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11/11/17
ENRICO BOTTURA (SANGUINETTOVENERA) E LA VOGLIA MATTA DI CALCIO

Trentasette anni compiuti ieri 11 novembre, Enrico Bottura ha ancora tante cose da dire e dare al mondo del calcio. Ventidue anni ininterrotti di carriera calcistica, non hanno intaccato né il fisico, né lo spirito di questo atleta, partito ragazzino nei Pulcini di Concamarise e subito portato nel vivaio di Villafontana: “Erano gli anni della fusione con il Bovolone, dalla quale nacque la Nuova Serenissima Bovolone del Presidente Vittorio Peroni. Mi allenava Franco Righetti, in seguito allenatore di Bonavigo e Minerbe; pensare che mi faceva giocare punta. Vincemmo il 9° Torneo Città di Verona, categoria Giovanissimi, battendo il San Zeno con un mio gol al 15’ del secondo tempo, allo stadio Bentegodi. In quegli anni mi notò Giancarlo Gatti ed un giorno venne a bussare alla mia porta, assieme a Fabrizio Bottura, si, proprio l’attuale Presidente del SanguinettoVenera. Buffo il fatto che quando si presentò dicendomi di chiamarsi Fabrizio Bottura, come mio padre, chiesi se mi prendevano in giro. Una volta chiarito l’equivoco, accettai di andare a giocare nel Cerea del Presidente Francesco Delogu, nel cui staff appunto, facevano parte Gatti e Bottura. Avevo 15 anni e mezzo e Vittorio Peroni incassò circa dieci milioni di lire, per il mio trasferimento al Cerea; ancora adesso quando m’incontra mi dice: “con ti go fato i schei”. Nel Cerea che allora giocava in Promozione, mister Egidio Ciocchetta mi schierò esterno, un ruolo che poi ho sempre mantenuto anche con i successivi allenatori, Giuliano Spadini, Adriano Rossignoli e Fabrizio Sona”.

Come era quel Cerea? “Era un Cerea operaio, nel senso che non eccellevamo in tecnica, ma gamba e cuore erano le nostre armi migliori; poi c’era il gruppo. In attacco c’erano i vari Alessandro Bacchiega, Mirko Negri e Giuseppe Fazion, uno degli attaccanti più forti con cui ho giocato”. Finita la parentesi Cerea, Enrico Bottura varca i confini veronesi ed approda alla F.C.B.C. Ostiglia nel campionato 2004-05, con la quale vince il campionato di Seconda categoria, assieme al portiere Manuel Polo, al centrocampista Andrea Codognola e alla fortissima punta centrale Giulio Furlani, autore del gol decisivo contro la Rivaltese, proprio su perfetto assist di Bottura: “Quello fu il mio unico campionato vinto; l’anno successivo passai all’Erbè, quindi alla Scaligera, sempre in Seconda categoria. Poi, per motivi di lavoro, feci qualche anno negli Amatori”.

Enrico Bottura, tifosissimo dell’Hellas Verona, ha un aneddoto da raccontare: “Mentre giocavo negli Amatori, mi restava la domenica libera e per un calciofilo come me, era dura restare senza calcio ed allora ne approfittai per seguire l’Hellas; pensa che ho accompagnato i gialloblu dalla C alla B, in tutte le trasferte negli stadi d’Italia”. Poi però sei tornato a giocare in categoria: “Ho ripreso nel Concamarise in Seconda, quindi un anno in terza e la risalita in Seconda, tre anni in tutto, fino all’anno scorso”.

Quest’anno nel SanguinettoVenera, autentica rivelazione di questo primo scorcio di campionato: “Pensavo di chiudere la carriera nel Concamarise, la squadra con cui ho iniziato nei Pulcini, ma non rientravo nei loro progetti ed allora eccomi qui a Sanguinetto. Siamo un bel gruppo compatto, in cui cerco di mettere in difficoltà il mister negli allenamenti per poter conquistarmi il posto in squadra, ma allo stesso tempo, cerco di dare consigli e di portare il buon esempio ai giovani della rosa, che sono molto bravi come calciatori ma anche come persone. Ormai alla mia età quello che ho fatto, ho fatto. Chiaramente mi alleno per poter scendere in campo, ma credi, vedere i giovani crescere e migliorare, magari per aver seguito un mio consiglio, mi gratifica allo stesso modo”.

Tornando agli attaccanti più forti, Matteo Bedoni dove lo metti?
“Matteo non ha nulla a che vedere con questa categoria; nel corso degli anni il calcio è cambiato, quindi è difficile fare paragoni con i vari Andrea Nordera, compagno nell’Erbè, o Giulio Furlani nell’Ostiglia o Alberto Merlin nel Cerea. Di Giuseppe Fazion ti ho già detto, ma Matteo Bedoni è di un'altra categoria”. Enrico Bottura, manco a dirlo, ha festeggiato il suo 37esimo compleanno attorniato dai compagni di squadra del SanguinettoVenera, alla vigilia della gara di cartello di oggi contro la sua ex squadra, il Concamarise.

Antonio Dal Molin per www.pianeta-calcio.it

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