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7/5/19
DOPO 41 ANNI UN'ALTRA VERONESE PUÒ ENTRARE NELLA STORIA

Sono 41 anni che il calcio veronese aspetta di entrare nuovamente nella storia della prestigiosa Coppa Italia dilettanti. La prima e l'unica volta che sull'albo d'oro venne scritto il nome di una scaligera fu il 1° luglio 1978, quando, al vecchio stadio "Appiani" di Padova, il Sommacampagna dei fratelli Dino (presidente) e Cesare (allenatore) Maccacaro sconfisse i rodigini del Contarina per 1 a 0 con una rete di Begnini al 39° minuto. Anno magico e terribile il 1978: tre papi, la tragedia Moro, l'arrivo al Quirinale di Pertini, e il biancazzurro che spadroneggia anche al mondiale in Argentina.

E oggi pomeriggio alle ore 15.30, il Calcio Caldiero Terme del presidente Filippo Berti, con al seguito diversi tifosi gialloverdi, sarà di scena allo Stadio "Gino Bozzi", in via Stefano Borgonovo a Firenze, nella Finalissima Nazionale di Coppa Italia di Eccellenza contro i leccesi del Casarano. Come sentenziò una volta l'avvocato Gianni Agnelli "quel che conta è arrivare primi, perchè il secondo è il primo degli ultimi". Da condividere, quindi, quello che hanno detto recentemente i due attaccanti del Calcio Caldiero Terme, sia Giovanni Guccione "Questa cavalcata avrà contorni più chiari nei prossimi anni" che meglio ancora Lorenzo Zerbato, che sta respirando aria di storia risiedendo da qualche tempo proprio a Sommacampagna, il quale ha detto "nel tempo ci si ricorda solo di chi appare sull'albo d'oro".

L'ascesa dell'A.S.C. Sommacampagna, nata mercoledì 5 ottobre 1960, parte da lontano, dal 1969 quando l'imprenditore calzaturiero Dino Maccacaro prende in mano la società neo promossa in Seconda categoria. Nel 1970 questi chiama il panchina il fratello Cesare, che a Catanzaro ha appena terminato l’esperienza da calciatore professionista. Risulterà un binomio imbattibile che porterà le promozioni in Prima categoria (1971), Promozione (1974) e in serie D nel 1980. Ricordiamo che il campionato di Eccellenza verrà istituito solo nel 1991. Alla quarta stagione di Promozione il Sommacampagna pare collaudato per il salto in D.

Il presidente Dino Maccacaro, detto il boss, si avvale da tempo, come consulente di mercato, di Mario Pranzani; il boss vuole in squadra pochi geometri e molti muratori, di statura sopra il metro e ottanta con l'unica eccezione del libero, "Spin" Minucelli, che è anche l'unico esentato dagli allenamenti pesanti. La ciliegina sulla torta è quando Maccacaro convince il duo Begnini-Benedetti a lasciare il Porta Nuova di mister Franco Frasi per vestire la maglia biancazzurra.

La Coppa Italia, nel Veneto, è riservata a venti squadre: le classificate dal 2° al 10° posto dei due gironi di Promozione veneta della stagione precedente. In ambito regionale i turni sono due: al primo turno, il Maccacaro-team elimina il Sivam Bagnolo (1 a 1 e 2 a 0 con direttori i futuri arbitri di serie A, Beschin e Scaramuzza) e la Miranese (2 a 0 a Bussolengo e 1-0 al ritorno). Seguono i favorevoli passaggi con i cremonesi della Soresinese (2 a 0 e 0 a 1 in trasferta), con i fiorentini del Fucecchio (1 a 0 in Toscana con rete nel finale di Sbampato e 1 a 1 nel ritorno arbitrato da Giusti di Pordenone che poi rimarrà paralizzato nell'incidente ferroviario del 15 aprile 1978 che coinvolse anche l'Hellas Verona mentre era diretto a Roma).

