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25/4/19
IL VIGASIO TORNA NEL PARADISO DELLA SERIE D

L’”Umberto Capone” proclama al termine dei 95 minuti di sfida con il già promosso – per la conquista della Coppa Italia di Eccellenza Veneta e perché fina

    a a Firenze il prossimo 8 maggio contro il Casarano già vincitore del proprio girone – Caldiero il biglietto del ritorno in serie D dopo 3 anni di Purgatorio in Eccellenza. La classica gara – una sorta di spareggio secco – ha visto spuntarla i “Guerrieri del Tartaro” vigasiani del presidente, l’uomo-Ford, Cristian Zaffani, allenatore il reggino Mario “Mou” Colantoni proprio su quello su cui più si ipotizzava sia a destra che a manca nella vigilia del big match del girone “A” di Eccellenza, e cioè su un episodio. Che all’”Umberto Capone” si è materializzato in un calcio di rigore – per atterramento in piena area di rigore del biondo numero 2 biancazzurro proiettatosi alla ricerca della fatale conclusione, el “bocia del ‘99” David Cinti. Alla trasformazione ci pensava il numero 10, il classe 1989 Mattia Bovi.

    Non è stata, sia chiaro, una gran bella partita, eh: lo spettacolo è stato sacrificato al momento topico, delicatissimo dei 90 e più minuti da giocare, con il Vigasio che – come aveva chiesto ai suoi ragazzi alla vigilia mister Colantoni – aveva come primo compito quello di ritrovare assolutamente la serenità di sempre, un po’ intaccata, quest’ultima, una decina di giorni fa, sempre al “Capone”, nello 0 a 0 ottenuto contro il famelico di punti Team S.Lucia Golosine, salvatosi matematicamente solo ieri, dopo il 2 a 2 rimediato in casa dell’Arcella, terza forza del girone -.

    Pubblico straripante, tant’è che per due volte le bigliettaie hanno chiesto pacchi di biglietti da staccare ai tanti tifosi, in larga rappresentanza anche neutri.  Con l’imperversare della pioggerellina – a partire dall’inizio della ripresa – il pallone è apparso insidioso da correggere e pericoloso nelle sue direzioni, e il verdetto, volendo, avrebbe potuto assumere un punteggio più crasso, da pallottoliere. E, invece, si è combattuto al limite della sportività, senza ricorsi a esclusioni di colpi bassi, con una ripresa imperlata da una pioggia non proveniente dal cielo, ma di sostituzioni: ben 3 in un solo colpo (Mattia Falchetto per Alessandro Pisani, Mezzina per Vanzetta e Brunazzi per Peotta), quelle effettuate da mister Cristian Soave per il suo Caldiero. Che con Lorenzo Zerbato, ad una decina di minuti al termine e ad una decina di metri dal paradiso del possibile sorpasso e balzo in vetta, ha sprecato la più ghiotta delle occasioni trovandosi a tu per tu col sicuro Maragna, ma, preferendo poi interrogare le stelle.
     
    Più le lancette facevano il loro giro, più la clessidra del tempo filtrava la sua polvere bianca, più si materializzava la serie D per i “biancazzurri del Tartaro”: addirittura, al 67° minuto, in azione di classico contropiede se ne andava tutto solo, palla al piede il 2000 Pieralberto Pachera, ma la sua conclusione veniva respinta di piede, all’altezza del vertice dell’area piccola, dal bravissimo dirimpettaio, il coetaneo Tommaso Anderloni, ben preparato dall’ex audacino Paolo Riccardi, di Massa Carrara. Un minuto dopo la risposta caldierese non si faceva attendere: Guccione, in area, mandava alta la sfera di cuoio.

    Ma, anche dalla panchina del Vigasio non si faceva risparmio di cambi (5 i minuti di recupero quelli assegnati dal signor Andrea Cavasìn di Castelfranco Veneto): fuori Bertoldi, dentro il mantovano, ex A.C. Sambonifacese di C2, Luca Ruggeri (1990), fuori Antenucci dentro Francesco Vitelli, out di Pachera per Omar Khochtali (1999). Tornando al taccuino della cronaca, al 16’ punizione al vertice dell’area vigasiana calciata da Filiciotto, Magagna si salva con i pugni. Al 31’, Vanzetta scende sul corridoio di destra, scodella un traversone per la testa di Zerbato, ma la palla schizza in alto, fuori dalla cornice lignea salva-Maragna. Al 42’ sempre del primo round: Guccione, gran girata in diagonale, quasi vicino alla bandierina del corner, e Maragna tocca la sfera quel tanto che basta per spedirla in angolo. Cinque minuti prima, e cioè al 37’, palla, come una mina, che vaga in area vigasiana, ma Niccolò Zanetti spara un diagonale troppo ampio.
     
