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22/4/19
L’ISOLA DEI FAMOSI E’ QUELLA RIZZA!

Non si è ancora spenta in riva al Piganzo la eco della grande impresa colta dall’Isola 1966 al “Maurizio Sacco” di Bagnoli di Sopra: il 3 a 2 rifilato alla corrazzata polesana-adriatica dei terribili “pescatori del Delta” dello Scardovari è stata la classica ciliegina sulla torta seguita alla già di per sé memorabile impresa di aver battuto – sia all’andata che al ritorno – un’altra “big”, il Bassano, espressione calcistica di una cittadina che conta dieci volte di più il numero dei neanche 4.000 abitanti di Isola Rizza. Ed anche contro le “anguille giallo e blu” del mister e gentleman Fabrizio Zuccarin – un’istituzione di quel calcio alle foci del Delta del Po – i “biancazzurri del Piganzo”, presieduti dal più alto scranno da Franco Brunelli, dal vice Graziano Molinari e da Mario Burato, guidati in panchina da Andrea Corrent (suo fido collaboratore Michele Colognese, preparatore il ceretano Davide Merlìn), si sono ripetuti, infliggendo il primo dispiacere sia di campionato che di Coppa ai “guerrieri” scardovaranti.
 
Chi si porta dietro le benefiche conseguenze del trionfo di quella notte nel lembo a Sud Est del Padovano è il vice-presidente Claudio Prando, classe 1958, imprenditore: “Avevo lasciato la società nel 2000 in seguito alla morte improvvisa della mia cara moglie, ma, in precedenza, nella stagione 1997-98, l’Isola Rizza sotto la presidenza Roberto Visentini, il papà della punta Michel, era tornato in Prima categoria. Insomma, a dirla franca, l’anno scorso mi sono riaffacciato al “club della scrofa” e nell’arco di un anno abbiamo conquistato la Coppa Veneto e la storica Promozione. Avevo detto: sì, ritorno, ma solo per vincere, e così è stato”.

Continua a tossire, lui che non è un tabagista, ma ama fiondarsi con il suo rampichino nelle belle colline, imperlate dai vigneti del Soavese: “Ho ancora addosso – come puoi notare – la tensione di quella notte, la voce è arrochita, i ragazzi sono stati strepitosi. Hanno vinto perché sono andati la convinti di vincere, anche se quel vantaggio rodigino, frutto di una micidiale triangolazione sembrava annunciare una catastrofe, una nostra carneficina”.

Da mancato calciatore, per via della miopia, che ai suoi tempi non conosceva le migliori lenti a contatto, Claudio “Marlon” Prando è diventato un uomo insostituibile della panchina biancazzurra: “Non ce la faccio più a seguire, come una volta, la partita dalla tribuna, perché la vivo troppo dentro di me. Comunque, da bordo campo, ho potuto vedere i continui palloni vaganti che dal centrocampo, a mo’ di catapulte medioevali, venivano proiettati in avanti, a beneficio di 3 giocatori – il 9, il 10 e l’11 – di altri pianeti. Ma, ora che i ragazzi più che una squadra sono un gruppo, più che un gruppo sono dei veri amici, ebbene, non si sono scoraggiati, moltiplicando le forze e passando addirittura sul 3 a 1. Bravo anche il mister, perché ha ottimizzato il rendimento, ha migliorato il tesoro di preparazione e qualità lasciatogli dal suo predecessore, mister Stefano Sacchetto”.

Ed ora si pensa già al futuro: “L’ideale è mantenere il gruppo, anche se c’è bisogno di aggiungere 3 giovani di talento; poi, dovessimo retrocedere, non ne faremo, a livello di società, un dramma, perché il calcio non è industria, ma artigianato del divertimento”. La Giunta comunale di Isola Rizza sta già rifacendo il manto erboso e sta già provvedendo a fornire il “Comunale” dell’impianto d’irrigazione. Con Marzio Bonetti, classe 1966, ex difensore isolarizzano, facciamo il punto sul settore giovanile biancazzurro: “Abbiamo un’ottima Juniores, la quale ha dato alla Prima squadra il 2002 Michele Malagnini (è figlio d’arte assieme al fratellino più piccolo, il 2002 pure lui Mactàr e due 2001 (Filippo Renso e Davide Fanini). Lusinghieri piazzamenti registrati anche dalle due nostre squadre di Allievi Provinciali. L’obbiettivo è di diventare nell’arco di poco tempo il faro delle promesse della destra dell’Adige, stringendo alleanze con i club a noi vicini, e riuscendo in tal modo a completare le varie giovanili impegnate nei vari Tornei indetti dalla Figc. In tutto, il nostro movimento, esclusi 22 giocatori della Prima squadra, tocca le 100 unità di atleti”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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