Negli ottavi è il turno della Vogherese, già promossa in serie D. A Sommacampagna è 2 a 1 per i biancazzurri mentre il 25 aprile, con Caprini arbitro, lo stesso della finalissima, e di fronte a cinquemila persone, è un gol di Ferrais al 73° che decide la gara. Avversarie umbre per quarti e semifinali. Il 4 giugno il Sommacampagna pareggia 1 a 1 ad Assisi (gol di Begnini su rigore al 49°) mentre nel ritorno i ragazzi di Maccacaro conquistano con un tranquillo 0 a 0 le semifinali. Nel frattempo, sabato 10 giugno 1978, Minucelli si è sposato ed oltre al ritorno con l'Assisi salterà anche l'andata delle semifinali.

Da Roma gli accoppiamenti sono: Sommacampagna-Gubbio e Contarina-Casalotti Pineta (Lazio). Partita che sarà arbitrata da Cornieti di Forlì, l'andata col Gubbio giocata a Valeggio, viene decisa al 26° da una capocciata di Perazzini su corner battuto da Talibov. Nel ritorno, sabato 24 giugno ad Assisi, il gol dei locali al 71° di Vinti (che al 48' aveva calciato contro la traversa un rigore) rimette le sorti in parità ma al giudizio dei rigori il Sommacampagna s'impone per 4 a 3. Nel frattempo il Contarina, dopo lo 0 a 1 in casa del Casalotti, domenica 25 giugno, in coincidenza con la finalissima del mundial argentino, supera 3 a 0 tra le mura amiche i laziali.

Incredibile ma vero: la dodicesima edizione della Coppa Italia Dilettanti se la giocheranno in finale due squadre venete. Il Contarina di Costante Mantoan, che in campionato ha conquistato la serie D classificandosi proprio davanti ai carissimi "nemici" del Sommacampagna, teme molto i biancazzurri, tracheggia sulla scelta delle sede della finale (abitualmente al Flaminio di Roma) e pretende di vedere apposto per primo il proprio nome sui manifesti. Dal canto suo il Sommacampagna, che si avvale dello storico massaggiatore Battista Trivela Forante, lascia tutto al caso.

Cesare Maccacaro ha gli uomini contati: Bissa si è perso da tempo per strada, Bertucco è in ferie al mare, Minucelli è fresco sposo, Perazzini è alle prese con dei concorsi e già era assente a Gubbio. L'allenamento di rifinitura del giovedì sera viene fatto con l'erba alta venti centimetri. In una serata uggiosa la finale viene disputata sabato 1° luglio 1978 con inizio alle 21 all'Appiani di Padova. Decide al 39° "mandrake" Begnini, giocatore senza tempo, che dà al Sommacampagna il trofeo più rappresentativo davanti a cinquecento supporter veronesi e a tremila contarinanti. Da quel momento alcuni dirigenti del Contarina, sopraffatti dalla delusione, non faranno più calcio mentre il nome sparisce e si trasforma in Porto Viro dopo la fusione col comune di Donada.

Dopo poche settimane Begnini e Perazzini passarono in serie D, per una quarantina di milioni di lire, al Contarina, ma nel feudo biancoceleste seguirono altri giorni di gloria come il quinquennio (1980-1985) in Interregionale. Poi l'implacabile declino che portò nell'estate 1990 addirittura alla scomparsa della gloriosa A.S.C. Sommacampagna per mancanza di stimoli ma soprattutto di collaboratori. D'acchito le sorti vennero prese in mano da alcuni giovani. Nella stagione 2008-2009 a Sommacampagna ritornò addirittura la serie D (con presidente Gianfranco “Cico” Bernardi e mister Fabrizio Sona) e dal 2014 agisce la neonata A.C.D.Sommacustoza '08 che grazie ad appassionati dà vitalità al calcio sommacampagnese per anni abituato alle migliori platee ma al quale va bene anche un campionato di Seconda categoria e dar spazio, indistintamente, a tutti i giovani del luogo. 

Lorenzo Quaini per www.pianeta-calcio.it

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