mio cuore, ripromettendo a loro che avrei continuato a giocare fino a 45 anni”. Nel Chievo, “El Zambo”, milita 3 stagioni (dal ’94-’95 al 96-97) collezionando 38 presenze. Poi, è alla Juve (una sola presenza), quindi al Napoli (4 presenze), e nuovamente al Chievo (12 gettoni). A Lecce, in B, totalizza 36 presenze, quindi, ritorna in serie A nell’Udinese, dove indossa la casacca dei friulani per 3 stagioni e per 41 complessive volte. Di nuovo la A, a Modena (5 gare), l’Hellas Verona in B e le 18 partite, poi, il Napoli (serie B e 37 partite), prima di riapprodare nella massima ribalta a Reggio Calabria (29 presenze). Quindi, la Sampdoria (1 presenza), il La Spezia (in B, 10 gare) ed ancora B a Crotone, dove indossa la maglia degli “squali calabresi rosso e blu” per 16 volte. In seguito vestirà per 127 volte la maglia della Spal in serie C. Nei dilettanti, fa parte del Bardolino e dell’Ambrosiana, prima di passare al Sona della famiglia Valbusa.
     
    Ma, Marco sembra già volersi preparare, anche se, come ha promesso ai colleghi calabresi, di voler giocare fino a 45 anni, a un futuro di mister: lo capiamo nel suo criticare aspramente la maniera in cui in Italia si sta lavorando nei vivai, specialmente in quelli professionistici: Bisogna cambiare filosofia, metodo di fare scouting: ditemi quanti giovani sono arrivati in serie A dal Chievo e dall’Hellas Verona? Nessuno, o perlomeno, pochissimi! L’unica valida “cantera”, oggi, in Italia, è Zingonia, la fabbrica dei talenti bergamasca. Siamo in ritardo rispetto a grandi club europei, Ajax, Bayern di Monaco e Barçelona, dobbiamo darci una bella mossa e una grande aggiornamento!”

    “Zambo” e la Juventus, altri particolari, altre schegge dei ricordi personali: “Ibra io l’ho incontrato da avversario ed era una gran brutta gatta da pelare. Ho affrontato Totti, Del Piero, ma, Pippo Inzaghi era il più insidioso in area perché lui amava studiare gli avversari che lo prendevano alla domenica in consegna. Era meticoloso nella preparazione, nello studio, anche se non era un grande tecnico. Conosceva vita, morte e miracoli di tutti gli avversari che andava ad incontrare, soprattutto, i difensori. Sì, non sto dicendo balle, o cercando uno scoop, io e Pippo siamo amici ancora oggi, lui faceva il torello, e, se gli altri facevano 25 palleggi con la sfera, lui la toccava senza che il cuoio cadesse in terra 21-22 volte. Però, le aree di rigore – ed è quello che più conta per un vero bomber di razza – erano le sue, era puntuale come un orologio svizzero nel cacciarla dentro, perché si faceva trovare al momento e nel punto giusto per colpirti”.

    Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

Visualizzazioni:1020