    Al 58’: mister Soave richiama precauzionalmente in panca il già ammonito numero 3, “Scirea” Alessandro Pisani, e getta nella mischia con il 15 Mattia Falchetto. Al 71° entra Gecchele per Zanetti e due minuti dopo Asieosa Odigwe (1999) sostituisce Baschirotto. Un cambio anche sulla sponda del Tartaro. Fuori Jacopo Fornari (1996), dentro il 1996 Jacopo Menolli. L’ultimo brivido alla partita, l’ultimo scossone lo sferra Zerbato: Massimiliano Mezzina, entrato da circa una decina di minuti, con scarpe rosse e polso fasciato come il più esperto dei tennisti, serve un invitante lancio verticale a beneficio del numero 7 giallo-verde; ma, all’altezza del dischetto del rigore, l’ex Legnago Salus manda la palla alta sopra la traversa da pochi passi. Termina sull’1 a 0 e con il ritorno in serie D – dopo un’attesa durata 3 lunghissimi anni – per il Vigasio.
     
    Il dirigente Stefano Zaffani, mentre al fratello Cristian, presidente, venivano fatto bagni ora di boccette di acqua frizzante ora di spumante e mille alzate in aria da parte dei suoi giocatori con tanto di maglietta bianca con su scritto in azzurro “Abbiamo fatto un miracolo D nuovo”, ha in maniera spartana così commentato la gara, la 33ma del girone “A” di Eccellenza: “Più forti loro, ma campionato meritatamente conquistato da noi!” Contenuto e come sempre obbiettivo, nonostante il momento di comprensibile euforia del momento, anche il commento di un veterano – si fa per dire, classe 1989 – Alex Sabaini, uno abituato a fare incetta di vittorie (ben 5 nel suo currriculum vitae fino ad ora): “Partita difficile, perché delicata e dalla posta in palio importante, da noi preparata bene. Il gol è scaturito da un episodio, figlio di gare di tale caratura e valenza. Abbiamo sofferto il Caldiero per un buon quarto d’ora, all’inizio circa della ripresa delle ostilità”.

    Poi, festa grande in riva al Tartaro: che già mormorò dalla gioia all’inizio dei focosi anni 70 (1972-73, trionfo in 3^ categoria e l’anno successivo in 2^ categoria (1973-74) primi ex aequo col Sivam Bagnolo di mister Giancarlo Gatti (1 a 1 lo spareggio e vittoria alla monetina il minuscolo club bagnolese, ma entrambi poi promossi in 1^ categoria), 21 vittorie, 6 pareggi e una sconfitta: “rosa”: Montresor, Mirandola, Merlini, Fraccari), quando da “Invincibile Armata”, collezionando 45 risultati utili consecutivi e polverizzando il record della Fiorentina del 1955-56, fu ospitata a una puntata de “La Domenica Sportiva”, allora condotta da Tito Stagno. Nella finalissima regionale di Terza categoria, gara a Fossalta di Portogruaro, rinviata per tromba d’aria e tifosi scampati alla strage. Ritorno nella laguna veneziana e conquista del titolo regionale contro il Fossalta (il giovane tifoso, il 13enne Paolo Falavigna ed altri teen agers si salvarono proteggendosi dietro un frigorifero…installato dentro il bar: volavano i tetti e i mattoni come foglie, spinte da un vortice inesorabile che tutto e tutti risucchiava…). 300 i tifosi da Vigasio, luglio 1973, andata a Vigasio 2 a 0, e 1 a 1 a Fossalta nel ritorno in casa della Fossaltese.
     
    Erano “Guerrieri del Tartaro” anche quelli, anche se militavano in Prima categoria; erano i padri degli “eroi” di oggi. Il campo non era bello, morbido, pettinato di verde come quello odierno dell’”Umberto Capone”, ma, pendeva verso Sud, verso proprio il Tartaro, diventando il segreto di tante vittorie e della lunga imbattibilità casalinga dei vigasiani del presidente Umberto Capone. Quei “Guerrieri” si chiamavano i due Falavigna (Ferdinando e Luigino), i quattro Sguazzardo (Mario, Giorgio, Luciano e Luigi), Ezio Nicolini detto “El gnocco”, la punta Renzo Valdo, il terzino di fascia, il favoloso Gigi Campedelli, il portiere Merlìn e mister Marco Bailoni.
     
    Forse, è vero, oggi le acque del Tartaro non saranno più limpide fino a vedere i pesci gatto e i talloni dei piedi che immergevi nelle serate di insopportabile afa ferragostana come allora. Ma, i gorgheggi sono, da stanotte, di uguale intensità, melodia e incanto: quello della storia. Bentornato in serie D, caro, vecchio, Vigasio!
     
    Il Caldiero aspetta di brindare nella Coppa più luccicante – vinta l’ultima volta dalla veronese Sommacampagna dei fratelli Maccacaro il 1° luglio del 1978 al “Silvio Appiani” di Padova, contro lo sparviero rosso-nero rodigino del Contarina (1 a 0, mattatore Fulvio “Fuffo” Begnini, poi, al Contarina, il quale aveva qualche giorno prima trionfato in Promozione, e che accolse i bianco-celesti del Somma nell’allora D) - e lo farà alla salute propria e della sicura compagna di viaggio della prossima stagione di Serie D -. Quindi, tutti al “Buozzi” di Firenze, mercoledì 8 maggio, ore 15.30: c’è un’altra veronese che sta per entrare nei polverosi archivi. Dopo Bassano, ora c’è da conquistare la Firenze medicea, la capitale del Rinascimento…del calcio veronese!

    Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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